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WAITING FOR EXPO

Expo2015: anche la cultura nutre il pianeta?

In un contesto generale di grandi aspettative verso Expo2015 anche i progetti legati all’arte stanno finalmente prendendo forma, con qualche inevitabile polemica. Le aziende sono a bordo

Milano. Oltre che un importante volano economico, Expo2015 si dimostrerà un’opportunità in termini di rilancio d’immagine di Milano come città dell’innovazione sostenibile oltre che di valorizzazione dell’intero sistema Paese anche dopo ottobre 2015?

O, meglio, capovolgendo i soggetti: Milano e l’Italia saranno in grado di cogliere l’occasione di questo grande evento internazionale per dimostrare  in concreto che cosa vuol dire avere una visione sistemica delle proprie risorse, avviare un piano di sviluppo lungimirante, creare un legame virtuoso tra pubblico e privato ? Se la cultura può svolgere un importante ruolo di rappresentazione e radicamento di queste aspettative, quale è la strategia delle istituzioni e delle imprese rispetto ai progetti e agli investimenti in questo settore?  Quali saranno le operazioni più interessanti da non perdere nei prossimi mesi?

Con questo articolo inizia un appuntamento mensile per raccontare le idee e progetti, le aspettative e le prospettive, i protagonisti e i disfattisti di un grande evento internazionale quasi alle porte.

I numeri legati all’evento sono imponenti: dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 nel sito espositivo di 1 milione di mq si attendono 22 milioni di visitatori, contributi pubblici per 1,3 miliardi di euro e privati di circa 0,3 miliardi di euro, investimenti dei partecipanti ufficiali per circa 1 miliardo di euro, ritorni attesi per il turismo di circa 4,8 miliardi di euro.
Expo2015 è sostenuto da un gruppo di grandi aziende italiane presenti anche nel mercato internazionale. Gli Official Global Sponsor (Accenture, Enel, Fiat-Chrisler, Intesa San Paolo, Samsung, Selex ES, Telecom) forniranno i principali servizi e tecnologie dell’evento con un investimento superiore ai 20 milioni di euro ciascuno.
Il Forum del Terzo Settore, Non OfficialParticipant nell’Esposizione Universale, presente nel Padiglione della Società Civile in Cascina Triulza, coordinerà un ricco programma di eventi sui temi della cooperazione internazionale, dell’economia sociale e della finanza etica, del turismo responsabile e tutela dei diritti.

Chi vive o frequenta con regolarità Milano respira ormai da tempo un’atmosfera di grande fermento: la parola «Expo» non è legata più solo all’edilizia e agli scandali che gli ingenti investimenti legati al settore delle costruzioni si portano dietro.

«La cultura è un fattore assolutamente cruciale per fare dell'Expo di Milano un grande successo» ha detto qualche giorno fa Diana Bracco, imprenditrice milanese in veste di commissario generale del Padiglione Italia di Expo 2015,

Da qualche mese anche la macchina culturale pubblica e privata ha iniziato a muovere i primi passi.
Non mancano anche qui le polemiche, legate ad esempio alla retribuzione stellare  di 750mila euro riconosciuta a  Germano Celant come curatore del Padiglione Arts & Foods, all’idea di Vittorio Sgarbi di portare a Milano Bronzi di Riace e L'ortolano di Arcimboldo, alla proposta di Stefano Boeri di svelare i tesori nascosti dei depositi di Brera o alla scelta di affidare al canadese Cirque du Soleil il programma di eventi serali d'intrattenimento.

Alcuni progetti culturali, presentati prima dell’estate, sono già in un buono stato di avanzamento anche perché vedono il coinvolgimento progettuale di aziende italiane e fondazioni del territorio, partner scientifici e finanziari.

Nel sito espositivo la porta d’ingresso di Expo 2015 sarà il Padiglione Zero, curato da Davide Rampello (ideatore della mostra del Padiglione italiano all’Expo di Shanghai nel 2010) e progettato da Michele De Lucchi, che racconterà la storia dell’evoluzione come storia della cultura alimentare attraverso una forte teatralizzazione.

Vivaio Italia, uno spazio in cui si alterneranno le parole “cultura” e “coltura”, è il concept ideato da Marco Balich (curatore della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino) per il Padiglione Italia che ospiterà le eccellenze italiane.
Nel sito saranno ospitate cinque opere d'arte che avranno il compito di simboleggiare la grande storia del genio artistico italiano (la Ebe di Antonio Canova, la Vucciria di Renato Guttuso oltre a due sculture di Demetra e a un sostegno di mensa in marmo del IV sec a.c.). Componente della segreteria tecnica del Padiglione Italia è Rossella Vodret, ex Soprintendente del Lazio.
L’unica area tematica di Expo2015 realizzata in città  sarà il Padiglione Arts & Foods, un percorso tematico sulla relazione fra le arti e il cibo a cura di Germano Celant e con l’allestimento dello Studio Italo Rota. Occuperà con le sue 800 opere gli spazi interni ed esterni della Triennale e avrà un costo di 5,3 milioni di euro, metà circa dei quali finanziati da Cassa Depositi e Prestiti, società partecipata dal Ministero dell'Economia.
Per l’apertura della mostra (10 aprile 2015) in Triennale sarà pronto anche un ristorante costruito sul tetto dello storico edificio progettato da Giovanni Muzio. Un progetto da 900mila euro, in parte finanziato attraverso un mutuo tra privati, un’innovativa formula di promozione culturale ideata in collaborazione con Banca Prossima.  Per l’evento saranno restaurati anche i Bagni Misteriosi di De Chirico nei giardini della Triennale.

