Viaggio nel Palazzo Reale di Torino | 2

Il Settecento piemontese nell’Appartamento dei Principi Forestieri

Lorenza Santa |  | Torino

Dopo la riapertura della Cappella della Sindone, il percorso di visita nel Palazzo Reale di Torino si è ulteriormente arricchito con un’intera nuova ala: la manica nord del primo piano, affacciata sui Giardini Reali e sulla Corte d’Onore. Progettati in origine da Filippo Juvarra per gli Archivi Particolari del re di Sardegna, gli ambienti furono in seguito trasformati e riempiti di opere d’arte allorché ricevettero parte delle collezioni del principe Eugenio.

Nell’Ottocento le stanze furono riconvertite in elegante Appartamento per i Principi Forestieri ospiti a corte. Durante il regno di Carlo Alberto di Savoia furono poi allestiti alcuni dipinti ottocenteschi che, nel secondo dopoguerra, giustificarono la nuova denominazione di Appartamento dei Quadri Moderni.

Alcuni ambienti vennero aggiornati sotto la direzione dell’architetto bolognese Pelagio Palagi e nei decenni successivi vi soggiornarono il giovane Vittorio Emanuele III, Margherita, Emanuele Filiberto di Savoia Aosta ed Elena d’Orléans.

Ripercorrere oggi quegli ambienti consente di conoscere una parte della splendida stagione artistica del Settecento piemontese. Per dipingere le volte i Savoia impiegarono importanti artisti forestieri: anzitutto il napoletano Francesco De Mura (1741-43) di cui si ammirano i «Giochi olimpici» e la «Partenza di Teseo per Creta», ma anche Gregorio Guglielmi (1765) e Mariano Rossi (1771).

Le boiseries, realizzate sotto la direzione dell’architetto Benedetto Alfieri, svelano poi autentici gioielli. Straordinario è il ciclo dipinto da Pietro Domenico Olivero con scene di vita popolare. Arabella Cifani e Franco Monetti vi hanno da tempo ricostruita l’intera successione del ciclo degli amori di una famiglia contadina, dal primo incontro fra un giovane e una fanciulla al fidanzamento e matrimonio, compreso un successivo litigio coniugale.

Le porte, i lambriggi e gli scuri delle finestre negli ambienti successivi fanno rievocare il fascino delle rovine antiche con Giovanni Domenico Gambone, lasciando spazio anche alla gioiosa bellezza delle composizioni floreali realizzate dalla pittrice piemontese Anna Caterina Gili, dal tono sempre gentile ed elegante, e alle Boscarecce paesaggistiche di Scipione Cignaroli.

Le sale, ora inserite nei percorsi di visita offerti a rotazione al pubblico dei Musei Reali, sono state recuperate dopo un attento lavoro di restauro della ditta Doneux e Soci, grazie ai fondi stanziati dalla Compagnia di San Paolo e dall’Associazione Amici di Palazzo Reale. In questa pregiata cornice settecentesca, con aggiornamenti palagiani in alcuni ambienti, sono state riallestite alcune fra le opere rintracciate negli inventari storici e in parte conservate nei depositi.

Ritratti sabaudi fra cui «Emanuele Filiberto» e «Carlo Emanuele» I dipinti a tempera su pergamena da Giovanna Garzoni, vasi orientali in porcellana dipinta e mobili dell’ebanista Pietro Piffetti arredano le sale che intendono in tal modo rievocare anche la fase ottocentesca di elegante appartamento per ospiti forestieri, come dimostra la Sala da Pranzo con tavola imbandita.

La visita dell’Appartamento vale senza dubbio un viaggio a Torino, già solo per le due volte dipinte con il «Trionfo della Pace» di Claudio Francesco Beaumont e «La Verità inseguita dal Tempo» di Laurent Pécheux.

VIAGGIO NEL PALAZZO REALE DI TORINO
Testi di Lorenza Santa, curatore delle Collezioni

VIAGGIO NEL PALAZZO REALE DI TORINO
Testi di Lorenza Santa, curatrice delle Collezioni

Presentazione: da residenza di corte a fulcro dei Musei reali
1. Il Gabinetto delle Miniature
2. Il Settecento piemontese nell’Appartamento dei Principi Forestieri
3. Stanze private e moderni comfort. I bagni dei Savoia
4. Don Chisciotte a Torino e gli arazzi della collezione
5. Le stanze di Madama Felicita

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