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Economia circolare e arte protagoniste a Torino

Dal 5 novembre al 7 gennaio 2020 la città ospita installazioni artistiche e workshop per sensibilizzare i cittadini al tema dell’economia circolare, in attesa della Biennale internazionale che si terrà il prossimo anno.

Terzo Paradiso, foto: Alessandro Di Marco, courtesy Castello di Rivoli

Torino. Economia circolare & arte, connubio protagonista di un progetto presentato lo scorso 5 novembre presso la sede dell’Unione Industriale, anteprima di una Biennale internazionale che verrà organizzata nel 2020. Istituzioni culturali, economiche e scientifiche della città e artisti italiani e internazionali sono stati coinvolti in una sorta di “alleanza per l’economia circolare”, che vede nella realizzazione e presentazione di installazioni artistiche in aree pubbliche e palazzi aulici un potente strumento di sensibilizzazione.
L’Economia Circolare è oggi al centro delle sperimentazioni dei più avanzati istituti di ricerca internazionali. Il futuro del nostro ecosistema sarà nella capacità di eliminare l’idea stessa di rifiuto, trasformando e rimettendo in circolo ciò che è già stato prodotto: un circolo virtuoso dai sicuri risultati, frutto di un nuovo modo di pensare e di vivere. Il nostro obiettivo è fare di Torino un punto di riferimento per una Biennale a livello internazionale sul tema dell’Economia Circolare” afferma l’Architetto Silvio Ferrero, tra i promotori dell’iniziativa.

Dal 5 novembre al 7 gennaio 2020, con “Preview 2019”, Palazzo Reale, Palazzo Carignano, Palazzo Birago, la sede istituzionale Smat, la sede Amiat Gruppo Iren, la Fondazione Merz e il giardino antistante, il Politecnico di Torino e il grattacielo Intesa Sanpaolo ospitano installazioni, performance e workshop dedicati. In occasione della conferenza stampa di presentazione del progetto, il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea ha realizzato l'oper-Azione Terzo Paradiso con il coinvolgimento dei presenti, in collaborazione con CiAl Consorzio Imballaggi Alluminio. Aderiscono inoltre al progetto Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM Torino, PAV Parco Arte Vivente, Amiat Gruppo Iren, la Camera di commercio di Torino, Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Iren, ITS TAM Biella, il Politecnico di Torino, Smat e l’Unione Industriale di Torino.
Una collaborazione tra i settori artistico, scientifico e industriale che, attraverso l’integrazione di competenze eterogenee, propone azioni partecipate e programmi diversificati per il pubblico con l’obiettivo di contribuire a un cambio di paradigma, quindi di approccio allo sviluppo e al consumo, in cui l’arte riveste un ruolo di change maker. Un progetto in grado di sollecitare una molteplicità di attori e di impatti, come sostengono molti degli enti aderenti. “Per le nostre imprese il tema della circular economy è sempre più centrale. Questa iniziativa accende un riflettore sui modelli di sviluppo e di condivisione delle best practice già esistenti, che intendiamo valorizzare anche con future iniziative che costituiranno un’occasione di crescita per tutto il nostro territorio” sostiene Dario Gallina, Presidente degli industriali torinesi; “L’iniziativa Circular Economy & art si inserisce in pieno nella rinnovata attenzione del nostro Ateneo per l’impatto sulla società che possiamo generare, anche attraverso la contaminazione con discipline differenti da quelle tecniche alle quali siamo tradizionalmente legati, come l’arte” afferma il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco. E ancora, Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino, dichiara: “La Camera di commercio di Torino promuove Preview 2019 convinta che l’Arte non è solo uno strumento di sviluppo economico per il territorio, con una filiera molto ampia formata da musei, gallerie, università, fiere e anche da piccole e medie imprese che con la cultura traggono spunti di innovazione per i propri prodotti. L’Arte è anche uno degli strumenti più efficaci per far vivere alla società civile e produttiva il cambiamento inarrestabile dall’economia lineare a quella circolare”.

Un tema, quello dell’economia circolare declinata a livello artistico e culturale, al quale la città di Torino sta rivolgendo una sempre maggiore attenzione, su iniziativa di soggetti differenti e con modalità eterogenee. Si pensi al progetto “TOward 2030. What are you doing?”, promosso nel 2019 da Lavazza con l’obiettivo di sensibilizzare ai Sustainable Development Goals (SDGs) attraverso interventi di arte urbana, alla mostra “A-COLLECTION” attualmente in corso a Palazzo Barolo, con arazzi del maestro Bonotto realizzati con plastica riciclata, alla recente pubblicazione del volume “Musei per la sostenibilità integrata” (Editrice Bibliografica, 2019) scritto da Michela Rota, architetto e dottore di ricerca in Beni Culturali, dal 2008 al 2017 ricercatrice presso il Dipartimento Energia del Politecnico di Torino. E ancora, al ruolo pionieristico del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, da anni in prima linea per la sostenibilità ambientale con progetti, collaborazioni e partecipazioni a manifestazioni internazionali. Dagli anni Novanta il Dipartimento collabora con ITER-Istituzione torinese per l’educazione responsabile ed è tra i promotori, a Torino, del Centro di riuso creativo “Remida”, recentemente riattivato e parte di una rete di 14 centri sul territorio nazionale; dal 2000 porta avanti “Abi-tanti la moltitudine migrante”, progetto itinerante di gioco collettivo con 11.000 pezzi realizzati da materiali di scarto che tratta il tema delle migrazioni e della responsabilità sociale nel rispetto dell’ambiente, presentato anche al G7 del 2017; dal 2005 partecipa inoltre al progetto del Terzo Paradiso ideato da Michelangelo Pistoletto, che vede l’arte al centro della trasformazione sociale responsabile. Collabora con enti, come l’Università di Torino per il progetto “Storie di sostenibilità”, e CiAl, Consorzio Imballaggi Alluminio, e numerosi festival, ad esempio “Milano Green Festival” e “Cinemambiente”, e partecipa a iniziative quali “Fridays for Future”.

Un’opportunità preziosa, quella del progetto “Circular Economy & art”, per una città che, ancora una volta, dimostra di saper produrre, intercettare e dare voce all’innovazione sociale e culturale nelle sue migliori espressioni. Una futura capitale dell’economia circolare.

@Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


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