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“Premio Rete del Dono per la cultura”. “L’età del rimedio” promosso da Vigne Museum e RAVE East Village Artist Residence. La collezione di Riccardo Gualino in mostra ai Musei Reali di Torino. Gucci per il recupero della Rupe Turpea. Fondazione Plart: “Creatività e innovazione: gli smalti dello Studio Del Campo 1957 – 1997”. La nona edizione del “Premio Ricoh per giovani artisti contemporanei”. L’incontro annuale della European Route of Industrial Heritage (ERIH) presso Fondazione Dalmine. Campari premiata per l’impegno in favore della cultura. Rigenerazione urbana per l’ex Cartiera Salaria.

Fondazione Dalmine, fonte: Museimpresa

La Terza edizione del “Premio Rete del Dono per la cultura” in collaborazione con UBIBANCA.
Aperte le candidature per la terza edizione del “Premio Rete del Dono per la Cultura”, promosso da Rete del Dono in collaborazione con UBI Banca con l’obiettivo di premiare progetti di crowdfunding a sostegno di interventi di valorizzazione o tutela in ambito culturale. La partecipazione è riservata a organizzazioni non profit, attive in ambito artistico, culturale e musicale, la cui campagna di raccolta fondi dovrà svolgersi tra il 1° ottobre 2019 ed il 31 gennaio 2020. I 3 progetti che avranno raccolto di più, comunque superando la soglia minima di 6.000€ di raccolta fondi online, verranno premiati con un contributo pari a 3.000€ e la partecipazione gratuita a un corso breve tra quelli previsti nell’offerta formativa di Fondazione Fitzcarraldo. Rete del Dono, in collaborazione con TerzoFilo, promuoverà inoltre una giornata di formazione su “Crowdfunding e Cultura” a Milano (data da definire). Questi gli ambiti di intervento dei progetti: sostegno a musei, biblioteche, teatri, gallerie, orchestre, compagnie teatrali e di danza; interventi di restauro, recupero e valorizzazione dei beni culturali mobili e immobili; organizzazione di eventi culturali; sostegno a progetti nei settori arte e cultura, fotografia, musica, danza, editoria e letteratura, cinematografia.

Udine. “L’età del rimedio”, dall’8 al 16 giugno il programma di appuntamenti promosso da Vigne Museum e RAVE East Village Artist Residence.Dalla collaborazione tra due realtà artistiche della provincia di Udine nasce “L’età del rimedio”, programma di incontri, mostre e dibattiti che si terrà dall’8 al 16 giugno 2019, con l’intento di raccontare come arte, scienza e filosofia stiano evolvendo in relazione all’evoluzione del nostro pianeta, con un focus sul cambiamento climatico. RAVE è un’associazione culturale che si descrive come impegnata nel “dialogo sul ruolo dell'arte contemporanea nei confronti dell'alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica ed antispecista”. Fondato nel 2014 da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle per celebrare i 100 anni di Livio Felluga, patriarca della viticultura friulana, Vigne Museum è invece un museo ideale dedicato alla vite e al paesaggio, una struttura artistico-architettonica tra i vigneti storici di Rosazzo, che lavora sull’interdisciplinarietà tra arte, architettura e scienza. Nelle due sedi del Borgo di Soleschiano e di Rosazzo, si terranno la mostra “Architecture of Intelligence” di Giuseppe Stampone con la partecipazione di Dom Mimi e la mostra diffusa “Animâi Libars” con le opere degli artisti in residenza presso Rave, la tavola rotonda “Immaginari oltre la specie” (sabato 8 giugno) con filosofi, artisti, critici e storici dell’arte, l’incontro pubblico “Rivoluzione pianeta” (sabato 15 giugno) con Giovanni Delù, giardiniere d’arte e orticoltore della Reggia di Versailles, Pietro Gaglianò, critico d’arte e curatore, Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale, Daniele Puppi, artista, Marisa Sestito, vicepresidente Giant Trees Foundation, Giuseppe Stampone, artista, Patrizia Catalano, giornalista e curatrice, per concludere con un vegan show cooking (domenica 16).

