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Fondazioni d'impresa

Allineare le due lenti del cannocchiale. Le Fondazioni d'impresa europee a confronto a Palermo

Nel capoluogo siciliano, a pochi giorni dalla chiusura di Manifesta 12, si è svolta la terza edizione del European Corporate Foundations Knowledge Exchange, importante occasione per riflettere su come innervare la dimensione sociale nel business, creando un ecosistema con una visione europea che parte da esigenze locali.

Palazzo Branciforte, sede dell'evento

A fine novembre Palermo ha aperto le sue porte alle fondazioni d’impresa per la terza edizione del European Corporate Foundations Knowledge Exchange, incontro internazionale dedicato alle corporate foundations promosso da DAFNE (Donors and Foundations Networks in Europe), la rete europea a cui appartengono tutte le associazioni nazionali delle fondazioni di tutto il continente tra cui Assifero, l’associazione italiana delle fondazioni di famiglia, di impresa e di comunità e altri enti filantropici.

Ottanta le fondazioni d’impresa presenti, provenienti da 11 Paesi europei[1], diverse tra loro per dimensioni e settore merceologico dell’azienda d’origine. Molti i delegati presenti per la prima volta all’evento.

Dopo le tappe di Fointanbleau (2016) e Zurigo (2017) quest’anno la scelta di organizzare la ECFKE a Palermo non è ovviamente casuale: come ha ricordato il sindaco Leoluca Orlando nel suo intervento di apertura (riprendendo il discorso che ha tenuto a Parigi, all’Università SciencesPo, École urbaine a fine agosto) “Palermo capitale della mafia ancora negli anni ‘80 è oggi Palermo Capitale italiana della Cultura 2018, sede di Manifesta 12, tra le prime 5 città turistiche di Italia, inserita nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO per la sua storia e per il suo presente Arabo Normanno, Palermo riferimento internazionale di cultura dell’accoglienza. (…) La nostra biodiversità non è genetica, non è per nascita. Siamo biodiversi per scelta, per cultura, per accoglienza. In questo scenario, le città, non soltanto Palermo, tutte le città del mondo, devono affrontare la sfida e incrociano il loro progetto di futuro sotto i nomi di Google e di Ahmed. Google (ma ognuno scelga altra multinazionale web) esprime la connessione virtuale e Ahmed (e ognuno scelga altro nome di migrante) esprime la connessione umana. (…) Palermo ha scelto Google ed Ahmed, ha scelto di fare sintesi: siamo oggi una delle città meglio cablate nel Mediterraneo e al tempo stesso siamo una città il cui Sindaco ripete ogni giorno che “a Palermo non vi sono migranti “. “Non 80.000, non 100.000, migranti a Palermo; chi vive a Palermo è palermitano”. Tutti diversi perché persone, esseri umani; tutti eguali perché persone, essere umani. A Palermo si difende e rivive ogni giorno l’orgoglio di razza, dell’unica razza. La razza umana”.

Coerentemente a questa visione, Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero sostiene che “il mondo sta attraversando un cambiamento epocale in tutti i campi e servono nuovi approcci trasformativi per affrontare scenari ambientali civili, culturali, economici, politici, sociali completamente diversi anche solo rispetto a dieci anni fa. Per quanto riguarda le fondazioni filantropiche che tradizionalmente lavorano individualmente, perché per natura indipendenti e autonome in termini di patrimonio, budget e strategie è finito il tempo dell'isolamento.
Le fondazioni devono fare di più insieme per affrontare la complessità e l'intersezionalità delle attuali sfide globali e locali. Oggi è il momento delle partnership strategiche, di missioni a lungo termine, ambiziose e trasformative che solo insieme è possibile raggiungere.
Quello che DAFNE ha iniziato nel 2016 a Fontainbleu con il Centre de Fondations Francais e che è proseguito nel 2017 con Swiss Foundations a Zurigo e nel 2018 a Palermo con Assifero, è molto importante.
La circolarità delle informazioni, lo scambio di conoscenze, la condivisione di lezioni apprese, l’apprendimento tra pari e la costruzione di una comunità di pratica è fondamentale per rendere ogni singola fondazione e il sistema filantropico nel suo insieme più efficace e di impatto.
Per affrontare in maniera efficace le sfide sociali e culturali di oggi in Italia e in Europa dobbiamo costruire un ecosistema avanzato di organizzazioni di secondo livello, di supporto alla filantropia strategica, una vera e propria infrastruttura di corpi intermedi con capacità di rappresentanza e di proposta per sviluppare la filantropia strategica, quantitativamente e qualitativamente in Italia e in Europa”.

