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Royal Academy, l’art campus ha 250 anni

Più grande e più bella grazie al progetto di David Chipperfield. Ed eccentrica come sempre

La sezione longitudinale della New Royal Academy: la Burlington House, affacciata su Piccadilly, e a destra i Burlington Gardens su Mayfair, collegati dal nuovo Weston Bridge. © Hayes Davidson/David Chipperfield Architects

Londra. Fondata nel 1768 da re Giorgio III per promuovere le arti del disegno attraverso l’istruzione e le esposizioni, ebbe tra i suoi fondatori i padri dell’arte britannica, Joshua Reynolds, Thomas Gainsborough e William Chambers tra tutti. Oggi, dopo i lavori di completa riqualificazione in vista dei suoi 250 anni, celebrati proprio quest’anno, è un polo culturale ed espositivo nel cuore di Londra.

Ci sono voluti dieci anni di dibattiti e progetti, tre di cantiere e un’imponente campagna di fundraising da 56 milioni di sterline, per arrivare all’inaugurazione, il 15 maggio scorso, della New Royal Academy of Arts. A firmare il progetto di completa riconfigurazione degli spazi e delle funzioni è stato chiamato il campione attuale dell’architettura britannica, David Chipperfield. Il risultato è di grande qualità, molto ammirato dalla stampa che sottolinea come uno degli spazi culturali ed espositivi più amati di Londra grazie ai recenti interventi sia ora in cima alla lista dei luoghi da non perdere.

Oggi la Royal Academy è un enorme campus nel centro di Londra. Con oltre 8mila metri quadrati, il 70% in più degli spazi precedenti, accoglie in un unico complesso l’edificio vittoriano dei Burlington Gardens affacciato su Mayfair (progettato da Sir James Pennethorne come sede della University of London) e l’antistante Burlington House, sede della Royal Academy dal 1857.

Nel 250mo anniversario della sua fondazione, «la più importante istituzione al mondo guidata da artisti e architetti» (come ha affermato il presidente Christopher Le Brun presentando i risultati dei lavori) ha la possibilità di espandere il proprio programma espositivo: «La New Royal Academy, ha proseguito Le Brun, è la piattaforma ideale per diffondere nei prossimi 250 anni il nostro contributo al mondo dell’arte e dell’architettura».

Le nuove ambizioni dell’istituzione sono perfettamente supportate dall’altrettanto ambizioso progetto di restauro, rinfuzionalizzazione e ampliamento firmato da David Chipperfield. Il recupero dei Burlington Gardens ha previsto il ripristino dell’originario auditorium a gradoni da 250 posti e la conversione delle Dorfman Senate Rooms in Architecture Studio con caffè. I laboratori sono ora gallerie per mostre temporanee, mentre le collezioni permanenti dei «royal academicians» occupano l’ala occidentale.

Si è trattato quindi, conferma Chipperfield, di un «lavoro di dettaglio, strettamente funzionale al complesso rinnovamento programmatico dell'istituzione». Unico elemento di nuova edificazione è il ponte in cemento a vista che, collegando i due edifici, costituisce anche il ponte tra attività pubbliche e private della Royal Academy. Il Weston Bridge conduce infatti nei seminterrati della Burlington House, nel cuore della School. In uno spettacolare corridoio voltato in laterizi, che espone calchi in gesso e materiali preparatori, si fuoriesce liberamente nello storico ingresso su Piccadilly.

La Royal Academy (istituzione educativa, in primis, e luogo di importanti mostre temporanee) accoglie anche una ricca collezione permanente, oggi completamente riallestita nella Collection Gallery: al centro, fuoco prospettico dell’intero percorso, il «Tondo Taddei» di Michelangelo.

Alessandro Martini, da Il Giornale dell'Arte numero 387, giugno 2018


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