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WAITING FOR EXPO

I numeri di Expo 2015 e le sue «prime»: archistar, social, no profit

Copertura social media del 100%, un intero spazio dedicato al Terzo Settore. L’ Asia protagonista con padiglioni progettati da archistar. Terza puntata della panoramica su Expo2015

A Dubai, per Expo2020, stanno già costruendo le fondamenta. A Milano, nella sede centrale di Expo2015, si monitora il meteo per prevedere pioggia e neve che potrebbero interrompere l’attività delle oltre 2.800 maestranze (3.500 da gennaio) che lavorano giorno e notte sul sito.
A fine novembre è arrivato il via libera dall'Autorità nazionale anticorruzione per realizzare l’«Albero della vita», da molti considerato il monumento simbolo di Expo Milano 2015. Ispirato dalla pavimentazione della cattedrale di Otranto e dal disegno stellare di Michelangelo per la piazza del Campidoglio, avrà un tronco di circa 35 metri e un ombrello con rami del diametro di 45 metri.
Della costruzione si occuperà il sistema industriale Orgoglio Brescia, che ha messo sul piatto oltre 3 milioni di euro. Il cantiere ha trovato alcuni sponsor, mentre Pirelli e Coldiretti finanzieranno spettacoli ed eventi con 2 milioni di euro ciascuno.

Il numero delle nazioni partecipanti all’evento si è definito: 144 paesi (il 94% della popolazione mondiale) più tre grandi istituzioni internazionali (ONU, UE, CERN). I padiglioni dei singoli paesi saranno in numero record di 53; le altre nazioni saranno accolte nei 9 Cluster. Ci sanno infine 3 padiglioni corporate[1] e, vera e propria innovazione italiana al format BIE, un padiglione dedicato alla società civile.

La cartina geopolitica disegnata da Expo2015 parla di un’Asia-Oceania in grande accelerazione (44 paesi) e di un ruolo centrale dell’Africa (40 paesi). L’Europa (35 paesi) si gioca una carta importante anche perché per molto tempo una città del Nord del mondo non ospiterà più un’esposizione universale.

L’Asia farà da superstar con 19 padiglioni, alcuni dei quali progettati da architetti di fama internazionale: Norman Foster ha disegnato il padiglione degli Emirati Arabi, Daniel Libeskind lo spazio per il colosso delle costruzioni Vanke oltre ai Portali di Expo (quattro sculture arboriformi di 10 metri di altezza nei quattro angoli di Piazza Italia per Siemens), Italo Rota è stato chiamato per inventare gli oltre 2 mila metri quadrati del Kuwait.
Completano la presenza di archistar dell’Expo2015 Carlo Ratti, l’architetto che dirige il Senseable City Lab al Mit di Boston, curatore del padiglione che racconterà il futuro del cibo oltre che dello spazio aziendale del colosso delle macchine agricole New Holland. Per Michele De Lucchi il compito di progettare il Padiglione Zero di Rho-Pero, lo spazio curato da Davide Rampello che sarà l'introduzione al tema dell'alimentazione, e il padiglione di Intesa San Paolo, uno degliOfficial Global Partner dell’evento.

