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Archeologia Industriale

Apre al pubblico la Cité des Electriciens

È la più antica «città mineraria» del nord della Francia, dal 2009 monumento storico

Una veduta della Cité des Electriciens. Foto: Anteale Photographe

Bruay-La-Buissière (Francia). La Cité des Electriciens, la più antica «città mineraria» del nord della Francia, iscritta nella lista dei monumenti storici francesi dal 2009, apre al pubblico il 17 maggio. È stata costruita nel 1856-61 dalla Compagnie des mines, l’azienda, con sede a Bruay, che gestiva una ventina di miniere di carbone in tutta la regione.

Le 37 casette di mattoni rossi, nella tipica architettura «operaia» del XIX secolo, ospitavano i minatori che lavoravano nella «fosse n. 2» e le loro famiglie. Le strade portavano nomi di scienziati nel settore dell’elettricità: Ampère, Laplace, Marconi, Volta... Soprattutto dopo la guerra, molti lavoratori polacchi, belgi e italiani raggiunsero la città. Poi, dal 1956, le miniere tra Bruay e Béthune cominciarono a chiudere e la regione a impoverirsi. L’ultima è rimasta in funzione fino al 1979.

La Cité, perdendo i suoi abitanti, è stata a sua volta lasciata in abbandono. Il recupero è iniziato nel 2012, quando l’Unesco ha iscritto tutto il bacino minerario che si estende tra Francia e Belgio nella Lista del Patrimonio mondiale. La regione del Pas-de-Calais, una delle più povere e con il più alto tasso di disoccupazione in Francia, ha cominciato così a rivivere. Sempre nel 2012, ha aperto anche il Louvre-Lens, la filiale del museo parigino, sul sito dell’antica «fosse n. 9» e a circa 25 chilometri da La Cité des Electriciens.

I lavori di ristrutturazione, affidati all’agenzia Philippe Prost con Du&Ma per la museografia, sono stati avviati nel 2013 per un budget di 15 milioni di euro. Cinque anni dopo, la Cité è diventata una nuova meta culturale. Le abitazioni dei minatori si possono visitare e alcune casette sono state allestite per accogliere artisti in residenza e per ospitare mostre temporanee.


Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019

@ Riproduzione riservata

di Luana De Micco


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