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    <title>Il Giornale dell'Arte</title>
    <subtitle>Le ultime notizie del Il Giornale dell'Arte</subtitle>
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        <title>Chi vuole il libro più caro del mondo?</title>
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        <published>2010-09-09T11:10:58+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T11:10:58+01:00</updated>
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            <name>V.B.</name>
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Londra. Sotheby’s ha annunciato oggi la dispersione, prevista a Londra per il 7 dicembre, di un'importante collezione di libri, manoscritti e lettere appartenuta al secondo Barone di Hesketh, Frederick Fermor-Hesketh, scomparso nel 1955. Gli eredi hanno ora deciso la consegna per la vendita presso la casa d’aste di New Bond Street. La stellare stima totale dell’insieme, tra i 10 e i 12 milioni di euro, si spiega con la presenza di un esemplare completo del celebre Birds of America, dell’ornitologo statunitense di origine francese John James Audubon. Celebre, il volume, anche e soprattutto per il mercato dell’arte: detiene tuttora il prezzo record per un libro tout court, con gli 8,8 milioni di dollari pagati a una vendita Christie’s il 10 marzo 2000 (in lire dell’epoca, il prezzo era di 17 miliardi, diritti compresi). Questo esemplare è ora stimato 4,8-7,2 milioni di euro. In asta nell’occasione andrà anche la prima edizione in folio delle opere di William Shakespeare, del 1623, che parte da una valutazione di 1,2-1,8 milioni di euro.</summary>
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        <title>Inflazione irlandese in arrivo?</title>
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        <published>2010-09-09T10:19:30+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T10:19:30+01:00</updated>
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            <name>V.B.</name>
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Dublino. La Bank of Ireland, secondo una notizia pubblicata dal sito specializzato bloomberg.com, ha intenzione di mettere in vendita la propria collezione di arte irlandese di circa 2mila opere di artisti come Paul Henry, Louis le Brocquy e Robert Ballagh. Nel suo insieme, il nucleo ha una stima totale di oltre 4 milioni di euro. La decisione cade in un momento critico dell’economia irlandese: il Governo dovrà infatti ricorrere a una ricapitalizzazione del sistema del credito nazionale calcolata dall’istituto di analisi finanziarie Standard &amp; Poor’s in circa 50 miliardi di euro. Alcuni addetti ai lavori ritengono che altre banche potrebbero decidere di cedere le loro collezioni d’arte.</summary>
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        <title>L'Area Sacra dissacrata</title>
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        <published>2010-09-09T09:52:19+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T09:52:19+01:00</updated>
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            <name>T.L.</name>
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        <summary>Roma. L'ennesima denuncia è degli abitanti della zona intorno all'Area Sacra di largo Argentina: il complesso archeologico nel cuore della città è diventato una discarica. «L'area è al buio, il tempio D è sovrastato da bagni chimici, il cantiere di restauro abbandonato è invaso da erbacce e  rifiuti», denuncia l'associazione Argentina-Arenula.</summary>
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        <title>Da Brescia a Parigi, Inca tutti d'oro</title>
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        <published>2010-09-09T09:39:30+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T09:39:30+01:00</updated>
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            <name>T.L.</name>
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        <summary>Parigi.  Apre domani alla Pinacothèque de Paris (fino al 6 febbraio) la mostra «Inca. Origini e misteri delle civiltà dell'oro». È quella di Brescia terminata il 27 giugno che ha avuto ben 283.439 visitatori in 7 mesi al Museo di Santa Giulia. Prossima mostra bresciana «Matisse e Michelangelo» dall'11 febbraio.</summary>
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        <title>Sicilia, musei che aprono e musei che chiudono</title>
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        <published>2010-09-09T09:28:27+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T09:28:27+01:00</updated>
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            <name>T.L.</name>
