Fosforo sul Bosforo

Un’opera di William Kentridge
Franco Fanelli |

Esoterismo e dispersione geografica parrebbero caratterizzare l’edizione di quest’anno della Biennale di Istanbul (dal 5 settembre all’1 novembre), a cura del neodirettore artistico di Rivoli e Gam di Torino Carolyn Christov-Bakargiev. L’esoterismo lo si avverte sin dal titolo («Saltwater: A Theory of Thought Forms», ovvero «Acqua salata: una teoria delle forme-pensiero»); la dispersione urbana dall’elenco delle oltre trenta location in cui ha luogo l’esposizione. La Biennale raccoglie i lavori di circa 80 fra artisti, scrittori, matematici e neuroscienziati. Un approccio che prende spunto dai testi della teosofa britannica Annie Besant: se le «forme-pensiero» (a detta della Besant) sono materializzazioni visibili di forze invisibili, allora (a detta della Bakargiev) le opere d’arte, in quanto cristallizzazioni di energie emotive e cerebrali, rientrano nella categoria delle
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© Riproduzione riservata I disegni di Christine Taylor Patten Un'opera di Wael Shawky Una veduta di «Project» di Liam Gillick Carolyn Christov-Bakargiev (Foto Ilgin Erarslan Yanmaz)
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