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Parma2020, per un nuovo rapporto arte, cultura & impresa

Lanciato un bando a sostegno delle imprese creative driven per stimolare un nuovo rapporto tra il sistema imprenditoriale parmense e il sistema culturale e creativo, anche attraverso attività di formazione e networking. Ne parliamo con Francesca Velani, coordinatrice Parma 2020.

Parma 2020 Capitale Italiana della Cultura

Si è chiuso l’8 novembre “Scintille”, il percorso di formazione, informazione e networking avviato da Parma 2020 nell’ambito della Open Call “Imprese Creative Driven”, aperta dal 26 settembre al 19 dicembre 2019 con l’obiettivo di supportare fino a 8 progetti, per un importo massimo complessivo di € 80.000,00, che creino nuove connessioni tra imprese, cultura e creatività. Dopo una prima sessione formativa rivolta agli imprenditori, tenutasi dal 17 al 19 luglio, neigiorni scorsi è stata la volta dei creativi, che hanno partecipato a due giornate di formazione, con approfondimenti, testimonianze e casi studio, sotto la supervisione dell’economista Alessandro Crociata.

Promossa dal Comune di Parma e dal Comitato per Parma 2020, con la regia dell’Unione Parmense degli Industriali, l’associazione per lo sviluppo sociale Parma, io ci sto!, l’ente di formazione Cisita Parma e il coordinamento scientifico di Promo PA Fondazione, la call intende rispondere all’obiettivo del programma Parma 2020 dedicato alla promozione dell’imprenditorialità creative driven, “per generare, da un lato, realtà capaci di allineare aspetti di business ad una proposta culturale e/o creativa e, dall’altro lato, per attivare un più ampio e virtuoso rapporto tra azione culturale, mercato e terzo settore”, si legge nel bando. Oltre al sostegno economico ai progetti che saranno selezionati entro febbraio 2020, la call prevede attività di formazione e networking per imprenditori e creativi e degli Open Day che, dal 13 novembre al 2 dicembre, consentiranno la conoscenza e lo scambio di idee tra le imprese creative driven che hanno aderito alla call e i creativi intenzionati ad avanzare proposte progettuali. Nello specifico, oltre ad essere coerenti con il concept di Parma 2020, i progetti dovranno concepire soluzioni che configurino la cultura quale driver di innovazione e sviluppo per i processi aziendali, rispondendo alle esigenze dell’impresa coinvolta e con il suo diretto coinvolgimento, evidenziando l’impatto sul territorio e in un’ottica di welfare culturale.

Ne parliamo con Francesca Velani, coordinatore di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 e curatore scientifico di Imprese Creative Driven.

Qual è l’obiettivo del bando? Quali sono i risultati attesi?
L’obiettivo è sviluppare un set di progetti utili a stimolare nel tempo l’approccio creative driven sul territorio, e creare un dialogo vivace e produttivo tra due comparti del sistema fino ad oggi abituati a dialogare in una logica prevalentemente mecenatistica. Il confronto e la collaborazione, promosso ma anche guidato, potranno condurre i due sistemi a: acquisire nuove conoscenze, e dunque nuove capacità in entrambi i sistemi; sperimentare il nuovo mettendo in atto progetti cooperativi complessi; sviluppare forme di integrazione creativa; stimolare le persone coinvolte a scegliere la cultura e la creatività anche nel loro tempo libero.

Si legge una volontà di riconfigurare il rapporto arte, cultura e impresa. Quale nuovo ruolo per la cultura nei processi aziendali?
La cultura assume rilievo in virtù della sua capacità di produrre valori mediante significati in un mercato globale dove conta sempre meno il valore d’uso dei prodotti (il prodotto per quello che è) e conta sempre di più la valenza simbolica ed evocativa che esprimono e raccontano i beni e le esperienze di servizio. Ciò richiede un capovolgimento del modello relazionale tra cultura e impresa. Nella sponsorizzazione (approccio mecenatistico) la cultura si colloca alla fine della filiera produttiva, perché la produzione di valore economico precede il suo impiego in ambito culturale. La cultura in questo modello non produce ricchezza ma la assorbe essendo uno dei tanti mezzi di destinazione della ricchezza. Le imprese creative driven pongono, al contrario, la cultura come un vero e proprio input del processo produttivo che non solo arricchisce l’output di significati, ma contribuisce in maniera unica e specifica al processo produttivo i cui nessi causali devono essere codificati, fatti emergere e implementati in un nuovo modello produttivo dichiaratamente “culturalizzato”. Da qui deriva la grande rilevanza che la cultura gioca sulle risorse umane di un’impresa: tanto più il capitale simbolico è presente e compreso nelle persone che operano in azienda e che presidiano le decisioni strategiche d’impresa, tanto maggiore sarà il livello del capitale simbolico insito in un determinato marchio o più specificatamente in un determinato prodotto e/o servizio. In quest’ottica, la sfida che un sistema socio-produttivo deve affrontare è quella di capire quali sono i nessi causali tra cultura, creatività e fare impresa, da un lato, e come favorire l’incontro tra queste tre realtà, dall’altro.

Un bando innovativo che affianca al sostegno economico un percorso di formazione e networking per imprenditori e creativi. Quali processi si intendono innescare?
Per accompagnare la call è stato creato un momento formativo diviso in due parti: per le aziende, concluso a luglio, che ha portato all’adesione delle 15 realtà del bando. Per i creativi, in programma il 7 e 8 novembre, è stato studiato un framework che non ha la pretesa di assumere un ruolo generalizzante, vale a dire stabilire una maniera univoca di comportamento, ma ha il pregio di essere un ancoraggio operativo, utile ad indirizzare il difficile lavoro di comprensione e di possibile funzionamento del rapporto tra arte, cultura e impresa. Esso ha una potenza esplicativa insita nel focalizzare i meccanismi attraverso i quali emergono connessioni inedite ma soprattutto poco codificate, tra i campi di due mondi solo apparentemente distanti: quello culturale e quello imprenditoriale. Un approccio che mira a stabilire e formalizzare i nessi causali che si basa sulla dialettica dell’incontro. È infatti nell’incontro, nel confronto, nello stare a contatto che si genera una prossimità relazionale che può diventare scambio di identità, di valori, di modi di concepire la realizzazione di un prodotto tanto artistico-culturale tanto industriale.

Un progetto inspiring, da monitorare, lanciato nella fase di anteprima del programma di Parma 2020, che verrà inaugurato dall’11 al 13 gennaio, e che darà i suoi frutti nel corso del prossimo anno. E oltre.

@ Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


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