Torino. In mostra fino al 3 novembre nelle Sale Chiablese dei Musei Reali la collezione di Riccardo Gualino.
“I mondi di Riccardo Gualino collezionista e imprenditore”. La mostra, curata da Annamaria Bava e Giorgina Bertolino, riunisce la collezione appartenuta all’imprenditore Riccardo Gualino, conservata in parte presso la Galleria Sabauda di Torino e in parte presso la Banca d’Italia a Roma, unitamente a opere provenienti da musei e istituzioni torinesi e nazionali, raccolte private e archivi, fra i quali l’Archivio Centrale dello Stato. Il progetto è promosso dai Musei Reali di Torino con Banca d’Italia e con la collaborazione dell’Archivio Centrale dello Stato. Nei diciotto ambienti delle Sale Chiablese, sono esposte oltre 300 opere, accompagnate da fotografie che raccontano la vita e il collezionismo di una figura di spicco dell’economia italiana del Novecento, ma anche della moglie Cesarina Gurgo Salice, le loro residenze e frequentazioni, il clima dell’epoca tra gli anni Venti e il miracolo italiano. La collezione raggiunge il suo apice tra gli anni Venti e Trenta, parallelamente al successo di aziende come la Snia Viscosa e la Unica, viene poi concessa a garanzia del debito contratto con lo Stato dopo il fallimento e l’arresto dell’imprenditore nel 1931; Gualino, scontata la pena, riprende l’attività imprenditoriale a Roma, con la Rumianca e la Lux Film, e inizia una seconda collezione. Tra le opere più importanti si segnalano la Madonna in trono di Duccio da Buoninsegna, la Venere di Botticelli, Venere e Marte di Veronese, la Négresse di Édouard Manet, il Paesaggio campestre di Claude Monet, il Buddha in meditazione del XIII-XIV secolo.

Roma. Gucci stanzia 1,6 mln € per il recupero e la valorizzazione della Rupe Turpea.
Con il progetto “Rupe Tarpea, tra leggenda e futuro”, promosso da Roma Capitale, nasce una partnership tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e il noto marchio di moda, volto al recupero del Giardino Belvedere della Villa Tarpea e delle aree verdi ubicate sulle coste tufacee del Colle Capitolino. Un finanziamento di 1,6 milioni di euro, da erogare nell’arco di due anni, annunciato da Gucci in occasione della presentazione della collezione Gucci Cruise 2020 presso i Musei Capitolini. Un impegno, quello in favore del patrimonio culturale, che non si esaurisce nella presentazione delle proprie collezioni in luoghi  significativi, quali la Dia-Art Foundation a New York, i chiostri dell’Abbazia di Westminster a Londra, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, l’antico sito degli Alyscamps ad Arles, ma vede la partecipazione finanziaria in altri progetti, ad esempio quello per il restauro e la valorizzazione del patrimonio botanico del Giardino di Boboli, e le collaborazioni con i parchi archeologici di Pompei, Ercolano e Selinunte. Commenta così Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovrintendente Capitolina: “La valorizzazione del Colle Capitolino, grazie a Gucci, renderà completamente fruibile e accessibile il luogo dove si concentrano tutte le fasi della storia della nostra città. Un recupero che permetterà ai cittadini e ai turisti di godere anche delle straordinarie suggestioni delle vedute panoramiche dall’alto della collina”.