Oltre alla Cina, partecipa per la prima volta a un’Esposizione Universale con un Padiglione self-built anche l’Azerbaigian, che ha investito 15 milioni di euro per una struttura progettata da un network di creativi italiani e che sarà poi stata smontata e trasferita nella capitale Baku al centro di un parco pubblico.
La sinergia del Paese con le imprese italiane non è casuale: l’Azerbaigian sostiene da anni opere di tutela del patrimonio artistico e culturale in Italia (Fori Imperiali) e in Vaticano grazie al supporto dell’Heydar Aliyev Foundation (Catacombe Romane SS. Marcellino e Pietro).
Tra gli elementi più innovativi che verranno introdotti da Expo Milano 2015 spiccano i Cluster[2]: nove spazi espositivi che aggregano attorno a uno stesso tema o prodotto alimentare specifico più Paesi, superando il tradizionale raggruppamento su base geografica su cui si fondavano in passato i Joint Pavilion.
Ogni Cluster proporrà una mostra scientifica, per raccontare la storia del tema o della filiera alimentare e una mostra fotografica a cura di nove grandi fotografi internazionali grazie alla collaborazione con l’agenzia Magnum. Il Cluster del Caffè curato da Illy, Official Coffee Partner di Expo2015, ospiterà una mostra fotografica di Sebastião Salgado, il Cluster del Cacao avrà come soggetto un lavoro inedito del fotografo britannico Martin Parr.
Quella di Milano sarà anche la prima Esposizione Universale con un Padiglione dedicato alle organizzazioni nazionali e internazionali della Società Civile che si propongono di partecipare da protagoniste alla costruzione dei contenuti e della legacy dell’evento.
La sede sarà Cascina Triulza, uno spazio fra i più grandi di Expo Milano 2015 e l'unica struttura già esistente ristruttura e riqualificata. Il padiglione (e la neo fondazione che lo sostiene) si basa su un sistema di finanziamento misto: quota delle organizzazioni partecipanti, contributi o sponsorizzazioni, vendita di beni e l’offerta di servizi, partenariato con la Fondazione Cariplo.
Uno degli aspetti più innovativi del modello gestionale della Fondazione Triulza è il coinvolgimento delle organizzazioni italiane e internazionali del Terzo Settore nella costruzione del Programma Culturale. Ciascuna potrà proporre eventi, attività culturali, espositive, convegni e momenti d’intrattenimento partecipando a specifici concorsi di idee e dimostrando la fattibilità economica della proposta. Alle due prime edizioni della Call «Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015» (la terza è ancora in corso) hanno partecipato 160 realtà del Terzo Settore con 192 proposte culturali.

Expo 2015 sarà anche il primo evento internazionale 100% Social Media.
Il nucleo della strategia digitale, creata per stabilire connessione e relazione tra le migliaia di soggetti digitalmente attivi sui temi dell’evento, è il cosiddetto «Social Media Hub», un aggregatore che permetterà di raccogliere in un unico streaming tutti gli account dei principali attori coinvolti nell’Esposizione Universale (paesi partecipanti, organizzazioni internazionali, società civile, partner).
Gli ultimi dati di novembre danno una crescita molto forte in tutti i canali social che raccontano Expo2015 da diverse angolature (oltre 460 mila fan su Facebook, 230 mila follower su Twitter, oltre 7 mila su Instagram e oltre 7 mila su Pinterest).
Dietro a questa strategia c’è il team Social Media, nato da una convenzione tra la Fondazione Triennale di Milano e Expo Milano 2015 per organizzare, preparare e gestire la comunicazione social dell’esposizione universale e collaborare alla comunicazione social della XXI Esposizione Internazionale «21st Century. Design after Design» (Triennale di Milano 2016).
Tra le attività social avviate nel settore culturale va segnalata la collaborazione con Touring Club Italiano per il progetto «Welcome to Italy», un viaggio in immagini dagli archivi storici del TCI rilanciati dagli account social dei due partner.

Conclude la lista di primati la Scala, che nei sei mesi di Expo, per la prima volta nella sua storia, sarà aperta senza interruzione con un programma di più di 130 spettacoli (opera, balletto, concerti, esibizioni dedicate ai bambini e alle famiglie) da maggio a ottobre, quasi ogni giorno, agosto compreso. Oltre allo «Sponsor Principale» Intesa San Paolo, la ricca programmazione è sostenuta da Rolex, American Express, Bank of America Merril Lynch, BMW.

Le novità introdotte da Expo Milano 2015, se avranno il successo che ci si aspetta, non potranno non essere integrate nel format dalle prossime esposizioni universali.

© Riproduzione riservata


[1] aziende che hanno deciso di investire come il produttore di macchine agricole New Holland Agriculture e il piu grande gruppo immobiliare cinese Vanke
[2] Sei specifiche filiere alimentari - Caffè, Riso, Cacao, Spezie, Frutta e Legumi, Cereali e Tuberi - e tre identità tematiche - Zone Aride, Mare e Isole e Bio-Mediterraneo - che accoglieranno 77 Paesi e 2 organizzazioni internazionali: la Comunità dei Paesi Caraibici e il Forum Isole del Pacifico.

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