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La trasparenza del vetro a favore della sostenibilità ambientale.

La storica azienda Venini offre, con una maestosa installazione a firma dell’artista Maria Rebecca Ballestra, un contributo di riflessione sulla bio-diversità in occasione dell’edizione 2018 del FESTIVAL PER LA TERRA.

In mostra fino a 7 aprile, nel cortile dell’Università Cà Foscari, Sowers, la grande opera vetraria realizzata dai maestri artigiani dell’antica fornace Venini, che porta la firma dell’artista Maria Rebecca Ballestra e degli architetti Lino ed Elia Barone.

L’installazione testimonia la sensibilità ambientale dell’azienda e il suo contributo al Festival per la Terra, svoltosi a dicembre nella città lagunare, con l’obiettivo di riformulare le questioni relative alla fragilità dell’ecosistema e individuare soluzioni alternative anche attraverso le potenzialità della creatività per stimolare un processo di trasformazione in ambito scientifico, umanistico, economico ed ecologico. Conferenze, workshop e incontri con artisti, premi Nobel e Pulitzer, fino a quelli con il principe Alberto II di Monaco e Youba Sokona il Vicepresidente del Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico dell’Onu.

Cross pollination between art, technology and nature, infatti, è il sottotitolo della grande installazione architettonica realizzata con circa 800 formelle di vetro disposte in una straordinaria composizione cromatica, che racconta l’unicità di VENINI nel poter offrire una gamma così ampia di sfumature tonali: dal verde al grigio talpa, passando per l’ambra e il pagliesco; dal rosso allo zaffiro con declinazioni rosa, uva e acquamare. Gli elementi sono agganciati fra di loro grazie a una struttura portante di metallo, realizzata con il contributo di DITH (Dufreco International Traiding Holding) e di Jotun, oltre alla maestranza di Carpenteria Sartori, che simula una sezione di Dna e invita gli utenti a vivere quest’opera, attraversando i suoi caleidoscopici corridoi e i suoi avvolgenti passaggi.


La composizione cromatica è opera di Maria Rebecca Ballestra, l’artista che da sempre indaga le problematiche legate della sostenibilità ambientale, politica e sociale, attraverso il tema del viaggio e l’espressione multidisciplinare. La sua opera Journey into Fragility è stata presentata in un evento collaterale della 56esima Biennale di Venezia e di molte esposizioni in Europa e Stati Uniti. Nella sua carriera, la Ballestra ha ricevuto numerosi premi internazionali e spesso viene chiamata dalla Boston University, dal Maraya Art Center, dall’University of HUl, dalla Xiamen University e dal Taipei Artist Village.

L’organismo strutturale, invece, è un progetto di Lino ed Elia Barone, gli architetti, padre e figlio, che vantano una lunga esperienza nell’interpretare il tema delle contaminazioni culturali. Portano la loro firma, infatti, la moschea Sheikh Zayed di Abu Dhabi e alcune residenze del re del Marocco Hassan II, la cattedrale ortodossa di Nizza, una serie di torri negli Emirati e di molte abitazioni private in Europa, Asia e Nord Africa.

Sowers interpreta concettualmente un’ideale Via della seta che custodisce nella sua struttura curva i semi di quaranta diverse varietà di piante o fiori, selezionate dall’Orto Botanico di Padova, e introdotte in Europa grazie alle attività commerciali dei paesi del Medio Oriente e dell’Asia citate anche da Marco Polo. La fruizione di questa installazione si completa attraverso la realtà aumentata che consente di visualizzare la pianta corrispondente a ogni seme, realizzata da CardMap. Il tema del viaggio che spesso stimola il pensiero creativo dell’artista torna anche in questo emozionante archivio culturale sulla biodiversità: un simbolo sempre attuale dell’incontro fra Oriente e Occidente.

La collaborazione con l’Università di Venini risale a metà degli anni Cinquanta, infatti, VENINI, quando era stata chiamata a realizzare il grande progetto di illuminazione dell’Aula Magna dell’Università Ca’ Foscari, di cui l’architetto Carlo Scarpa stava seguendo l’importante opera di restauro. Fondata nel 1921, Venini è sempre stata il punto di riferimento nell’ambito dell’arte vetraria: Gio Ponti, Mimmo Rotella, Alessandro Mendini, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, Peter Marino, Ettore Sottsass, Tadao Ando, Ron Arad e Carlo Scarpa, così come altri designer di fama mondiale si sono confrontati con la tradizione secolare della lavorazione del vetro, creando opere che in alcuni casi sono entrate a far parte delle collezioni dei più importanti musei o hanno raggiunto cifre da record alle aste di richiamo internazionale.


Date, orari e luogo dell'installazione:
Università Ca' Foscari
Dorsoduro 3246
30123 Venezia
Dal 3 Dicembre 2018 al 7 Aprile 2019
Lun - Ven: 8.00 - 19.00
Sab: 9.00 - 13.00
Chiusura festival dal 23 Dicembre 2018 al 7 Gennaio 2019


@ Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


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