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        <summary>Palma di Montechiaro (Agrigento). Il museo archeologico comunale (lavori completati per 300mila euro) già collaudato, non può aprire. Sale allagate e infiltrazioni d'acqua alle pareti hanno costretto l'Assessore al turismo e ai beni culturali del Comune a rinviare sine die l'inaugurazione. Sempre nell'agrigentino, a Sciacca, riapre domani dopo 10 anni di chiusura, l'Antiquarium di Monte Kronio nel complesso termale delle Stufe di San Calogero.</summary>
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        <title>Artemidoro, un papiro infinito</title>
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        <published>2010-09-09T08:37:49+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T08:37:49+01:00</updated>
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            <name>Stefano Luppi</name>
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        <summary>Milano. Continua una delle battaglie intellettuali (con notevoli risvolti economici però) più lunghe, appassionanti e anche polemiche degli ultimi anni, quella relativa all’originalità o meno del cosiddetto «Papiro di Artemidoro», così nominato perché, secondo Salvatore Settis e altri studiosi, sarebbe stato realizzato nei primi secoli dopo Cristo utilizzando un testo della Geografia di Artemidoro di Efeso. Dal 2006 contro questa tesi si è scagliato per primo Luciano Canfora che nei prossimi giorni pubblica in allegato con il mensile «Stilos» il saggio La vera storia del papiro di Artemidoro: nel testo anche interventi di Salvatore Granata (una relazione tecnica) e Silio Bozzi. Quest’ultimo analizza l’unica, contestatissima, fotografia (conservata presso il Centro Vogliano di Milano) del «Konvolut», ossia l’agglomerato di carte riutilizzate che conteneva il papiro: la carta Fuji con tre stellette, questa la tesi, su cui è stampata la foto sarebbe stata utilizzata dall’azienda solo tra il 1988 e il 1994 e dunque è impossibile che alcuni studiosi, come riferito, abbiano visto il papiro disteso già nel 1981. In più, le lettere che si intravedono sul  «Konvolut» non sarebbero coerenti con quelle del papiro disteso. Alla difesa la prossima parola? </summary>
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        <title>Mondadori Electa e Rmn, cordata per i bookshop</title>
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        <published>2010-09-09T08:31:49+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T08:31:49+01:00</updated>
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        <summary>Milano. Mondadori Electa e la francese Rmn (Réunion del musées nationaux) hanno raggiunto un accordo di collaborazione per partecipare alle gare di gestione dei bookshop museali italiani. Rmn torna così a operare in Italia, dove già nel 1995, in cordata con la Umberto Allemandi &amp; C. si era aggiudicata la prima gara indetta dalla Soprintedenza della Galleria nazionale d'arte moderna a Roma per la gestione dei «servizi aggiuntivi», come previsto dalla legge Ronchey del 1993.</summary>
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        <title>Rientra la Venere di Morgantina e riapre la Villa del Casale</title>
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        <published>2010-09-09T08:03:06+01:00</published>
        <updated>2010-09-09T08:03:06+01:00</updated>
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            <name> S.L.    </name>
        </author>
        <summary>Palermo. L’assessore ai beni culturali della Regione Sicilia Gaetano Armao ha rivelato come si intende gestire il «ritorno a casa» della Venere di Morgantina, nel prossimo gennaio: «All’inizio dell’anno, dice, l’Afrodite verrà dapprima esposta a Palazzo dei Normanni di Palermo e successivamente dalla Pasqua 2011 sarà collocata nella chiesa di San Domenico della cittadina di Aidone. Nello stesso periodo riapriremo anche la Villa del Casale di Piazza Armerina attualmente sottoposta a restauro». La Venere rientra in Italia (il trasporto dall’America prevede lo smontaggio in tre parti), nella regione in cui presumibilmente venne scavata di frodo, proveniente dal Paul Getty Museum di Los Angeles dove è conservata dal 1988.</summary>
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        <title>Finalmente dopo sette anni le regole salvapaesaggio </title>
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        <published>2010-09-08T16:29:32+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T16:29:32+01:00</updated>
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            <name>Irma Visalli</name>
        </author>
