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Arte e Imprese

Dossier Cultura+Impresa - ESSERI URBANI, THE OTHER SIDE OF ART

Menzione speciale “Under 35”

Opening "Esseri urbani"

La scheda è parte integrante del Dossier - Speciale Premio "Cultura + Impresa" 2019-2020 che ha l'obiettivo di illustrare i progetti vincitori dei premi e delle menzioni speciali.

Titolo progetto:
ESSERI URBANI 2019 - Zootopia
Categoria Premio/Menzione: Menzione speciale “Under 35”
Promotori e partner: APS U Jùse + Acqua&Sapone + Sartoria Latorre + Guarini srl
Durata e periodo di svolgimento: 27 giugno-22 settembre 2019
Settori produttivi e linguaggi artistici coinvolti: nel complesso, il Festival ha visto coinvolte 12 attività imprenditoriali, tutte appartenenti al terzo settore; alcune di esse sono tutt’ora caratterizzate da processi produttivi legati alla tradizione artigianale locale. Inoltre, l’allestimento del percorso espositivo lungo le vie del centro storico del paese ha portato ricadute positive sull’intero tessuto commerciale cittadino (basti pensare che nel circuito del festival insistono circa 40 tra ristoranti e bar, oltre 20 tra B&B e Case Vacanza e circa una ventina tra botteghe artigiane e piccoli negozi al dettaglio). Nel percorso hanno trovato espressione i linguaggi artistici contemporanei - pittura, scultura, design - legati alle arti visive, attraverso la realizzazione di installazioni artistiche site-specific
Importo contributo: gli sponsor hanno contribuito alla realizzazione del progetto, il cui costo totale ammontava a € 17.945,00, con € 1.220,00 Acqua&Sapone di Vaccaro Distribuzione Merci srl, € 610,00 Sartoria Latorre e € 488,00 Guarini srl. Un contributo importante è venuto anche dai partner: € 5.000,00 dalla Orizzonti Futuri ONLUS e € 2.500,00 dalla BCC Banca di Credito Cooperativo di Locorotondo.

Obiettivi del progetto e dei promotori, modalità di realizzazione, criticità riscontrate
ESSERI URBANI, primo Festival d’Arte Contemporanea del Sud Italia inclusivo e accessibile a soggetti portatori di disabilità, offre una importante occasione di ricerca e sperimentazione artistica di respiro internazionale attraverso l’incontro della comunità e delle sue architetture con i linguaggi artistici contemporanei. Il festival punta al potenziamento dei circuiti culturali locali, alla valorizzazione del territorio nel suo patrimonio materiale e immateriale, delle sue risorse e giovani professionalità, promuovendo l’innovazione, l’inclusione sociale, la partecipazione, la promozione di un turismo lento e di qualità.
La prima edizione ha visto la pubblicazione di una call internazionale per artisti, chiamati a progettare delle installazioni site-specific, declinandole sul tema scelto. Sono pervenute decine di candidature da tutta Europa e tra queste, sono stati selezionati i 10 progetti artistici poi concretamente realizzati all’interno del circuito del festival. Di comune accordo tra organizzazione e artisti, alle singole opere è stato assegnato uno spazio tra le vie del centro storico: per ogni opera, pannelli descrittivi in italiano, in inglese e in Braille con Qr code per l’acceso diretto alle schede artista, dotate anche di guida LIS e audioguida. Le opere hanno “invaso pacificamente” la parte storica della città, dialogando in maniera spontanea con le architetture e il tessuto urbano e tracciando percorsi inediti per residenti e visitatori, accessibili a chiunque H24. Guide cartacee bilingue con una mappa delle installazioni sono state messe a disposizione dei visitatori. Per tutta la durata del festival, una programmazione di Eventi Off per creare occasioni di incontro e confronto tra i partecipanti.
I tempi di organizzazione della prima edizione (poco più di 3 mesi) e l’insufficienza delle risorse che è stato possibile reperire in così poco tempo, non hanno consentito di curare nei dettagli la comunicazione dell’evento e la creazione di una rete di partnership sovracomunale. Aspetti questi rispetto ai quali si sta ponendo la massima attenzione nell’organizzazione della seconda edizione, che sarà molto probabilmente rinviata al 2021 a causa delle misure di contenimento da Covid-19.

