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Fondazioni per l'arte contemporanea

BIOMEGA. Multiverso. Un’esperienza d’arte e d’impresa: biodiversità, neuroscienze e cultura del territorio

Nell’ambito della relazione tra arte e cultura d’impresa, si inserisce Biomega Multiverso, proposta espositiva di Cosimo Veneziano, a cura di Ilaria Bonacossa e promossa dalla Fondazione La Raia arte cultura e territorio. La mostra, visitabile fino al 15 settembre, è ospitata nella Chiesa di san Sebastiano in Borgo della Tenuta Cucco, di proprietà dell’azienda agricola biodinamica La Raia, della famiglia Rossi Cairo.

Cosimo Veneziano, Biomega Multiverso, Chiesa di san Sebastiano in Borgo, Tenuta Cucco, Serralunga d’Alba, veduta d'installazione, ph. Matilde Martino

Biomega Multiverso è parte della più ampia progettualità BIOMEGA, una riflessione cross-disciplinare sull’uso spregiudicato di risorse naturali e sul loro controllo da parte del mercato.
L’arte studia questi processi e, insieme alle neuroscienze e a pratiche contemporanee quali il collective farming e gli orti urbani, si adopera per individuare forme alternative di economia che siano maggiormente in dialogo con la natura, senza rinunciare a mettere in dubbio la genealogia dei rapporti esistenti tra le coltivazioni e i modi della globalizzazione.
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È nel 2003 che l’imprenditore Giorgio Rossi Cairo ha acquistato i primi poderi de La Raia, tra le colline del Gavi, nel basso Piemonte e seguendo le suggestioni della sua famiglia ha intrapreso la strada biodinamica per ritrovare la nota originaria di questo territorio che da secoli custodisce il vitigno autoctono dell’uva Cortese. «È stato un approccio coerente con il desiderio di creare un luogo equilibrato e armonico in tutte le sue componenti: agricole e paesaggistiche ma anche architettoniche, sociali e culturali» afferma Rossi Cairo.

Da questa intuizione è nata La Raia, un’azienda che crede in un’agricoltura ecosostenibile, che si estende per oltre 180 ettari, tra viti, pascoli, terreni seminati e boschivi. All’attività dell’azienda agricola La Raia si sono aggiunti negli anni una Scuola steineriana, gestita da Caterina Rossi Cairo insieme all’associazione Intorno al Melo, e portaNatural’iniziativa del marito Tom Dean dedicata alla produzione, commercializzazione e consegna a domicilio di frutta, verdura e prodotti biologici, quali miele biologico e speciali farine di farro e segale.

La consapevolezza dell’importanza di un’agricoltura biodinamica, di qualità, sostenibile, che valorizzi le diversità e preservi il territorio a favore delle generazioni future, ha condotto l’azienda a concretizzare anche iniziative culturali in stretto dialogo con il paesaggio.

Un progetto ampio e affascinante che dà spazio alla sinergia tra discipline differenti unite armonicamente per uno sviluppo responsabile e proattivo del territorio.

Cuore pulsante di questo progetto è la Fondazione La Raia arte cultura territorio, istituita nel 2013 da Giorgio Rossi Cairo e Irene Crocco - ed oggi sotto la direzione artistica di Ilaria Bonacossa – con l’obiettivo di promuovere a livello nazionale e internazionale una riflessione critica sul tema del paesaggio. È l’indirizzo di ricerca che l’ente persegue attraverso un confronto multidisciplinare che promuove attività artistiche, culturali, didattiche e scientifiche.

Negli anni, artisti, filosofi, paesaggisti, fotografi e architetti sono stati invitati a vivere e sperimentare i vigneti, i campi e i boschi de La Raia, e offrire, attraverso interventi progettuali e opere d’arte, occasioni di nuova conoscenza e nuova identità, anche del territorio del Gavi. In questo modo il paesaggio, e ciò che viene progettato in esso, diventano parte integrante di un’esperienza, da vivere e condividere.

La Fondazione, grazie al supporto di un valente Comitato Scientifico - composto da Flavio Albanese, Marco Galateri di Genola, Vicente Todolì, Stefano Baia Curioni e James Bradburne - ha sviluppato temi coerenti con l’impostazione che la famiglia Rossi Cairo ha dato all’azienda agricola biodinamica La Raia: lavorare in sintonia con l’ambiente, rispettando i cicli spontanei della natura e valorizzando il lavoro dell’uomo che abita e modifica questo luogo.

Ad oggi sono state realizzate le opere permanenti di Remo Salvadori, Koo Jeong A, Michael Beutler e Adrien Missika (visibili al pubblico), la mostra di Francesco Jodice “Il Corsaro Nero e la vendetta del Gavi” presso il Forte di Gavi, una pubblicazione con Elio Franzini edita da Corraini e numerose conferenze che hanno visto protagonisti, tra gli altri, Gilles Clément e il gruppo francese Coloco, Paolo D’Angelo, Adriana Veríssimo Serrão, Francesco Jodice e Francesco Zanot, Stefanie Hessler e Franco Farinelli.