        <summary>Belluno. Negli ultimi mesi si è accesa in Italia la discussione intorno ai «campi fotovoltaici» che stanno occupando ampi spazi del nostro Paese trasformandone il paesaggio. Sono due i grandi mondi a cui gli specifici oggetti del «fotovoltaico» e del «paesaggio» appartengono: quello dell’energia e quello del governo del territorio, i cui punti di contatto e d’interferenza reciproca sono di complessa lettura. È importante quindi non perdere di vista alcuni «principi base», per evitare sterili contrapposizioni. Il primo di questi è la questione del cambiamento climatico: una priorità indiscutibile, cui si associano le azioni mirate all’efficienza energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili, nell’ambito degli impegni assunti dall’Unione europea e dagli Stati membri. Il secondo principio è quello secondo cui il territorio è, al pari di acqua, sole e vento, una risorsa primaria, irrinunciabile sia per usi agricoli e zootecnici, sia per il suo valore storico, paesaggistico e culturale.Nonostante siano principi ampiamente riconosciuti, il dibattito animato intorno al deturpamento del suolo da parte degli impianti fotovoltaici ed eolici mette in luce la crescente divaricazione tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e il governo del territorio. Anche da qui l’opinione diffusa secondo cui il mondo delle rinnovabili sarebbe al più costituito da affaristi e deturpatori del paesaggio e chi difende il paesaggio, invece, un proibizionista del «fare». Nel concreto, dal 2005 a oggi, grazie alle politiche volte a incentivare l’uso di fonti rinnovabili per produrre energia «pulita», il numero degli impianti in Italia è cresciuto in maniera esponenziale fino ad arrivare a quasi 90mila impianti in esercizio, contro i 5mila dell’inizio 2007. Oggi il 90% dei Comuni italiani è dotato di almeno un impianto. Un vero e proprio boom, tanto da far passare velocemente l’Italia al secondo posto in Europa dopo la Germania come produttrice di energia alternativa. Ma si tratta di un processo tanto accelerato quanto incerto nelle regole, così da consentire speculazioni, impianti mal fatti e poco efficienti oltre all’espropriazione di territori all’agricoltura con evidenti danni non solo per il paesaggio ma anche per l’impoverimento dei terreni stessi in termini di permeabilità e biodiversità. Ciò si deve alla responsabilità, accertata e riconosciuta, dei Governi che dal 2003 non hanno mai redatto, come previsto nel Dm 387/2003, in attuazione alla direttiva 2001/77/Ce, le Linee Guida nazionali per garantire un quadro di certezze alle procedure e agli indirizzi di Regioni e Province (da condividere, coerentemente, con i Comuni). Soltanto oggi le Linee guida sono state appravate, ma nel frattempo le Regioni hanno legiferato autonomamente e diversamente una dall’altra (salvo poi, come nel caso della Puglia e della Calabria, o di alcuni Comuni del Piemonte, vedersi bloccare da sentenze costituzionali di illegittimità). I Comuni si sono trovati soli e senza strumenti per fronteggiare la forza del mercato e di leggi che consentono ai proponenti di scegliere i siti e le modalità di realizzazione degli impianti, allettati da guadagni «facili». Alle leggi regionali si sono aggiunte moltissime delibere comunali e provinciali, prese di posizione del mondo della cultura e dell’economia, comitati di cittadini, operatori turistici, agricoltori. Si è arrivati addirittura, nel caso del Comune di Isola d’Asti, a chiedere che il paesaggio vitivinicolo e le colline adiacenti al centro storico siano dichiarate «di notevole interesse pubblico». Ma, da oggi, le cose forse cambieranno. Dopo l’ok della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali dell’8 luglio, sono state emanate le tanto attese Linee guida per le energie rinnovabili (in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale): dopo 7 anni, arrivano finalmente regole certe per operatori, amministratori e cittadini. Sarà interessante soprattutto vedere come le Regioni, entro 90 giorni dalla loro pubblicazione, adegueranno le proprie leggi e daranno indirizzi e deleghe a Province e Comuni. Il testo licenziato dalla Commissione potrebbe riavviare il dialogo tra i mondi del fotovoltaico a terra e del governo del territorio, anche se il quadro è talmente «di cornice» che solo le declinazioni concrete potranno dirci come e se ciò avverrà. Ad esempio, se è vero che le Regioni potranno definire le aree non idonee per l’installazione degli impianti fotovoltaici «attraverso un’apposita istruttoria avente ad oggetto la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale», si mantiene il criterio per cui gli impianti sono opere indifferibili e urgenti di pubblica utilità. Le esclusioni diventano quindi l’eccezione e non la regola, tanto che «l’individuazione delle aree e dei siti non idonei non deve (...) configurarsi come divieto preliminare, ma come atto di accelerazione e semplificazione dell’iter di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, anche in termini di opportunità localizzative offerte dalle specifiche caratteristiche e vocazioni del territorio». Le