A Pompei la bellezza è dolce come il miele

Nel portico orientale della Palestra Grande illustrato il concetto di venustas

Uno degli affreschi in mostra
Carlo Avvisati |  | POMPEI (Na)

La stagione espositiva del Parco archeologico di Pompei continua con «Venustas. Grazia e bellezza a Pompei», ricca di trecento pezzi esposti fino al 31 gennaio nel portico orientale della Palestra Grande. I reperti, databili dall’VIII a.C. al I secolo d.C., provengono da ritrovamenti effettuati nell’area vesuviana, nel villaggio protostorico di Poggiomarino e nelle necropoli protostoriche di Striano e di quella di età arcaica di Stabia, dai santuari di Pompei e di Stabia, dalle ville di Oplontis e di Terzigno, oltre che dall’abitato di Pompei.

Testimonianze di bellezza, grazia, eleganza e fascino, specchi, ornamenti per abiti, gioielli, amuleti, statuette, affreschi e preziosi dedicati agli dèi svelano vezzi e mode del mondo femminile e non solo. In linea con il tema proposto è inserita nel percorso espositivo anche la Casa degli amanti, domus il cui nome si deve al verso inciso in un quadretto: «Amantes, ut apes, vitam mellitam exigunt» (Gli amanti, come le api, conducono una vita dolce come il miele).

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