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Quando l’arte entra in azienda: le residenze artistiche del progetto SMATH

Un progetto europeo guidato da Regione Veneto e Università Ca’ Foscari di Venezia sperimenta nuovi modelli di interazione tra arte e impresa. Al via sei residenze d’artista in altrettante imprese venete.

Progetto SMATH, Presentazione progetti ammessi a finanziamento

Sei imprese venete sperimenteranno una nuova interazione con il mondo dell’arte grazie ad una metodologia sviluppata nell’ambito del progetto europeo SMATH-Smart Atmospheres of social and financial innovation for innovative clustering of creative industries in Med area. Finanziato dal programma Interreg Med 2014-2020, il progetto, avviato nel febbraio 2018 e con fine prevista nel giugno 2020, ha l’obiettivo di individuare nuove modalità di interazione tra cultura e impresa creando, in sette regioni europee, dei “nidi creativi”, ovvero delle comunità in cui imprenditori e artisti progettano e sperimentano nuovi prodotti e servizi. Capofila del progetto è la Regione Veneto in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, a cui si aggiungono, in qualità di partner: Regione Friuli Venezia Giulia (Italia), Development Agency di Zagreb (Croazia), Agency for territorial marketing (Slovenia), Cluster delle industrie culturali (Francia), TVT international (Francia), Technopolis of the Municipality of Athens (Grecia), Barcellona Activa SA SPMC (Spagna), Institute of Culture of Municipality of Catalogna (Spagna).

Tra le varie attività di progetto, dalla scorsa primavera oltre 20 imprese venete hanno partecipato ad un percorso di formazione e condivisione con numerosi artisti, con il coordinamento e l’assistenza di docenti e ricercatori del Laboratorio di Management dell'Arte e della Cultura di Ca' Foscari Venezia (MacLab), attraverso sessioni formative, workshop in azienda, meeting individuali tra artista e imprenditore, che hanno consentito di identificare quaranta opportunità di collaborazione di cui 13 trasformate in idee progettuali. Di queste, sei sono state ammesse a finanziamento, secondo i criteri seguenti: qualità della proposta, originalità e sostenibilità nel tempo.

Alla base c’è Art&Business,la metodologia di “art thinking” fondata sull’interazione tra arte e impresa che la nostra ricerca ha ideato e codificato in questi ultimi anni. Abbiamo la convinzione che “pensare artisticamente” renda le aziende anche più competitive e innovative, e sia necessario e possibile un nuovo modo di intendere e costruire le relazioni tra i due universi” sostiene Fabrizio Panozzo, docente del Dipartimento di Management e responsabile scientifico del progetto. E ancora “Il percorso di Smath, incentrato sul valore e l'impatto del processo creativo stesso ha messo, infatti, in risalto come l’art thinking applicato all'impresa solleciti nuove visioni, stimoli l'innovazione, porti con sé inevitabilmente, oltre alla bellezza, anche un impatto sociale positivo: sul versante del rapporto coi e tra i lavoratori, nella comunicazione ai consumatori come a tutti gli stakeholder, nella relazione col territorio”.

Artisti che si esprimono con differenti linguaggi ed aziende di varia dimensione operanti in settori eterogenei – dalla gestione dei rifiuti al metalmeccanico, dal noleggio di piattaforme aeree e macchine movimento terra a due cooperative sociali – sperimenteranno sei diverse progettualità, a testimonianza di un modello dalle innumerevoli potenzialità.
Contarina spa, società in house providing a completa partecipazione pubblica con sede a Lovadina di Spresiano (Treviso), sperimenterà il progetto “Mine” con il visual artist giapponese Kensuke Koike, il quale proporrà un intervento artistico che racconta la filosofia aziendale di gestione dei rifiuti incentrata sull’educazione ambientale attraverso il riciclo: “un nastro trasportatore che raccoglie i rifiuti in fase di riciclo e li accumula in una "montagna", che è continuamente rigenerata, in uno degli spazi pubblici della città di Treviso, come un museo o una scuola o una chiesa ecc.”, si legge nella presentazione dei progetti.
Electrolux spa di Susegana (Treviso) sperimenterà con il collettivo D20 Art Lab il progetto “Data fountain”, ovvero un intervento di data-art partecipativa in cui i lavoratori contribuiscono alla progettazione di spazi comuni di pausa e relax “permeati da suoni e immagini generate elaborando i dati digitali della fabbrica 4.0”.
Gv3 Venpa spa di Dolo (Venezia), con il duo Teoria&Preda e il progetto “Tracciante”, intende far “riflettere sui segni che lasciamo della nostra presenza e la costruzione di questi segni”: un filtro applicato ai tubi di scappamento dei macchinari aziendali trattiene lo smog e lo converte in inchiostro, che sarà consegnato agli artisti per la creazione di opere di grafica e poesia. Data la prossimità dello svincolo autostradale di Dolo, il duo sta valutando la possibilità di issare delle vele di tessuto per catturare lo smog e dopo adeguati procedimenti restituirlo sotto forma di inchiostro.
Pane Quotidiano/cooperativa Idea Nostra onlus di Vicenza e l’artista visiva e fotografa Špela Volčič svilupperanno il “Progetto Pane”, ovvero la creazione di uno spazio all'interno della cooperativa che diventi un laboratorio di produzione di immagini fotografiche relative al pane e alla panificazione, anche attraverso workshop, realizzando tra l’altro materiale di comunicazione aziendale.
Verlata cooperativa sociale di Villaverla (Vicenza) con gli artisti Alessio Ballerini e Simona Sala proporrà “Sugamara – Nuove forme per abitare il presente”, ovvero la produzione di un’opera tra videoarte e soundscape, attraverso workshop sensoriali di educazione acustica, che vede la partecipazione del personale della cooperativa e il territorio. L’opera verrà proiettata in appositi schermi urbani Lcd adibiti agli eventi cittadini, nei megastore audiovisivi delle città e nelle zone limitrofe, all’interno della Fattoria Don Manfrin e degli spazi di vendita della cooperativa.
Infine, F/Art srl di Preganziol (Treviso) con Studio Tonnato propongono il progetto “Terraglio – Museo dell’accumulo” con cui, a partire dalla redazione di un manifesto programmatico di “Land Art Industriale”, approfondiranno le potenzialità di scoperta del territorio (Strada del Terraglio) attivando processi di valorizzazione territoriale.

Un capitale di idee progettuali e buone pratiche che testimonia le potenzialità di una feconda sinergia tra mondo dell’arte e mondo imprenditoriale, in gran parte ancora da esplorare.

@Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


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