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Grati agli Agrati

A Intesa Sanpaolo la loro ricca collezione di arte moderna e contemporanea, ora esposta alle Gallerie d'Italia

Particolare di “Triple Elvis” di Andy Warhol nella collezione Agrati

Milano. Al già ricchissimo patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo si è aggiunta di recente la collezione di arte contemporanea internazionale formata dai fratelli Luigi e Peppino Agrati, industriali lombardi che hanno saputo creare un impero multinazionale, esponenti di quella borghesia illuminata e colta che nel dopoguerra ricostruì il Paese, senza mai dimenticare l’impegno nel sociale (istituirono l’Università e la Fondazione Agrati) e nella cultura.

Creata dai due fratelli dal 1968, e proseguita dopo la scomparsa di Peppino dal solo Luigi (a sua volta scomparso nel dicembre 2016), la raccolta è stata donata a Intesa Sanpaolo da Luigi e Mariuccia Agrati e dal 16 maggio al 19 agosto una selezione delle 500 opere (300 milioni il valore complessivo di mercato) è esposta nelle Gallerie d’Italia-Piazza Scala nella mostra «Arte come rivelazione. Opere dalla collezione Luigi e Peppino Agrati», curata da Luca Massimo Barbero con Gianfranco Brunelli.

Nella collezione figurano, tra gli altri, storici lavori di Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Robert Rauschenberg, Christo e, tra gli italiani, alcuni tra i maggiori protagonisti del secondo dopoguerra, come Lucio Fontana, Alberto Burri e Fausto Melotti, oltre a opere di Piero Manzoni e di Mario Schifano.
Con molti di questi artisti i i due collezionisti strinsero rapporti di vera amicizia.

Spiega Luca Massimo Barbero: «Perché “rivelazione”? La raccolta segue l’idea di riunire delle radici, dei lavori germinali, di nuclei artistici diversi. In mostra ci sono, per esempio, un gruppo di opere fondamentali di Melotti e rarità esemplari come un’anilina di Fontana. C’è poi Christo, che nel 1970 “impacchetta” il monumento a Vittorio Emanuele a Milano. Ma si arriva fino a un’opera di Flavin dedicata dall’artista ai collezionisti: la mostra testimonia la straordinaria sensibilità dei due collezionisti nel cogliere con immediatezza le istanze del contemporaneo».

@ Riproduzione riservata

di Ada Masoero


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