Per l’opera Palazzo delle Api dell’artista francese Adrien Missika, nel maggio scorso, la Fondazione è stata inoltre insignita dalla VI edizione del Premio CULTURA + IMPRESA, dedicato ai migliori progetti di Sponsorizzazioni e Partnership Culturali, Produzioni Culturali d’Impresa e Applicazioni dell’Art Bonus, della menzione speciale ‘Fondazioni d’Impresa’.
Nell’estate 2019 la Fondazione La Raia – arte cultura territorio, in coerenza con la sua mission, ha promosso BIOMEGA Multiverso, una mostra site-specific di Cosimo Veneziano, a cura di Ilaria Bonacossa, ospitata nella Chiesa di san Sebastiano in Borgo presso la Tenuta Cucco di Serralunga d’Alba.

La proposta espositiva BIOMEGA Multiverso è parte di BIOMEGA: nato da un’idea di Cosimo Veneziano, il progetto è del Centro Studi Argo, è curato da ARTECO (Beatrice Zanelli) con Vincenzo Estremo ed è stato avviato nel 2018 con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Bando ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea. BIOMEGA vanta anche la collaborazione di PAV Parco Arte Vivente. Centro Sperimentale di Arte Contemporanea, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, GuilmiArtProject , Brain Lab di Neuromarketing dell’Università IULM eCHAN Contemporary Art Association.

Cosimo Veneziano, in sinergia con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano, ha realizzato nell’ultimo anno un lavoro trans-disciplinare sull'uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, per riflettere sulle procedure di acquisto dei consumatori, oggetto di studio del neuromarketing. Partendo da queste indagini, l’artista ha realizzato BIOMEGA Multiverso, un’installazione composta da serigrafie e ricami su tessuto in dialogo con una piralide d’oro impressa nel marmo. In BIOMEGA Multiverso tecniche artistiche tradizionali, come la serigrafia e il ricamo, sono poste a confronto con le nuove tecnologie, in una relazione che induce il visitatore a interrogarsi su quanto l'estetica e l’applicazione degli studi delle neuroscienze, possano influire sulle sue scelte di consumatore.

Ogni ricamo costituisce la mappatura dei punti di osservazione dell’occhio di coloro che, invitati dall’artista, si sono sottoposti ad un test, osservando fotografie di repertorio di frutta e verdura. Queste immagini – stock photos – esteticamente perfette sono generalmente in uso nelle agenzie di comunicazione per realizzare pubblicità di prodotti alimentari e per veicolare l’idea di qualità. In seguito ad un’operazione di stilizzazione, Veneziano ha stampato serigraficamente queste immagini su tela di cotone. Ricami e serigrafie sono installate in coppia su supporti autoportanti a reinterpretare l’intero processo cognitivo della visione. «L’attenzione verso tecnologia e neuroscienza porta chi osserva ad indagare l’immagine nella sua grammatica, nell’intrigante tentativo di comprendere cosa si nasconda dietro il visibile e il rappresentabile, attraverso la rappresentazione dell’invisibile» sostiene Veneziano. L’installazione si completa con una scultura in marmo nero, collocata sull’altare, in posizione rilevante. Su di essa è incisa una piralide d’oro, la farfalla della specie Ostrinianubilalis il cui bruco è un parassita devastatore del mais: diventa qui monito per una riflessione sulle dinamiche socio-culturali e politiche della società contemporanea.

«Abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente Cosimo Veneziano grazie a Ilaria Bonacossa direttore artistico della Fondazione. Insieme a Irene Crocco, che ha creato con me Fondazione La Raia, avevo già avuto modo di apprezzare il lavoro di Cosimo, in particolare in occasione del progetto LocalArt 2015 della Fondazione CRC in cui aveva presentato ad Alba un intervento permanente in dialogo con Pinot Gallizio e la sua storia » - afferma Giorgio Rossi Cairo. «Con grande piacere abbiamo sostenuto la mostra, BIOMEGA Multiverso, attraverso la Fondazione La Raia che in questo modo prosegue nella sua missione di suggerire riflessioni critiche sul paesaggio, sulla sua trasformazione, nonché sulla capacità che hanno le arti, le più diverse, di farcene cogliere le peculiarità, inducendoci, anche come consumatori, a compiere scelte a favore delle generazioni future. Si tratta della seconda iniziativa, dopo la mostra di Francesco Jodice al Forte di Gavi, Il Corsaro Nero e la vendetta del Gavi, in cui Fondazione La Raia esce dai confini dell’azienda agricola. La Chiesetta di san Sebastiano in Borgo, parte della nostra Tenuta Cucco, è davvero uno spazio incantevole che da tempo attendeva di essere animato. Cosimo l’ha apprezzata e siamo felici che sia stato il luogo ideale per questo nuovo capitolo del progetto BIOMEGA».

Nel suo complesso di azioni previste, BIOMEGA, si afferma come un dispositivo culturale attivo nel sperimentare una metodologia innovativa, che si apre a nuove visioni di senso. Arte contemporanea, natura, antropologia e neuroscienze si fondono nel costruire un ponte tra la cittadinanza e le sue esigenze legate alla nutrizione, all’agricoltura e alle loro ricadute sulla salute pubblica. Questa proposta progettuale mira a rimettere in discussione tali tematiche, e più in generale i temi dello sviluppo consapevole del territorio, sempre attuali in quanto parte di un pensiero che coinvolge l’intera società contemporanea in termini culturali, sociologici e politico-economici.

© Riproduzione riservata

di Elena Inchingolo


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