Come viene declinato il rapporto arte&impresa e le componenti del successo nel rapporto tra Operatore Culturale &Impresa
Nell’ultimo decennio, come tanti altri centri della Valle d’Itria, Locorotondo ha conosciuto importanti trasformazioni e una sensibile crescita del settore turistico, tanto da vantare ormai eventi estivi che registrano migliaia di presenze, con ricadute certamente positive per l’intero tessuto produttivo. Tuttavia, l’attrattività turistica rimane circoscritta nello spazio e nel tempo di singoli eventi e manifestazioni, senza riuscire a rappresentare una reale occasione di crescita per il territorio. Attraverso l’attività che porta avanti ogni giorno -compresa la realizzazione del Festival- l’associazione U Jùse intende assicurare un accesso alla cultura quanto più esteso possibile, sollecitare la sensibilità artistica della comunità attraverso una offerta culturale di qualità, che sappia coniugare la promozione del territorio con il suo sviluppo economico, compreso lo sviluppo di un turismo sostenibile. Possedere un patrimonio storico, culturale e paesaggistico come il nostro richiede una vera e propria strategia di tutela del territorio, che sottragga quest’ultimo a dinamiche prettamente speculative e prive di opportunità e prospettive di crescita, e lo ponga invece al centro di una progettualità proiettata sul lungo periodo, che sappia valorizzare le risorse e le competenze di cui dispone investendo su di esse.
Il coinvolgimento delle imprese locali e delle attività commerciali del paese punta a creare sinergie di importanza strategica, poiché il territorio investe su sé stesso mettendo in circolo le proprie risorse, il capitale umano e le professionalità, innescando un circuito virtuoso che crea sviluppo e innovazione continua.
Il rapporto di collaborazione, promozione e sostegno reciproco stabilito con i partner si è rivelato vincente poiché basato sulla condivisione di una consapevolezza: mantenere in costante e proficuo dialogo il mondo economico e il tessuto sociale dei luoghi, la cultura tradizionale e l’attualità, senza tralasciare aspetti fondamentali quali l’occupazione giovanile, l’inclusività sociale e l’accesso alla cultura, sono gli imperativi che stanno alla base di una diversa, consapevole e moderna idea di società e sviluppo.

Risultati conseguiti e modalità di misurazione
Oltre un migliaio le foto condivise su Instragram, 13 eventi Off organizzati nei tre mesi del festival, 16 in tutto gli artisti coinvolti, 10 tra scrittori e poeti, 24 tra professionisti e volontari impiegati nell’organizzazione e nella logistica, 12 le realtà imprenditoriali coinvolte, oltre 350 visite guidate gratuite. Sono questi i numeri di un’iniziativa che tiene insieme l’offerta culturale di qualità e l’attenzione al sociale.
Il festival ha attivato un duplice processo di rigenerazione urbana e sociale, sviluppando le potenzialità dell’arte come strumento per intervenire sulla realtà, ripensare i luoghi del vivere quotidiano e tessere legami inediti tra tessuto urbano e comunità. Si è poi distinto per le soluzioni dedicate all’accessibilità del sistema turistico-culturale, stimolando un dibattito collettivo sull’argomento e promuovendo buone prassi.
Attraverso la promozione di percorsi di circuitazione turistica sul medio-lungo periodo, orari di apertura estesi e ingresso gratuito è stato poi possibile incrementare l’attrattività turistica del paese e del territorio promuovendo una forma di turismo di qualità, che predilige la lentezza della contemplazione al consumo mordi e fuggi, trasformando per tre mesi la città stessa in una sorta di museo diffuso. Di pari passo, è stato possibile sensibilizzare la comunità locale al valore dell’arte quale attrattore culturale, in grado di attirare sul territorio professionalità, maestranze e artisti da tutto il mondo, portare valore aggiunto in termini di Know how e generare scambi di esperienze e buone pratiche. Tutto ciò, grazie all’impiego di competenze e professionalità presenti sul territorio, rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato, incentivando la cultura della creatività come driver di crescita del sistema imprenditoriale.
Tra le modalità di misurazione, è possibile annoverare: la sottoscrizione di accordi con i proprietari degli immobili interessati dall’installazione delle opere artistiche, la partecipazione alle attività collaterali del festival, la misurazione degli accessi ai contenuti multimediali (video guide, audioguide, testi, foto gallery), foto, video e contenuti multimediali in generale postati sui social network, report e bilanci consuntivi.

Specificità del progetto ed elementi di innovazione nelle parole del promotore/organizzatore
Alessandra Neglia, Presidente dell’APS U Jùse organizzatrice del festival:
"Si è trattato di un esperimento nato per colmare il vuoto lasciato da due precedenti esperienze, che avevano come obiettivo quello di promuovere un dialogo rigenerante tra comunità, territorio e linguaggi artistici: Artitria, festival d’arte di strada, e Entropie Arte, progetto finanziato nell’ambito del programma Bollenti Spiriti promosso dalla Regione Puglia fondato sull’obiettivo di organizzare mostre d’arte contemporanea all’interno dei luoghi storici della Puglia. C’era l’idea, del designer Pino Incredix, ed una squadra di giovani professionisti che ci ha creduto. C’era la spinta del Comune e il sostegno delle realtà produttive. E così si è data vita ad un’iniziativa che consente di chiudere il cerchio sull’offerta culturale del Comune di Locorotondo, che con i suoi importanti festival musicali internazionali – Locus e VIVA! – e la rassegna letteraria Libri nei vicoli del borgo, può ora annoverare anche una manifestazione dedicata all’arte visiva nelle sue espressioni più contemporanee. Con un’attenzione specifica all’inclusione sociale e all’innovazione digitale".

edizione online, 5 ottobre 2020



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