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A-COLLECTION: a Palazzo Barolo la prima tappa di un progetto visionario

Giovanni Bonotto presenta 10+1 arazzi d’artista realizzati con plastica riciclata

"A-COLLECTION", Palazzo Barolo

«Arte» ed «Economia circolare»: in queste parole la sintesi del percorso e della narrazione della prima tappa di un grande progetto che intreccia la ricerca contemporanea di giovani e affermati artisti contemporanei, italiani e internazionali, alla visione creativa di antiche e nuove tecniche di tessitura.

Giovanni Bonotto, vincitore nel 2018 ai Green Carpet Fashion Awards di Camera Nazionale della Moda del premio come “Sustainable Producer” italiana, sceglie con Chiara Casarin, docente, curatrice e scrittrice, la cornice barocca di Palazzo Barolo – sede dell’omonimo ente che, da 155 anni, prosegue le azioni filantropiche dei Marchesi fondatori – per presentare la prima tappa internazionale di A-COLLECTION. Dieci i progetti di altrettanti artisti, realizzati in arazzo dalle tessiture Bonotto, più uno: un grande lavoro -Barocco 4.0-, omaggio contemporaneo al contesto che li accoglie.
Giuseppe Abate, Thomas Braida, Nebojša Despotović, Manuel Felisi, Alberto La Tassa, Elena Mazzi, Ruben Montini, Giovanni Ozzola, Fabio Roncato, Giuseppe Stampone, testimoni dell’espressione artistica del presente, si sono confrontati con tecniche innovative, applicate all’arte antica della tessitura.
La plastica, proveniente perlopiù dai rifiuti che inquinano i nostri mari, viene fusa per creare sottili filati. Questi, grazie all’ausilio di moderne tecnologie e sofisticati telai, vengono intrecciati a partire dal progetto creato dagli artisti. La tecnica è frutto di un grande investimento nella ricerca svolta negli ultimi decenni negli stabilimenti di Molvena da Giovanni Bonotto, nel rispetto dei Global Recycle standard, che vede la collaborazioni di un astro quale Arthur Huang, fondatore e CEO di Miniwiz a Taiwan, riconosciuto Technological Pioneer dal World Economic Forum.
Il risultato? Grandi arazzi con sfumature e dettagli finissimi, cromie varie, soggetti e sensibilità differenti, che trasmutano il rifiuto non semplicemente nel riutilizzabile, ma in un vero e proprio bene di alta gamma, attraverso il saper fare, l’alta qualità italiana. Lo scarto non solo torna ad essere materia prima, nuovamente disponibile per l’uso, ma elemento di base per un’elaborazione prestigiosa di un’estetica che veicola messaggi di stringente attualità, di sostenibilità ambientale e cittadinanza attiva.
La sequenza di opere allestite negli appartamenti storici di Palazzo Barolo si sviluppa attraverso un suggestivo itinerario espositivo che declina sapientemente i temi della ricerca artistica e dell’economia circolare, incontrando la vocazione dell’Ente partner che fa della relazione tra arti, educazione e giustizia sociale il perno del proprio agire. A sigillo di quest’unione vocazionale, un ricco public program che si sviluppa in rete a livello territoriale, così come nel modus operandi dell’Opera. Una programmazione che valorizza e arricchisce il legame e la cooperazione tra mondo sociale, imprese, mondo educativo e culturale, in una logica di sinergia tra pubblico e privato. Un’alleanza di competenze e di saperi al servizio di incontri, laboratori e conferenze che coinvolgono intellettuali, artisti, enti e istituzioni culturali e cognitive territoriali a vario titolo. La riflessione prenderà corpo attraverso appuntamenti co-organizzati che coinvolgeranno studenti, famiglie e la cittadinanza intera, ricomprendendo inoltre progetti già in corso sul tema.
Si pensi, tra gli altri, alle iniziative di conversazioni pubbliche sulla Sostenibilità Ambientale e i Cambiamenti Climatici organizzate dal Polo del ‘900, al percorso del Politecnico di Torino sull’economica circolare, al Salone Internazionale del Libro che per l’edizione 2020 sceglie di avviare il progetto di sostenibilità chiamato "Il Prossimo Passo", per trasformare l’appuntamento in attivatore di cultura della sostenibilità, all’impegno di Lavazza per divulgare e promuovere i Sustainable Development Goals (SDGs) attraverso l’iniziativa di arte urbana TOward 2030 What are you doing?, in collaborazione con ASVIS, l’Alleanza delle sviluppo sostenibile.
La mostra sarà visitabile fino al 15 dicembre 2019, a ingresso libero. Maggiori informazioni sulla programmazione sono disponibili consultando il public program, online al sito: https://a-collection.org/Public-Program.
Tra i prossimi appuntamenti, segnaliamo il 26 novembre l’incontro sul ruolo dei Musei verso la Sostenibilità e il 27 la conversazione pubblica indirizzata in primis agli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Torino con Giovanni Bonotto, Chiara Casarin, gli artisti coinvolti e l’esperta di arte e sostenibilità, Anna Detheridge.
Il filo e l’intreccio, nella loro accezione materiale e metaforica, divengono strumento di dialogo, e sinonimo di legame. Nuovi modi di pensare e di produrre.

@ Riproduzione riservata

di Martina Diano


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