A fine luglio scorso la Regione Lombardiaha scelto come suo ambasciatore per Expo2015 Vittorio Sgarbi che ha presentato un progetto di 14 padiglioni tematici «naturali» più un padiglione del Cuore in diverse location e musei della città per valorizzare i palazzi e le opere presenti a Milano, dall’antichità al Novecento.
Per il Padiglione 3 dedicato a Leonardo, al Cenacolo si prevede un aumento del numero dei visitatori grazie a un accordo tra Regione Lombardia e sponsor privati che sosterranno i costi aggiuntivi.

Il Comune di Milano, interessato a sottolineare l’identità e la vocazione internazionale della capoluogo come città d’arte, creatività e innovazione, ha promosso con la Camera di Commercio «Expo in città», un palinsesto di eventi organizzati dagli attori pubblici e privati nella Grande Milano durante i sei mesi di Expo. Il progetto si propone come moltiplicatore di opportunità per l’economia e per le imprese del territorio coordinando, incentivando e valorizzando tutti gli eventi fuori Expo. Secondo una ricerca di SDA Bocconi il calendario di manifestazioni nel 2015 genererà oltre 2 miliardi di euro di indotto e circa 20mila occupati.
Sei le opere d’arte identificate come icone di «Expo in città» che diventeranno la colonna visiva di Milano, una per ogni mese: Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, il Bacio di Hayez, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Pietà Rondanini di Michelangelo, Concetto spaziale di Fontana, l’Ultima cena di Leonardo. Per offrire un’opportunità ai giovani e rileggere il patrimonio artistico della città in un’ottica di innovazione le sei opere saranno tradotte in video nel concorso «videomakARS», promosso da Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Milano - Civica Scuola di Cinema con il patrocinio del Comune di Milano.
Tre le grandi mostre in calendario nel 2015 a Palazzo Reale, frutto di un progetto scientifico e accordi strategici avviati da tempo: Leonardo (da aprile 2015), Giotto (da luglio 2015) e «Natura. Mio e paesaggio nel mondo antico» (dal 22 luglio al 20 gennaio 2016).

Tra gli spazi espositivi di prossima apertura ci saranno Ospedale Spagnolo al Castello Sforzesco che diventerà un vero e proprio museo dedicato alla Pietà Rondanini di Michelangelo e il nuovo Museo delle Culture progettato da David Chipperfield, che aprirà nel 2014 nel quartiere ex industriale dell’Ansaldo di via Tortona.

Anche la città di Milano sta rispondendo in modo attivo. La prospettiva dell’arrivo dei 20 milioni di visitatori stimati crea un’animazione diffusa negli operatori di tutti i settori.
Il Piccolo Teatro ha attivato una collaborazione pluriennale con Palazzo Marino per promuovere le iniziative culturali di Expo in Città. Manifestazioni molto connotate come il Salone del Mobile e le Settimana della Moda nel 2015 avranno una connessione con l’Expo.
Luoghi icona come Galleria Vittorio Emanuele, il «salotto» di Milano, è in fase di ristrutturazione grazie al finanziamento di 3 milioni di euro stanziati da Prada e Versace che hanno annunciato un pacchetto di eventi culturali collegati al restauro e alla storia del luogo.

Molte fondazioni milanesi sono coinvolte in iniziative culturali, a partire dal ciclo di eventi scientifici proposti dalla Fondazione Bracco al Laboratorio Expo della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli curato da Salvatore Veca al progetto WE-Women for Expo ideato da Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri.

Se purtroppo la Grande Brera non potrà essere pronta (si parla di un progetto di restauri aperti), spazi museali privati stanno lavorando a un calendario di eventi per sostenere il respiro internazionale dell’evento (Hangar Biccocca) e aprendo nuovi spazi espositivi (Fondazione Prada).
Per l’inizio dell’Expo in un silos dell’ex stabilimento Nestlè Armani aprirà in suo Silos,cheospiterà l’archivio-museo della maison, un archivio fotografico e una location per mostre ed eventi.

Le cittadine dell’hinterland milanese, futuri territori della città metropolitana, e le città della Lombardia hanno dato avvio a una serie di iniziative legate all’evento internazionale. La Certosa di Pavia ha ricevuto un milione di euro per il restauro, nella Villa Reale a Monza sarà allestita una mostra su “Fascino e mito dell’Italia”, a Brescia ci sarà una grande mostra archeologica.

Guardando alle molte iniziative targate Expo che stanno fiorendo nel resto della penisola da Torino a Genova, da Reggio Emilia a Verona, il livello di aspettative  è condiviso anche dal resto d’Italia. Come ha di recente detto Matteo Renzi “l’Expo è una chiave di ripartenza del Paese. Siamo al lavoro e sarà tutto pronto”.

© Riproduzione riservata

di Francesca Panzarin


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