Il Giornale dell'Arte ilgiornaledellarte.comilgiornaledellarte.com

Arte e Imprese

Il banchiere che voleva archiviare il mondo

Le autocromie della collezione di Albert Kahn realizzate a Parigi nel primo Novecento

Una delle foto che illustrano la piena della Senna del ’24 di Frédéric Gadmer. © Département des Hauts-de-Seine - Musée départemental Albert-Kahn - Collection des Archives de la Planète

La Cité de l’Architecture et du Patrimoine espone una collezione unica nel suo genere: le autocromie di Albert Kahn, banchiere e filantropo, realizzate a Parigi nel primo Novecento. L’autocromia è uno dei primi procedimenti industriali della fotografia a colori, brevettata nel 1903 dai fratelli Lumière. Nel 1909 il visionario Kahn (1860-1940) avviò un progetto che chiamò «Archivi del Pianeta»: la sua idea era di documentare il mondo e per questo, tra il 1909 e il 1931, inviò una decina di fotografi e cineasti in giro per il globo.

Gli «emissari» di Kahn realizzarono 72mila autocromie, 4mila lastre stereoscopiche e un centinaio di ore di film. La città che fu più fotografata e filmata è Parigi, con oltre 5mila autocromie, 90mila metri di pellicola e 200 lastre stereoscopiche.

È su questa rara collezione che si basa la mostra «Parigi 1910-1937. Le collezioni di Albert Kahn», aperta dal 16 settembre all’11 gennaio. Le autocromie di Kahn, raramente esposte, sono conservate al Musée départemental Albert-Kahn, a Boulogne-Billancourt, nella dimora dove il banchiere, alsaziano di nascita, visse e morì, e che si visita dal 1990. Chiuso per lavori il museo, riaprirà nell’autunno 2021.

«Il centinaio di autocromie e la decina di film presentati nella mostra, ha spiegato Magali Mélandri conservatrice del Musée Kahn, che ha cocurato la mostra, sono il risultato di una selezione basata su una riflessione collettiva: volevamo raccontare una storia continua e plurale della Capitale in un arco cronologico di più di vent’anni».

Le immagini mostrano tanto la Parigi monumentale (con l’Opéra e lo scomparso Palais du Trocadéro), quanto il Vieux Paris, con i suoi vicoli e le sue botteghe. Alcuni scatti illustrano la piena della Senna del ’24, altri si soffermano sulle facciate delle case chiuse e sulla vita notturna dei teatri e dei caffè. Altri ancora mostrano la città durante la Prima Guerra Mondiale, con i sacchi di sabbia usati per proteggere i monumenti, e i cantieri per modernizzare i ponti e i trasporti.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 410, edizione online, 16 settembre 2020



GDA411 OTTOBRE 2020

GDA411 OTTOBRE 2020 VERNISSAGE

GDA411 OTTOBRE 2020 GDECONOMIA

GDA411 OTTOBRE 2020 GDMOSTRE

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012