Truffatore da due soldi, ma simpatico

Il rappresentante della Fondazione Albers ripercorre le vicende del falsario Giuseppe Tonelli

L'avvocato Dario Jucker rappresenta la fondazione americana intitolata a Josef e Anni Albers
Dario Jucker |  | Lugano

Il 15 aprile del 2015 è morto a Verona Giuseppe Tonelli, un noto falsario che nel corso della vita è riuscito a immettere nel mercato dell’arte numerose contraffazioni. Ha operato negli Stati Uniti, in Francia e nell’ultima parte della sua vita in Italia. Aveva costruito un’efficiente rete di distribuzione per piazzare nel mercato diversi dipinti falsi, tra i quali opere di Roy Lichtenstein, René Magritte, Franz Kline e Josef Albers.

Già in giovane età il falsario, dopo aver sposato in prime nozze la figlia di un produttore cinematografico di Hollywood, aveva venduto nell’entourage del cinema alcune copie false di quadri dei maggiori maestri del Novecento. Scoperto, fu costretto a fuggire all’estero dove è stato a lungo inseguito dall’Fbi. La sua vita è stata un’avventura degna di un romanzo, tra periodi di latitanza, relazioni sentimentali e apparizioni sulla scena dell’arte in
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