Casa Boschi Di Stefano quando ci vivevano

Una nuova campagna fotografica e gli scatti di Basilico del 1982 per la guida del museo

Ada Masoero |  | Milano

La nuova guida della Casa Museo Boschi Di Stefano di Milano, curata da Maria Fratelli, prende le mosse da quella curata nel 2003 da Maria Teresa Fiorio e la aggiorna al presente. Una nuova campagna fotografica (di Alberto Lagomaggiore) testimonia l’allestimento attuale delle opere, poi riprodotte singolarmente nelle immagini di Sara Rizzo e commentate da Antonello Negri, mentre la palazzina déco di via Giorgio Jan (di Piero Portaluppi, 1929) che ospita l’appartamento-museo è raccontata da Fulvio Irace.

Ma a tutto si aggiunge una prelibatezza: le immagini con cui Gabriele Basilico, nel 1982, documentò la casa quando Antonio Boschi (Marieda era già scomparsa) ancora ci viveva. Dipinti ovunque, appesi fittamente (i più piccoli anche sulle porte) o accatastati lungo le pareti, e arredi sorprendentemente modesti, tra i tanti veri capolavori del primo e secondo Novecento, di Sironi, de Chirico, Savinio, Morandi, de Pisis, Fontana, Manzoni e di molti altri (da leggere il testo di Alessandro Mendini, nipote di Marieda Di Stefano).

Aprendo il museo, nel 2003, si conservò l’allestimento a quadreria, sebbene assai sfoltito, e in luogo dei vecchi mobili entrarono arredi d’autore di quegli anni. Altri cambiamenti sono intervenuti in seguito. Anche di questi la guida dà conto con larghezza.

Casa Museo Boschi Di Stefano
a cura di Maria Fratelli, 176 pp., 121 ill. col. e 49 b/n, Skira, Milano 2020, € 15

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