Testata Arte e Imprese ilgiornaledellarte.comilgiornaledellarte.com


CONDIVIDI Condividi su Facebook

notizie

Cultura, impresa, innovazione. I progetti vincitori del Premio Cultura + Impresa 2018-2019

Assegnati lo scorso 20 maggio, a Milano, premi e menzioni speciali ai progetti selezionati dalla Giuria del Premio Cultura + Impresa. Un workshop di premiazione per discutere di cultura e imprese, esigenze formative, buone pratiche.

Il premio d'artista di Paola Risoli “P101 ART, omaggio ad Adriano Olivetti”

118 progetti candidati. 60 per la categoria Sponsorizzazioni e Partnership, 50 per Produzioni d’impresa, 8 per Art Bonus. Una finestra sull’Italia che, malgrado la crisi trasversale, investe in cultura. Che si tratti del restauro di un’opera patrimonio dell’umanità, di una mostra in ospedale, di un’opera di street art o di un’installazione di gaming, la cultura è sostenuta nelle sue innumerevoli forme, a beneficio dei più o di pubblici specifici, nella consapevolezza del valore aggiunto che la stessa può costituire per le imprese, e non solo. Ad impegnarsi, infatti, imprese grandi e piccole, ma anche fondazioni bancarie e realtà della filantropia istituzionale che supportano l’imprenditoria culturale, associazioni, enti pubblici, persone fisiche. Le imprese sono attive nei settori più vari, dai trasporti alla salute, dal fotovoltaico allo smaltimento dei rifiuti, dal comparto assicurativo a quello del welfare. Un fenomeno a geometria variabile, anche se il Nord ancora prevale nettamente, in cui alla cultura viene riconosciuto un ruolo sempre più decisivo per lo sviluppo sociale ed economico della comunità, anche se le direzioni che i progetti potrebbero esplorare sembrano ancora molte. Due tendenze emergono e sono state riconosciute con apposite menzioni speciali nella sesta edizione: il ruolo del digitale nelle arti e nella cultura, prezioso alleato per modalità di fruizione e divulgazione innovative e interattive, e la presenza di team composti da giovani professionisti under 35.

Sesta edizione in crescita. L’edizione 2018-2019 del Premio “Cultura + Impresa”, promosso dal Comitato non profit Cultura + Impresa e fondato da The Round Table e Federculture, con il contributo di ALES e Fondazione Italiana Accenture, ha registrato un aumento dei progetti pervenuti pari a +57% rispetto al 2016 e +30% rispetto allo scorso anno. A patrocinare questa edizione, oltre a Comune di Milano, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza, Lodi, anche ACRI, ANCI, ASSIF, ASSIFERO, ASSOREL, ASSOCOM – PR Hub, FERPI, PRIORITALIA, UNICOM. Tra i partner, Arte e Imprese/Il Giornale dell’Arte, TVN Media Group, Salone della CSR, EXIBART e Patrimonio Cultura. Primi ambiti di intervento dei progetti, patrimonio culturale, spettacolo dal vivo e arte contemporanea, e a seguire editoria-cinema-radio-audiovisivo, educazione e sensibilizzazione, valorizzazione della cultura d’impresa e ancora altri ambiti minoritari.

Vincitori. Ad aggiudicarsi i premi realizzati dall’artista Paola Risoli con il contributo di Ergotech srl, “P101 ART, omaggio ad Adriano Olivetti” ovvero la riproduzione fotografica di un dettaglio del rotolo di carta della Programma 101 che evoca un’astronave nello spazio, il progetto di restauro ambientale promosso dal Museo del Cenacolo Vinciano e finanziato da Eataly “Una Cena così non la puoi perdere” per la categoria Sponsorizzazioni e Partnership culturali, che consente l’immissione quotidiana di circa 10.000 m³ di nuova aria pulita all’interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie che custodisce l’opera, contro i circa 3.500 m³ precedenti, con la possibilità di prevedere un aumento dei visitatori del 30% nei primi 3 anni dal restauro: “Il capolavoro di Leonardo è patrimonio dell’Umanità. Eataly ha colto la grande opportunità di essere il motore propulsore di un grande restauro ambientale: con entusiasmo ha sostenuto la capacità e competenza innovativa dimostrata dal Museo del Cenacolo, dal Polo Museale Lombardo e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Grazie a questo progetto, un numero sempre maggiore di visitatori da tutto il mondo potrà assistere all’opera di Leonardo senza che questa si danneggi e perda il suo originale splendore, coerenti con la nostra mission aziendale promuoviamo le eccellenze del nostro paese in Italia e nel mondo”, ha dichiarato Oscar Farinetti, Fondatore di Eataly.