Napoli. “Creatività e innovazione: gli smalti dello Studio Del Campo 1957 – 1997” presso Fondazione Plart.
Dal 9 maggio all’11 luglio 2019 la Fondazione Plart, museo della plastica, espone, per la prima volta in Campania, 150 oggetti di collezionisti privati per raccontare quello che fu “Studio del campo”, ovvero un sodalizio artistico tra Lydia Lanfranconi (inglese di nascita, classe 1930) e Virgilio Bari (Taranto 1928, dal 1934 a Torino), Bianca Tuninetto (Rivoli, classe 1927 - 2015) ed Euclide Chiambretti (La Spezia 1923 – 2012) che, nel 1957, aprirono in una strada ancora rurale di Torino una bottega di smalti a fuoco, in cui ospitarono tra l’altro anche Gio Ponti e Toni Cordero. La mostra è curata da Anty Pansera, storica e critico del design e delle arti decorative e applicate, con l’allestimento multimediale curato da Mario Capasso/CAPWARE lab, che consentirà ai visitatori di conoscere più da vicino le due coppie di amici e coniugi, che parteciparono a tre edizioni della Triennale di Milano, a tutte le più grandi fiere campionarie e di arredamento italiane ed europee, oltre ad aver esposto in molte gallerie, tra cui Martina, Il Sestante, Bosisio Arte e oltreoceano, in Giappone e Stati Uniti. Un’iniziativa che lega Napoli e Torino, città in cui nei prossimi mesi verrà inaugurata una seconda sede della Fondazione, il Centro di Arte Innovazione e Ricerca PLARTWO, a seguito del recupero di un edificio industriale dismesso nell’area di via Cigna, risalente ai primi anni del ‘900.

Vimodrone (MI). La nona edizione del “Premio Ricoh per giovani artisti contemporanei”.
Assegnati i premi della nona edizione del “Premio Ricoh per giovani artisti contemporanei”, progetto di Responsabilità Sociale di Ricoh, azienda che fornisce soluzioni software e hardware, servizi documentali e consulenza a imprese di tutto il mondo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Regione Lombardia e Mondadori Retail e il patrocinio del Comune di Vimodrone. A presiedere la giuria, Giorgio Grasso, Presidente della Fondazione Arte Contemporanea. “In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, Ricoh vuole promuovere un business sostenibile tutelando l’ambiente e supportando lo sviluppo della società e delle comunità locali. Con il Premio Ricoh diamo un contributo concreto promuovendo la cultura e offrendo ai giovani la possibilità di esprimere la propria creatività e di ottenere visibilità nel mondo dell’arte”, afferma Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia.  Dal 21 al 24 maggio 2019, presso lo Spazio Mostre N3 di Regione Lombardia, sono state esposte le opere dei 29 finalisti del premio, a cui quest’anno hanno partecipato oltre 500 artisti under 40 a cui veniva chiesto di interpretare i valori aziendali, ovvero “Lo sforzo verso l’innovazione, che semplifica la vita e il lavoro, salvaguardando nel contempo l’ambiente e in generale i principi della responsabilità sociale d’impresa”. Le cinque opere vincitrici entrano di diritto nella collezione d’arte Ricoh, nata contestualmente al lancio del premio nel 2010 ed esposta nella “Galleria d’arte” Ricoh al sesto piano della sede aziendale. Il 20 maggio, in occasione dell’inaugurazione della mostra, Ricoh Italia ha inoltre assegnato a Lorenzo Marini, fondatore della Type Art, il riconoscimento “Ricoh Master Type 2019”.

Dalmine. Fondazione Dalmine ospita l’incontro annuale della European Route of Industrial Heritage (ERIH).
“Patrimonio Immateriale e Turismo Industriale. Come aprire al pubblico gli archivi di impresa?”. Questo il tema dell’incontro annuale promosso da ERIH, network composto dai più prestigiosi siti del patrimonio industriale in Europa, e quest’anno ospitato il 13 e14 giugno da Fondazione Dalmine, entrata a far parte della rete lo scorso anno. Un’iniziativa di confronto, riflessione e scambio di buone pratiche, organizzata in collaborazione con AIPAI – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale e l’Associazione Museimpresa, che nasce “dalla constatazione che molti siti italiani di ERIH dispongono di un prezioso nucleo documentario che assume di volta in volta vesti diverse: talora quelle di archivio aziendale, altre volte, invece, quelle di centro di documentazione, o di biblioteca ecc.  Al di là delle forme organizzative, queste strutture documentarie rappresentano insostituibili depositi di memoria che sono sempre più spesso chiamati a svolgere un ruolo attivo di sensibilizzazione sui temi del patrimonio industriale, in riferimento a un pubblico più ampio rispetto a quello degli studiosi di professione e degli specialisti” si legge nella presentazione. Giovedì 13 giugno sono stati presentati i casi studio di Fondazione Dalmine, Archivio Officine Reggiane, Archivio Miniere di Montevecchi, Fabbrica della Ruota-DocBi, Archivio Monte Amiata, Poli Distillerie, mentre venerdì 14 le esperienze di Crespi d’Adda, Fondazione Musil di Brescia, Museo Patrimonio Industriale di Bologna, Fondazione Lombard-Museo dell’Arte della Lana di Stia, Archivio Storico Amideria Chiozza. Ad arricchire le due giornate, le visite a Crespi d’Adda, alla Fondazione Dalmine e alla company town.

