I Caschi Blu della Cultura in Croazia per il sisma

80 tra Carabinieri e restauratori per l'arte da salvare

Tina Lepri |

Decisivo l’intervento immediato dei Caschi Blu in Croazia inviati dal Mibact per il salvataggio del patrimonio artistico dopo il terremoto di dicembre 2020. Crolli in chiese e santuari e monumenti colpiti in molte città del Paese con danni ingenti a Petrinja, Sisak e Glina i cui monumenti erano da tempo pericolanti e in degrado per mancati interventi di restauro.

A Sisak danneggiata parte della Cattedrale con il crollo del campanile e l’apertura di gravi fessure all’interno. Ferito a Zagabria l’antico santuario mariano già colpito dal terremoto del marzo scorso. «Le prime ore, ha ricordato il ministro Franceschini, sono fondamentali per salvare opere e luoghi Patrimonio dell’umanità».

Il Team dei Caschi Blu italiani, che opere nell’ambito del programma Unesco «Unite4Heritage», è composto da circa 80 tra carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale ed esperti restauratori dell’Istituto centrale del restauro. Si tratta di aiuti alle diagnosi dei danni subiti ma anche di un supporto pratico ai programmi di restauro e recupero: un impegno ad ampio raggio per l’immediato futuro.

L’azione dei Caschi Blu è nata e si è sviluppata a partire dal 2015 ed è stata formalizzata nel 2017 con la Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. «Importante, afferma Franceschini, che l’intera comunità internazionale e la Ue si dotino al più presto di meccanismi di solidarietà rapidi e automatici, come già accade con i nostri Caschi Blu».

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