La costruzione di “Nuvola Lavazza. Hub delle Idee” di Luigi Lavazza Spa, uno spazio di 30.000 mq aperto a Torino con i nuovi uffici aziendali, un ristorante gourmet, un museo interattivo, un grande spazio eventi, un’area archeologica, un bistrot innovativo e la sede dell’Istituto d’Arte Applicata e Design (IAAD) è invece il vincitore per la categoria Produzioni culturali d’Impresa: “Siamo molto felici di questo riconoscimento, che conferma la qualità del progetto Nuvola Lavazza nella sua completezza, come luogo di convergenza di valori e visioni. Abbiamo voluto dar vita a un hub delle idee in cui la nostra storia e il nostro presente fossero in grado di costruire un’idea di futuro. Nel mondo iperconnesso e complesso di oggi, le aziende sono chiamate a dare un contributo: Nuvola Lavazza vuole essere il luogo in cui l’impresa si apre a tutti, e in cui le idee diventano progetti per la comunità”, ha affermato Alessandra Bianco- Lavazza Chief Public Relations Officer.

A vincere la sezione Art Bonus, la Campagna Istituzionale della Regione Lazio per il recupero dei seguenti beni: Castello di Santa Severa, Edificio ex GIL di Luigi Moretti, il Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino, Villa Ponam a Rieti, Palazzo Caetani a Fondi, la Torre di Palidoro a Fiumicino, il Complesso di San Domenico a Fondi e di Santa Maria della Pietà a Roma e la Tenuta di Roccarespampani. Ha dichiarato l’Assessore alla Programmazione Economica, Bilancio, Patrimonio e Demanio della Regione, Alessandra Sartore: “Siamo entusiasti che il progetto Art Bonus Regione Lazio sia risultato il vincitore del Premio nazionale Cultura + Impresa 2018/2019. Ci rende molto orgogliosi esser stati i primi a declinare in chiave regionale la normativa sull’Art Bonus e avere riaperto palazzi, ville e luoghi di interesse storico e artistico chiusi da decenni, restituendoli alla collettività e animandoli con una programmazione continuativa”. Le menzioni speciali di sezione sono state assegnate, quest’anno, a Venice Art Factory con Generali Italia, Officine Grandi Riparazioni di CRT e Comune di Perugia, mentre Beyond ha ricevuto quella per la Digital Innovation in Arts, Flixbus Italia con l’Associazione Unesco Giovani la Menzione Speciale Under 35, mentre la Fondazione La Raia si è aggiudicata quella per le Fondazioni d’Impresa.

Il workshop di premiazione. Una mattinata ricca di riflessioni e spunti, quella del 20 maggio alla Business School del Sole 24 ore, coordinata da Francesco Moneta, fondatore del premio, e condotta da Cesare Biagini Selvaggi, segretario generale Fondazione Selina Azzoaglio e direttore editoriale Exibart, che ha visto esperti del settore confrontarsi in due panel, la cerimonia di premiazione e una restituzione della giornata a cura di Catterina Seia, vice presidente Fondazione Fitzcarraldo e responsabile Arte e Imprese-Il Giornale dell’Arte. Al primo panel Comunicare con la Cultura: le Imprese in dialogo con la Cultura e le Istituzioni” hanno contribuito le voci autorevoli di Antonio Calabrò-Vicepresidente di Assolombarda; Andrea Cancellato-Presidente Federculture; Gianluca Comin-Consigliere Fondazione La Biennale di Venezia e presidente Comin&Partners; Vittorio Meloni-Direttore Generale UPA-Utenti Pubblicità Associati, Alberto Meomartini-Presidente Museimpresa; Pierdonato Vercellone-Presidente FERPI Federazione Italiana Relazioni Pubbliche. Un dibattito avvincente in cui, da più parti, è stata posta l’attenzione sulla necessità di potenziare quegli elementi che, più di altri, caratterizzano le imprese nel loro rapporto con clienti e stakeholder, ovvero identità, filosofia aziendale e fiducia, da cui emerge un loro prezioso ruolo quali agenti di cambiamento e trasformazione, non ultimo nella progettazione culturale. In questo senso, valorizzare la componente scientifica della cultura nonché la componente culturale dell’impresa, garantire un radicamento territoriale e una continuità di progetto, definire una corporate purpose, sembrano essere delle direzioni auspicabili.Da sottolineare, a questo proposito, l’evoluzione che stanno attraversando i musei d’impresa, di cui 3 in short list – Museo Lavazza, MUMAC e Galleria Campari: “È il segno che cresce l’attenzione delle Imprese a valorizzare con modalità più strutturate il patrimonio prezioso e irripetibile della propria storia, non più solo come doveroso riconoscimento del passato, ma anche come elemento strategico della propria narrazione a valore aggiunto nei confronti di tutti i pubblici di interesse, dai clienti ai collaboratori, dai media ai consumatori. Il successo costante e crescente di Museimpresa, l’associazione di riferimento in questo ambito, ne è la conferma. Anche questo può rappresentare un nuovo mercato per la Cultura istituzionale, che ha competenze specifiche nella narrazione di contenuti e ‘storie’, e nella loro divulgazione ai pubblico” sostiene Francesco Moneta.Come sottolineato dai relatori, i fronti su cui lavorare nel prossimo futuro sono, senz’altro, un maggior investimento delle imprese per la costruzione e valorizzazione della propria identità, un maggior sostegno alla ricerca in ambito culturale, un impegno non soltanto in favore della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico, ma anche della costruzione del patrimonio di domani. Dal canto loro, operatori e istituzioni culturali dovrebbero parallelamente vedersi e proporsi sempre più come brand e dotarsi delle professionalità necessarie. Esigenza, quest’ultima, al centro del dibattito del secondo panel “Quale formazione per i Professionisti delle Imprese e delle Istituzioni culturali”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di alcune tra le principali istituzioni di formazione nel settore, ovvero Guido Giraudo-coordinatore corso di specializzazione in Management degli eventi culturali dello IED Milano, Alberto Gulli-Responsabile Area Sviluppo e competenze di Fondazione Fitzcarraldo, Massimo Coen Cagli-Direttore scientifico della Scuola di Fundraising di Roma, Salvatore Carrubba-Direttore Scientifico della Scuola di Comunicazione dell’Università IULM. Un confronto sulle esigenze formative del settore, anche alla luce delle nuove sfide sociali e tecnologiche, da cui emerge la necessità di figure professionali che sappiano affiancare a strumenti gestionali una capacità di visione strategica, di lettura dei contesti di azione, di interpretazione dei bisogni dei pubblici, di costruzione di partnership con il mondo imprenditoriale, il tutto nell’ottica di garantire la massima sostenibilità. Competenze e figure professionali che, tuttavia, non sembrano ancora godere dell’adeguato riconoscimento, e tantomeno di eventuali possibilità di inserimento, all’interno della Pubblica Amministrazione.