La Camera di commercio francese in Italia premia Campari per il suo impegno a favore dell’arte e della cultura.
Si è tenuto lo scorso 11 giugno, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, Le galà, prestigiosa iniziativa promossa dalla Camera di Commercio francese in Italia per il conferimento di 6 trofei ad aziende e personalità francesi e italiane che si sono distinte nelle seguenti categorie: Protezione dell'ambiente, Valorizzazione del capitale umano, Generazioni future, Patrimonio culturale, Impegno sociale, Economia circolare. Quest’anno a ricevere il premio per l’impegno nella cultura e nell’arte è stato Campari Group, non soltanto per l’ormai tradizionale coinvolgimento di artisti nelle proprie campagne pubblicitarie, ma anche per due recenti progetti legati alla valorizzazione dell’archivio Cinzano e all’istituzione del Campari Art Prize. “Campari Group ha ricevuto questo premio della Chambre di Commercio francese per l'impegno nel mondo della Cultura e nell'Arte. Sono delle attività attraverso le quali Campari vuole ribadire lo stretto legame che ha da sempre contraddistinto la storia del proprio marchio. Da sempre Campari ha utilizzato gli artisti e si avvalsa dei più importanti disegnatori per le proprie campagne pubblicitarie, è una storia che continua e attraverso la valorizzazione dell'heritage e degli archivi aziendali si vuole rendere fruibili alla collettività questi giacimenti di storia incredibili. I progetti per cui abbiamo ricevuto il premio sono la valorizzazione dell'archivio Cinzano (…), la collaborazione con Artissima, una delle fiere di arte contemporanea più importanti del mondo. Campari ha creato il Campari Art prize, attraverso il quale premia artisti under 35 che con il loro lavoro abbiano saputo, attraverso le loro opere, esprimere al meglio il tema del ricordo, della memoria e del racconto”, ha affermato Paolo Cavallo, direttore di Gallerie Campari.

Roma. Un progetto di rigenerazione urbana per l’ex Cartiera Salaria.
L’ex cartiera sulla Salaria diventerà “City Lab 971”, uno spazio polifunzionale con un orto 2.0, un Museo di Arte contemporanea e Tecnologia, una biblioteca e una caffetteria, e proporrà laboratori e residenze per artisti italiani e internazionali, eventi culturali, spettacoli teatrali e concerti. Un progetto di riqualificazione urbana progettato da Urban Value, già responsabile della riconversione di numerosi spazi in città, tra cui gli ex depositi Atac Prati Bus District e Ragusa Off, per il recupero di un edificio che dal 2009 veniva utilizzato come centro di accoglienza. “Questo è il nostro sesto progetto di rigenerazione urbana temporanea a Roma, sarà un contenitore cosmopolita e dinamico dove si potrà assistere ad una vera contaminazione di linguaggi e stili per pubblici estremamente eterogenei. Siamo consapevoli che il contesto in cui sorge la Cartiera renderà l'impresa ancora più ambiziosa delle precedenti” afferma Simone Mazzarelli, Ceo di Urban Value. Proseguendo l’esperienza avviata con gli usi temporanei dell’ex caserma Guido Reni e del Palazzo degli Esami, il gruppo Cassa Depositi e Prestiti ha affidato la cartiera alla società attraverso un contratto della durata di 40 mesi ovvero fino a cessione dell’immobile stesso. Un contesto problematico, che nei prossimi tre anni vedrà un articolato calendario di attività: le corti (estate 2019), i padiglioni (autunno 2019), il corpo centrale (inverno 2019) e l’esterno (estate 2020).

@Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


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