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Museo di nuova generazione cerca direttore «ibrido»

L’M9 aprirà a Mestre il primo dicembre. C’è tempo fino all’8 giugno per candidarsi

Il rendering del progetto architettonico di Sauerbruch Hutton per M9 © Archimation

Mestre (Venezia). Il Museo M9 cerca il suo primo direttore e lo fa attraverso un bando internazionale pubblicato sul sito della Fondazione di Venezia, il soggetto che finanzia la realizzazione della nuova struttura dedicata alla storia del Novecento con un investimento di 110 milioni di euro. La data ultima per presentare la propria candidatura è venerdì 8 giugno.

Tra i requisiti generali specificati nel documento (in fondo all'articolo i testi da scaricare): avere ricoperto funzioni direttive per almeno un triennio in musei pubblici e privati, in Italia o all’estero; essere in possesso di una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile da formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e concrete esperienze nel contesto museale; l’aver maturato esperienze in ambito curatoriale, editoriale, televisivo, musicale e nell’organizzazione di eventi culturali.

Abbiamo chiesto a Guido Guerzoni, da 11 anni project manager del museo che inaugurerà il primo dicembre, quali peculiarità dovrà avere il nuovo direttore.

Il bando richiede come requisito di accesso una laurea specialistica o magistrale ma non specifica un particolare corso o indirizzo.
Dal momento che il museo avrà una collezione permanente sulla storia del Novecento italiano ma non un tema prevalente tra le 8 sezioni previste (Società, Consumi e stili di vita, Scienze e tecnologie, Economia, Città e paesaggio, Politica, Cultura e media, Identità, Ndr) abbiamo preferito lasciare un margine piuttosto ampio rispetto alla laurea specialistica di provenienza. Posta una certa enfasi sulla gestione di collezioni digitali e sull’utilizzo di tecnologie multimediali applicate ai musei, consideriamo importante aver svolto un’esperienza direttiva in una realtà museale, che può esser della scienza, del cinema come di arte contemporanea. Era determinante per noi non penalizzare l’esperienza rispetto alla tipologia di laurea.

Quindi vi basate molto sulla capacità gestionale e sul bagaglio esperienziale maturato
A parte l’esperienza pregressa, cerchiamo un profilo che riunisca competenze manageriali e di natura scientifico-curatoriale.
M9 è un case innovativo, è il primo museo di nuova generazione (e con la più grande collezione digitale) a essere realizzato in Italia. Questo pone sfide e interrogativi per chi verrà a dirigerlo, soprattutto per il continuo rinnovamento dei contenuti.
Abbiamo chiuso accordi con 94 enti di cui quasi 60 ci hanno fornito il materiale a titolo gratuito. Il fatto che le collezioni digitali siano molto ampie ci consente di ipotizzare cambiamenti, modifiche e ciò richiede competenze ibride, familiarità con alcune tecnologie, sensibilità per capire che cosa valga la pena modificare. Poi c’è l’aspetto della programmazione delle mostre temporanee che richiede grande esperienza e capacità di visione.
Dopo una «maratona» iniziata 11 anni fa, ora passo il testimone. Vorrei lasciare M9 in buone mani magari a un candidato giovane. Spesso i più giovani sono quelli che hanno più energia, più voglia, più freschezza anche se purtroppo in Italia è difficile trovare 45enni che abbiano già svolto tre anni di esperienza direttiva.
Trattandosi inoltre di un bando internazionale ci auguriamo ci possano essere delle risposte da parte di candidati anche stranieri.

Come si svolgerà la selezione?
Le candidature verranno esaminate da una commissione mista che includerà anche uno o due direttori museali e che provvederà alla definizione di una terna di candidati. Sarà poi il Consiglio di amministrazione della Fondazione di Venezia a scegliere tra questi.

Quale sarà la prima mostra temporanea con cui il museo aprirà?
La prima proposta sarà una mostra fotografica che porrà in dialogo grandi maestri e grandi autori del panorama italiano con i temi della collezione permanente: una riflessione sull’utilizzo della fotografia come linguaggio novecentesco.

Da ultimo, come proseguono i lavori e l’allestimento?
Il rivestimento esterno (in piastrelle di ceramica policroma, cifra distintiva del progetto firmato dallo studio Sauerbruch Hutton, Ndr) è in fase di completamento.
L’allestimento, come da cronoprogramma, verrà ultimato il 15 di agosto. Seguirà il periodo dedicato alla simulazione e poi si aprirà il primo dicembre.

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