Linee chiariscono anche tipi di procedure e autorizzazione, le modalità di verifica e monitoraggio, di trasparenza amministrativa, oltre a contenere uno specifico allegato sull’inserimento degli impianti eolici. Agosto ha visto anche la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (197/24 agosto 2010) del terzo «conto energia» con nuove regole incentivanti. Particolarmente opportuno il taglio alle tariffe per impianti superiori ai 5Mw che farà forse cessare la corsa ai terreni agricoli per installare gli impianti; e i premi fino al 30% per applicare il fotovoltaico su edifici e luoghi da risanare. Si auspica che il dibattito aperto sulle relazioni tra impianti fotovoltaici e paesaggio non si interrompa qui, ma che anzi dia avvio a una più complessiva riflessione sui rapporti tra produzione e paesaggio contemporaneo, esteso alla progettazione architettonica e a una concezione di tutela «allargata»  al contesto in cui le emergenze si trovano. Al proposito si pone l’accento anche sui coni visuali su «oggetti tutelati».© Riproduzione riservata</summary>
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        <title>Fotovoltaico: Bondi istituisce una commissione di esperti</title>
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        <published>2010-09-08T16:22:05+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T16:22:05+01:00</updated>
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        <summary>Roma. Il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi ha nnunciato oggi di voler costituire una commissione di esperti per valutare l'impatto paesaggistico dei progetti fotovoltaici, in rapida diffusione in diverse località italiane, alcune delle quali di particolare pregio. Recentissima, ad esempio, è la notizia del progetto per creare un parco fotovoltaico a Piandarca, in provincia di Perugia, nei luoghi di San Francesco o in alcuni comuni del Parco Nazionale d'Abruzzo.</summary>
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        <title>La Gnaa si presenta</title>
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        <published>2010-09-08T15:58:36+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T15:58:36+01:00</updated>
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        <summary>Roma. Verrà presentato giovedì 16 settembre, alle 11.30, nel Salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini il restauro del monumento e il nuovo allestimento della Galleria Nazionale d’Arte Antica (Gnaa) di Roma. Domenica 19 festa d'inaugurazione, dalle 20 a mezzanotte: ingresso libero e visite guidate.</summary>
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        <title>L'etica del fotogiornalista</title>
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        <published>2010-09-08T15:09:22+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T15:09:22+01:00</updated>
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        <summary>Mantova. «L’ambiguità delle immagini. Questioni di fotogiornalismo» è il tema su cui si confronteranno Marco Belpoliti e Ferdinando Scianna venerdì 10 settembre, alle 20.45, nel Seminario Vescovile di Mantova nell’ambito di Festival Letteratura. Scianna ha dedicato all’argomento un libro, Etica e fotogiornalismo, pubblicato di recente da Electa, in cui pone alcuni quesiti sulle ambiguità morali insite nel mezzo fotografico e sulla mercificazione giornalistica di tragedie, assassinii e disastri. «Le guerre, il terrorismo, si guerreggiano anche con le fotografie» osserva Scianna, ammonendo che «L’etica è l’etica. Non credo che esista un’etica specifica del giornalismo, con una sottoetica del fotogiornalismo». </summary>
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        <title>Il ritorno della Venere di Morgantina</title>
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        <published>2010-09-08T13:45:34+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T13:45:34+01:00</updated>
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            <name>T.L.</name>
        </author>
        <summary>Palermo. Sarà esposta a Palazzo dei Normanni, a gennaio, la Venere di Morgantina, prima di raggiungere la sua sede definitiva nella chiesa di San Domenico ad Aidone (Enna), dove sarà visibile da Pasqua. Per il trasferimento in Sicilia dal Getty Museum di Los Angeles, l'Afrodite verrà smontata in tre parti.</summary>
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        <title>Milano, tornano visibili gli affreschi di San Maurizio</title>
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        <published>2010-09-08T12:40:44+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T12:40:44+01:00</updated>
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        <author>
            <name>T.L.</name>
        </author>
