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«È stato Ronchey il miglior Ministro della Cultura»
Lo sostiene il soprintendente Giovanna Nepi Scirè che a fine gennaio lascia dopo 22 anni le Gallerie dell’Accademia ma senza vederne concluso il restauro
Intervista di Lidia Panzeri
Venezia. Il prossimo 31 gennaio andrà in pensione Giovanna Nepi Scirè, dal 19 aprile 2002 soprintendente per il Polo Museale veneziano. Persona colta e autorevole, nella sua lunga e prestigiosa carriera ha sempre operato privilegiando l’ottimismo del fare rispetto alle difficoltà derivanti da disfunzioni ministeriali e, soprattutto, dalla carenza di fondi. Gentile, ma risoluta quando si prefigurava di ottenere un obiettivo (è il caso delle Gallerie dell’Accademia), che riteneva corrispondente agli interessi comuni. Nata a Capodistria (attuale Slovenia), ha però sempre vissuto e lavorato a Venezia. Il suo primo incarico nel 1966-67 fu la catalogazione dei suoi beni culturali, dopo il disastro dell’acqua alta del 1966: si trattava di una borsa di studio finanziata dai Comitati privati per la salvaguardia di Venezia, appena costituiti. Già nel 1969 vinceva il concorso per la Soprintendenza di Venezia come storica dell’arte: fu la prima ispettrice a doversi occupare dei beni artistici di tutto il Veneto, a eccezione di Verona; dal 1975 dirigente e poi nell’86 succeduta a Francesco Valcanover nel doppio incarico di soprintendente e direttore delle Gallerie dell’Accademia. Infine a capo del Polo Museale, uno dei quattro nazionali, fortemente voluti nel 2004 dall’allora sottosegretario Vittorio Sgarbi durante il governo Berlusconi. Una riorganizzazione che ha comportato anche l’accorpamento del Museo archeologico (e del futuro Museo di Palazzo Grimani; cfr. articolo in questa pagina) e che ha suscitato più di un malumore tra gli archeologi.
Con il senno di poi ritiene positiva l’esperienza del Polo Museale?
Assolutamente sì, visto che ha consentito l’autogestione: peccato che non si possa assumere direttamente il personale, che continua a dipendere direttamente dal Ministero. Spero vivamente che non lo eliminino.
Ha conosciuto molti Ministri in questi anni.
Sì, a cominciare da Giovanni Spadolini, che ha creato il Ministero per i Beni culturali nel 1974. A mio parere, però, era meglio quando le Soprintendenze erano una direzione del Ministero della Pubblica istruzione, una struttura più snella, mentre l’attuale Ministero è una megastruttura, poco funzionale. Per di più da anni si assiste allo spoil system con grande rotazione dei dirigenti.
L’articolo integrale è disponibile nell’edizione stampata de Il Giornale dell’Arte
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