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Lago Scuro, l’azienda agricola ospita la prima residenza artistica internazionale

Dal 13 al 23 agosto dieci artisti partecipano alla residenza creativa internazionale promossa da Cascina Lago Scuro, innovativa azienda agricola biologica nei pressi di Cremona.

Alex Todaro, Caseificio Mural, 2018. Acrylic, 24 x 7 meters. Cascina Lago Scuro. Fonte: Cascina Lago Scuro

A circa 7 km da Cremona, in località Stagno Lombardo, una tenuta edificata tra il 1600 e il 1800 diventa, negli anni ’90, un’azienda agricola all’avanguardia grazie al progetto di Fabio e Paola Grasselli. Dal 2012, ad affiancarli nella gestione della tenuta si sono aggiunti il figlio Luca e la nuora Federica. Negli anni, i proprietari diversificano le attività al punto che Cascina Lago Scuro ospita attualmente un’azienda agricola − biologica sin dal 1993 − un caseificio, un orto, un laboratorio, un ristorante e, ultimo impegno, un agri-nido, grazie al quale dieci bambini hanno la possibilità di vivere a stretto contatto con la natura e le attività produttive del luogo. Un’attività che intende offrire anche un servizio sociale, come lo era in origine l’organizzazione delle cascine.

Una villa padronale, un cortiletto neogotico, un torrione, un giardino, un laghetto, una chiesa, altri edifici che in origine ospitavano la casa del fattore e le abitazioni dei contadini, stalle per cavalli e mucche sono anche l’ambientazione della prima residenza creativa interdisciplinare, organizzata nel 2019. Un’idea che nasce dall’incontro tra il proprietario della tenuta Luca Grasselli, laurea in Filosofia e fellow dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e Alex Todaro, designer e creativo originario del Colorado, master degree in Interaction Design della School of Visual Arts, durante un soggiorno dell’artista nella Cascina nell’estate 2018. Un soggiorno che inizialmente doveva concentrarsi sull’apprendimento dell’arte culinaria ma che poi si è trasformato in un’esperienza personale particolarmente significativa per l’artista. Da qui un intervento artistico di Alex sulla facciata del caseificio e l’avvio del progetto di residenza artistica, nell’intento di promuovere uno scambio e una contaminazione tra chi quotidianamente si occupa di arte e chi si occupa di agricoltura. Obiettivo al quale i proprietari della Cascina sono particolarmente sensibili, avendo già ospitato negli anni, in modo episodico, artisti, artigiani, curiosi e appassionati. I partecipanti avranno l’opportunità di esplorare la propria pratica artistica in relazione al luogo, alla filosofia che caratterizza la realtà aziendale e in costante interazione con i processi in atto, partecipando attivamente alle attività che quotidianamente qui si svolgono, dalla raccolta dei prodotti alla mungitura delle mucche.

Per la residenza è stata prevista la selezione di dieci artisti internazionali attivi in diverse discipline e interessati alla sperimentazione creativa all’interno dell’azienda agricola. Centinaia di persone, provenienti da ben 21 paesi, hanno visitato il sito web della residenza nella fase di candidatura. Nicholas Toll, Mili Narayen, Hayley Gault, Brandon Polack, Andi Todaro, Roberta Casnellie, Kyle Lawson, Bonnie Gregory, Spencer Scott, Rachel Hardin, Steven Fragale sono i creativi selezionati per la prima edizione della residenza. Discipline, origini e percorsi differenti, dal design industriale alla musica e al teatro, dalla produzione di oggetti in metallo ai digital media.

Dieci giorni di residenza, dal 13 al 23 agosto, con un evento conclusivo aperto al pubblico per la presentazione dei lavori realizzati all’interno della Cascina. “Fondamentalmente, [la residenza] riguarda il nutrimento. In ogni senso del termine – dal cibo che mangiamo a come lo mangiamo, con chi lo condividiamo, alle modalità con cui diamo spazio e tempo a questi momenti. (…) Il nostro desiderio è che questo programma di residenza possa essere un punto di inizio e creare le condizioni per un “mark-making” tra individui curiosi e creativi che vogliano vivere in modo più sostenibile” affermano i promotori. Largo alla sperimentazione e alla contaminazione grazie a un’esperienza immersiva tra natura, arte, cucina e agricoltura, in un’azienda che fa della sostenibilità una componente essenziale e non residuale del proprio agire.

@ Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


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