        <summary>Milano. Sono stati riaperti al pubblico, dopo il restauro finanziato dal Comune, gli affreschi cinquecenteschi che ricoprono interamente (10mila metri quadrati) la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore in corso Magenta. Oltre alla Chiesa, fra alcuni mesi, sarà riaperta la porta che la collega al Museo Archeologico.</summary>
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        <title>Castello di Milazzo: restaurato con 10 milioni di euro e richiuso</title>
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        <published>2010-09-08T12:32:41+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T12:32:41+01:00</updated>
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        <author>
            <name>T.L.</name>
        </author>
        <summary>Milazzo (Messina). L'antico castello arabo angioino che domina Milazzo, restaurato con 10 milioni di euro e riaperto il 20 maggio scorso, è stato chiuso. Transenne ovunque per i visitatori che non ottengono spiegazioni: interdetta anche l'area archeologica vicina all'immenso castello, una delle meraviglie della Sicilia.</summary>
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        <title>Civico 103, la nuova rivista della Galleria Civica di Modena</title>
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        <published>2010-09-08T11:21:30+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T11:21:30+01:00</updated>
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        <author>
            <name>G.P.M.</name>
        </author>
        <summary>La Galleria Civica di Modena presenta il numero 0 di «Civico 103», trimestrale bilinguesulle iniziative dell'istituzione. Contributi, idee, forme, contenuti saranno curati dallo staff della Galleria. Ciascun numero di «Civico 103» avrà carattere prevalentemente monografico, ospitando contributi di un artisti, scrittori, o fotografi. Il numero 0 è dedicato A Governare il Caso, l'omaggio a John Cage che la Galleria Civica ha organizzato a Palazzo Santa Margherita dal 17 al 19 settembre prossimi sul tema del FestivalFilosofia 2010: Fortuna, curato da Marco Pierini, e riporta in copertina il ritratto di John Cage di Roberto Masotti donato in questa occasione alla Raccolta della Fotografia Contemporanea della Galleria. Seguono Concerto n. 3 per elefante suonabile, racconto ad hoc diUgo Cornia dedicato a John Cage, Parole sui Muri sull’evento di Fiumalbo nel 1967-68, che offrì a giovani artisti incontro e confronto fuori dai luoghi deputati all’arte, e Omaggio a John Cage.</summary>
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        <title>Riapre la Biblioteca Apostolica Vaticana</title>
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        <published>2010-09-08T11:11:43+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T11:11:43+01:00</updated>
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            <name>S.L.</name>
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        <summary>Città del Vaticano. È stata fissata per il 20 settembre la riapertura della Biblioteca Apostolica Vaticana, dopo tre anni di accesso vietato agli studiosi causa restauro. Monsignor Cesare Pasini, Prefetto della Vaticana, ha annunciato per l’11 novembre al Braccio di Carlomagno una mostra dedicata alla riqualificazione dell’istituto (fondato a fine Trecento dal papa Gregorio XI) e composta anche di facsimili sfogliabili dei preziosi manoscritti conservati negli archivi, mentre dall’11 al 13 novembre è in programma un convegno sulle scoperte fatte dalla seconda guerra mondiale in poi grazie ai materiali qui conservati. Tra due mesi uscirà inoltre il primo di sette volumi, dedicato al periodo Umanesimo-Rinascimento sulla storia della biblioteca. </summary>
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        <title>Tutti i ritratti di Jerry</title>
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        <published>2010-09-08T08:39:33+01:00</published>
        <updated>2010-09-08T08:39:33+01:00</updated>
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            <name>V.B.</name>
