Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie

Dieci anni insieme nel Garage: amore finito ma uniti nell’arte

Roman Abramovic e Dasha Zhukova continueranno a finanziare insieme il loro museo d’arte contemporanea e altre iniziative

A distanza di un anno dall'annuncio della loro separazione Roman Abramovic e Dasha Zhukova lo scorso giugno si sono mostrati di nuovo insieme alla festa per i dieci anni del Garage Museum a Mosca

Mosca. A quasi un anno dall’annuncio della loro separazione, a giugno il miliardario Roman Abramovic e la sua terza moglie, Dasha Zhukova, hanno sorpreso e «deliziato» i cronisti mondani della Russia comparendo insieme alla festa per il decimo anniversario del Garage Museum of Contemporary Art. L'impegno di entrambi nell’istituzione privata che hanno fondato insieme prosegue, dichiara il direttore del museo Anton Belov: «Nel complesso non è cambiato niente. Se proprio vogliamo trovare qualcosa di nuovo, prosegue, oggi c’è più collaborazione con noi e tra di loro, con contatti sul Garage praticamente quotidiani».

Abramovic e la Zhukova, assicura Belov, continueranno a fornire circa due terzi del budget annuale compreso tra 13 e 15 milioni di dollari, anche se il museo sta cercando di raccogliere più fondi da sponsorizzazioni private, da un programma di «amici del museo» in grande crescita e dagli incassi. «I nostri finanziatori sono di grande sostegno per il museo, dice, ma hanno priorità e obiettivi differenti».

La Zhukova si interessa soprattutto all'architettura, al design e al programma espositivo; Abramovic si dedica in particolare al programma pubblico, agli spettacoli di musica dal vivo e teatrali e agli investimenti in progetti futuri. Tra questi, larchivio del Garage di arte contemporanea russa, ad esempio, di recente esteso al Nuova Olanda di San Pietroburgo, un ex cantiere navale di epoca zarista che gli ex coniugi stanno ristrutturando. Belov li descrive come «lungimiranti e desiderosi di correre dei rischi».

Il Garage è oggi considerato come «la prima istituzione filantropica in Russia ad avere ottenuto un esauriente mandato pubblico per l’arte contemporanea». E pensare che quando, nel 2008, è stato aperto in un deposito di autobus degli anni Venti, era sembrato uno sfoggio di vanità. «Le prospettive a lungo termine del Garage non  erano molto chiare, ricorda Belov a proposito dei primi tempi. Oggi in tutto il mondo è considerato un’istituzione serissima e molti musei stanno studiando la nostra esperienza». Di particolare interesse, afferma, sono le iniziative di inclusione del museo, come le regolari visite guidate per i portatori di handicap uditivi e visivi e la loro integrazione in progetti artistici.

La visione architettonica della Zhukova è evidente nel passaggio tra la prima sede, nel «garage» progettato da Konstantin Melnikov (ora sede del Museo Ebraico e Centro di Tolleranza), e l’attuale sede in Gorky Park. Inizialmente ospitato in una struttura temporanea commissionata all’architetto giapponese Shigeru Ban, il museo si è trasferito nel 2015 in un edificio modernista sovietico, l’ex ristorante Vremena Goda, ridisegnato da Rem Koolhaas con i pannelli di policarbonato prodotti appositamente dall’azienda Dott. Gallina di La Loggia, nel Torinese. Al momento per il Garage è in progetto un’ulteriore espansione nel vicino padiglione Hexagon, che sarà anch’esso ristrutturato da Koolhaas e dal suo studio Oma.

Intanto, il Garage sta sostenendo un nuovo Museum Mile il cui lancio è previsto in autunno. La sinuosa strada lo collegherà con le due sedi della Galleria statale Tretjakov, con il Museo Puskin e, quando aprirà nel 2019, con il Ges-2, la centrale elettrica convertita in un museo d’arte contemporanea finanziato dal magnate del gas naturale Leonid Mikhelson.

Dal prossimo autunno, il Garage sarà presente anche al Vdnh, l’ex megaquartiere fieristico di epoca staliniana nella zona Nord di Mosca che sarà trasformato in complesso museale. Uno degli edifici del Garage sarà adibito a studi e altre infrastrutture che ospiteranno un nuovo programma di residenze per artisti russi e internazionali.

Sophia Kishkovsky, da Il Giornale dell'Arte numero 388, luglio 2018


Ricerca


GDA ottobre 2018

Vernissage ottobre 2018

Vedere a Matera 2018

Vedere a ...
Vedere in Emilia Romagna 2018

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012