Impresa è cultura. Cronaca di due termini troppo spesso, a torto e immotivatamente considerati antitetici: “L’impresa è cultura perché produce cultura al suo interno, la produce nei suoi prodotti, nei suoi processi, nelle sue relazioni. Il grande salto oggi evocato è la consapevolezza, anche negli echi olivettiani, che l’impresa è agente di trasformazione”, ha affermato Seia. Se le imprese popolano il sistema di attori del cambiamento, la sinergia diventa allora preziosa, una relazione da costruire e di cui avere sempre più cura per veicolare e catalizzare innovazione, di progetto e di processo, anche nel settore culturale. “Un progetto viene valutato per la sua capacità di avere un valore generativo per l’impresa, per il territorio, per i suoi stakeholders” prosegue Catterina Seia. Non soltanto mecenatismo, molto di più: l’avvio di un circolo virtuoso, l’opportunità di una condivisione di obiettivi e di strumenti per una co-progettazione che sia in grado di attivare processi, oltre la logica dall’evento. “I ritorni possono essere letti a due livelli: i benefici diretti, che vanno a rafforzare la reputazione dell’Impresa, spesso in chiave di CSR – Corporate Social Responsibility e di Community Relations, operando talvolta a favore della comunicazione interna, del Marketing relazionale, e talvolta anche di Marketing communication: nelle edizioni precedenti abbiamo avuto anche casi di progetti dove l’adozione strategica delle Arti e della Cultura hanno accompagnato lanci internazionali di prodotti di largo consumo, o iniziative di conquista e fidelizzazione di clientela italiana e internazionale. L’altro ordine di risultati è quello che possiamo definire ‘beneficio di sistema’: portare risorse alle Arti e alla Cultura produce valore sociale ed economico per il nostro Paese, se è vero ad esempio che il marketing dei territori ha nelle Arti e nella Cultura uno dei principali driver di sviluppo. Questa consapevolezza è sempre più diffusa anche presso l’opinione pubblica, ‘giocare in squadra’ con la Cultura porta quindi all’Impresa benemerenze positive presso le proprie comunità di riferimento” sostiene Francesco Moneta. Ed è proprio qui che si situa la ragion d’essere di una sinergia da cercare, stimolare e rafforzare attraverso la costruzione di partnership.

@ Riproduzione riservata

di Maria Elena Santagati


Ricerca


GDA giugno 2019

Vernissage giugno 2019

Il Giornale delle Mostre online giugno 2019

Guida alla Biennale di Venezia maggio 2019

Copertina RA Sponsor novembre 2011

Vedere a ...
Vedere in Friuli giugno 2019

Vedere a Venezia maggio 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012