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        <summary>Londra. Nella vendita serale di arte contemporanea prevista da Sotheby’s il 15 ottobre, e in quella mattutina del 16, saranno messe all’asta 14 opere provenienti dalle collezioni della ex modella americana Jerry Hall, ex moglie di Mick Jagger dei Rolling Stones, per una stima totale di 1,8 milioni di euro. Il fiore all’occhiello è un ritratto di Lucian Freud che raffigura Jerry nuda, sdraiata e all’ottavo mese di gravidanza. «Ad una cena mi ritrovai seduta vicino a Lucian Freud che mi chiese se poteva ritrarmi, a partire dal giorno successivo. Accettai e posai per lui alcune volte. È stata una cosa molto esaltante e anche divertente essere apprezzati in uno stato di così evidente gravidanza», ha dichiarato la Hall. «Eight months gone», realizzato dal pittore britannico in olio su tela nel 1997, è valutato 360-480mila euro. Altri due ritratti della ex modella sono uno di Francesco Clemente, un olio su tela anche questo del 1997, stimato 120-240mila euro, e un piccolo formato (15,4x10,8 cm) del 2003 di Edward Ruscha, quotato 30-42mila euro. Per un «Dollar Sign» di Warhol, che era intimo amico della Hall (l’opera reca la dedica «To Jerry»), opera datata intorno al 1982, gli esperti hanno fissato la valutazione tra i 140 e i 180mila euro.Sulla carta, l’opera più importante del nucleo è però un olio su tela del 1965 di Frank Auerbach, «Head of Helen Gillespie IV», 61x61 cm, valutato 850mila-1,1 milioni di euro.</summary>
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        <title>Poussin, il primo notificato della storia</title>
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        <published>2010-09-07T14:15:10+01:00</published>
        <updated>2010-09-07T14:15:10+01:00</updated>
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            <name>V.B.</name>
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        <summary>Londra. Il prossimo 7 dicembre a Londra Christie’s mette in vendita un capolavoro di Nicolas Poussin (1594-1665), «L’Ordinazione», consegnato per la vendita dai trustees del Belvoir Castle and Estate, per conto di David Manners, duca di Rutland. La stima del lotto oscilla tra i 18 e i 24 milioni di euro. L’olio su tela, datato intorno al 1636-40, è uno di una serie di sette dipinti (i «Sacramenti») acquistati nel 1785 dal quarto Duca di Rutland, ma originariamente commissionati dall’antiquario e collezionista Cassiano dal Pozzo (1588-1657), uno dei primi e più importanti mecenati di Poussin. Del nucleo originario, la «Penitenza» andò perduta in un incendio, mentre il «Battesimo» finì alla National Gallery of Art di Washington. Del ciclo dei «Sacramenti» è conosciuta una seconda versione, ora nelle collezioni dei Duchi di Sutherland e in prestito alla National Gallery of Scotland di Edimburgo, che venne realizzata per un mecenate francese di Poussin, il diplomatico parigino Paul Fréart de Chantelou. Quando Sir Robert Walpole (1676-1745), il politico britannico tradizionalmente ritenuto il primo ad aver ricoperto la carica di Primo Ministro, tentò l’acquisto del primo nucleo di Sacramenti per la sua dimora di Houghton Hall, i dipinti furono oggetto di uno dei primi blocchi di esportazione di un’opera d’arte: fu lo stesso Papa a negare il permesso e a vanificare così il contratto di vendita stipulato da Walpole.</summary>
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        <title>Musei Civici di Venezia, Landau si dimette</title>
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        <published>2010-09-07T13:57:58+01:00</published>
        <updated>2010-09-07T13:57:58+01:00</updated>
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            <name>L.P.</name>
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Venezia. David Landau si è dimesso, lo scorso 3 settembre, dal Consiglio di amministrazione della Fondazione dei Musei Civici di Venezia, di cui era stato nominato presidente lo scorso marzo in sostituzione del dimissionario Sandro Parenzo. La sua parabola ha avuto la durata dei fatidici 100 giorni, appena il tempo di prendere atto della situazione. A luglio, infatti, la nuova amministrazione (sindaco Giorgio Orsoni ) in analogia con gli altri enti comunali, aveva proceduto al rinnovo del Cda della Fondazione, nonostante questo fosse fresco di nomina. Landau si era ritrovato riconfermato nel Cda, ma non più con il ruolo di presidente, anzi, alla fine di un braccio di ferro tra lui e l’altro contendente alla carica, Carlo Fratta Pasini, si era ritrovato come presidente lo stesso Parenzo. Il quale, da suo grande supporter, si trova ora ad assumere il ruolo di difensore d’ufficio dell’amministrazione comunale, imputando a Landau una visione privatistica del ruolo della Fondazione la quale ha, invece, una funzione pubblica. Impossibile dunque concedere a Landau delle deleghe speciali, come da lui richiesto per poter continuare il suo impegno. Preso atto di questa impossibilità, Landau ha deciso di lasciare, dicendosi amareggiato, ma senza entrare nel merito della questione.Il fatto è che lo stesso Parenzo è di passaggio perché a novembre dovrebbe essere nominato presidente del Casinò di Venezia. La situazione paradossale è che dopo due avvicendamenti, nell’arco di solo sei mesi, il Cda della Fondazione dei Musei Civici veneziani resta sotto di un consigliere e non sembra che ci sia una particolare premura di riempiere questo vuoto.</summary>
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