Nella splendida cornice di Palazzo Branciforte, sede di Fondazione Sicilia, i delegati hanno avuto l’occasione di confrontarsi attraverso modalità partecipative innovative su alcuni temi chiave della filantropia d’impresa: allineamento strategico tra fondazione e impresa madre, supporto non finanziario, monitoraggio e valutazione di impatto, nuovi metodi di investimento, employment engagement, comunicazione con gli stakeholder e gli shareholders. Trasversale a tutti gli interventi il tema dei cosiddetti intangible values, soprattutto in chiave di attrazione e coinvolgimento dei giovani e dei talenti.

Il confronto è stato avviato con il contributo e le riflessioni di 2 keynote speaker italiani: Enrico Giovannini, portavoce di ASviS (Italian Alliance for Sustainable Development) ha sottolineato l’importanza della convergenza di policy, programmi e storytelling verso i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 e degli Sustainable Development Goals (SDGs). Laura Orestano, ceo di SocialFARE, ha sollecitato le fondazioni d’impresa a trasformarsi in laboratori di innovazione sociale, pensando come un sistema e agendo come un imprenditore, ricombinando risorse, conoscenza, pratiche, risultati.

Questa edizione del Knowledge Exchange sarà ricordata per il calore e la sua accoglienza, i suoi spunti e approfondimenti, per la costruzione di relazioni tra persone e luoghi – ha sottolineato James Magowan, Coordinating Director di DAFNESulla scia delle Knowledge Exchange di Fontainebleau e Zurigo, la ricchezza della diversità e l’energia della città di Palermo hanno incoraggiato un confronto aperto e produttivo sulla complessa relazione tra le fondazioni d’impresa e le loro aziende fondatrici.
L’evento ha evidenziato la differenza esistente in Europa (sia tra paesi che all’interno dello stesso paese) nel modo in cui la relazione tra fondazione d’impresa e azienda fondatrice impatta sulla loro governance, missione e operatività.
Questa relazione è ciò che rende distintiva la fondazione d’impresa rispetto ad altri tipi di fondazioni. Sono stati anche individuate sfide comuni per sfruttare al meglio questa relazione, utilizzando tutti gli asset (persone, network, brand), massimizzando l’impatto e esplorando approcci innovativi.
I rischi e le opportunità sono state esplorate in sessioni di lavoro molto interattive. I partecipanti hanno raccontato di aver raccolto spunti interessanti per avviare azioni pratiche sia a livello di fondazione che per le associazioni nazionali sul come  supportare le fondazioni associate”.

A corollario delle sessioni di lavoro, il programma dell’evento – organizzato dal venture philanthropy and social impact fund  Wonderful Italy[2] – ha proposto una serie di visite per conoscere luoghi e programmi che rappresentano esempi di innovazione nel campo sociale, culturale e ambientale del territorio palermitano: Palazzo Butera, modello di mecenatismo che sperimenta filantropia e impact investing in chiave sociale e culturale;  l’ECOMUSEUM Mare memoria viva, spazio di cultura e partecipazione dedicato al rapporto tra la città e il suo mare supportato da Fondazione con il Sud; ONDE ONLUS , un’associazione di donne per produrre azioni di sistema e attività specifiche volte al contrasto del fenomeno della violenza verso le donne e bambine/i grazie al supporto di fondazioni italiane e internazionali come Kering Foundation; Addiopizzo, associazione di volontariato per la promozione di un’economia virtuosa e libera dalla mafia attraverso lo strumento delconsumo critico Addiopizzo”, sostenuta da donatori privati e fondazioni; i Cantieri Culturali della Zisa (ZAC), centro di produzione culturale per le arti contemporanee della città; TAU Center, luogo di aggregazione e interculturalità in quartieri “difficili” della città come Cipressi, Ingastone e Danisinni.

Come riporta James Magowan nel report post evento, fondazioni d’impresa e azienda “ognuna vede l’altra attraverso lenti differenti: l’azienda spesso ha una prospettiva della fondazione ristretta e relativamente di breve periodo, la fondazione è nella posizione di avere una prospettiva sull’azienda e sulla società più ampia e di più lungo termine. Il risultato è che le loro metriche possono non essere allineate: le aziende richiedono dati quantitativi e valutano i volumi, le fondazioni puntano a un impatto qualitativo intangibile di più amplio spettro e basato sui valori. L’allineamento, quindi, significa forse trovare un modo di “adeguare” le lenti”.

© Riproduzione riservata

[1] Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Ungheria. 25 le fondazioni corporate italiane.

[2] Startup nel turismo esperienziale nata nel 2017 da un’idea di Oltre Venture, che offre ai suoi ospiti soggiorni in abitazioni selezionate ed esperienze turistiche autentiche a contatto con la comunità locale

di Francesca Panzarin


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