Weekend di primavera | Il Cavallo di Troia di Milano

Itinerari sorprendenti vicino a casa

Marco Riccòmini |  | Milano

Ah, ma guarda: che sia il modello del Cavallo di Troia? È pure ferito, hai visto le gambe fasciate? Che siano stati i Troiani? Ma non era in legno? Eppure, mi è famigliare, penserete. Forse, quello «vero» non lo avete mai visto, o magari sì, ma in versione «biancolatte» può disorientare. Perché il modello originale è in bronzo dorato e poi è, come dire, sempre «accompagnato».

Troia non c’entra nulla, naturalmente, anche se l’origine geografica è la stessa, ovvero il Vicino Oriente turco. Si tratta, infatti, del calco in gesso di uno dei quattro cavalli detti poi «di San Marco» che, durante la IV Crociata (1204), i Crociati trafugarono da Costantinopoli. Mentre l’originale, un tempo sulla facciata della Basilica di San Marco a Venezia, oggi sta coi suoi compagni nel Museo della Basilica, questo calco riposa in un corridoio dell’Accademia di Brera, al piano terreno del palazzo che ospita la Pinacoteca.

Serviva e, forse, serve ancora agli studenti di scultura per far pratica di anatomia equina su uno dei rarissimi esemplari di scultura greca a tutto tondo giunti fino a noi. Accanto, stanno altri calchi da gruppi famosi dell’antichità. E, tra il Laocoonte e l’Ercole Farnese, o sbirciando tra le gambe dell’Ermafrodito dormiente, ci si può anche figurare che effetto facesse fare due passi col naso all’insù per l’acropoli di un’antica città greca.

WEEKEND DI PRIMAVERA
Il Galata di Bologna
Sporgersi dalla costa scoscesa di Castelpetroso
Il milite esangue di Lanciano
Il Cavallo di Troia di Milano

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