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Archeologia


Tutti a corte

Pronta la nuova agorà del Museo Salinas

Un render dell’affaccio sull'agorà del Salinas con la copertura vetrata

Palermo. A quasi dieci anni dall’avvio del restauro del Museo Salinas, tra mancata previsione del riallestimento per cui il progetto scientifico si è dovuto adeguare a quello architettonico, intoppi amministrativi e tecnici, procedure farraginose e spesa sottostimata che ha reso necessario agganciare diversi canali di finanziamento (europei, Cipe e regionali) al completamento del restauro del complesso monumentale della seicentesca Casa dei Padri Filippini, che dal 1866 ospita il museo, mancava un importante tassello, il recupero della terza corte finalmente pronta per l’inaugurazione (al momento non si conosce ancora la data). Per la copertura si era dovuto attendere un parere dell’Avvocatura dello Stato e l’intercettazione di nuovi fondi: 1 milione e 900mila del Cipe, che si aggiungono ai 9 milioni e 500mila euro del Por 2000-2006 per l’intero museo. Tutto sommato, un terzo rispetto ai 33 milioni del museo dei Bronzi di Riace.

La «nuova agorà, spiega la direttrice Francesca Spatafora, è stata ottenuta grazie al recupero dell’originaria spazialità, pesantemente modificata dall’edificazione alla fine dell’Ottocento di una sala adatta ad accogliere i grandi mosaici rinvenuti in piazza della Vittoria. All’intervento filologico, che ha permesso anche di riportare alla luce l’antico selciato della corte, si è affiancato il più moderno e ardito innesto delle coperture vetrate, consentendo di recuperare spazi ampi e architettonicamente significativi».

L’allestimento (48mila euro, su capitoli ordinari del bilancio regionale) presenta sui lati lunghi il complesso delle gronde leonine del tempio della Vittoria di Himera rinvenute nel 1929 (altri 15mila euro per la loro movimentazione). «Agli originali, prosegue la Spatafora, sono affiancati tre calchi che riprodurranno anche il colore che caratterizzava le sculture nell’antichità, così come rappresentato nel disegno realizzato al momento del ritrovamento». Infine, «nella parete di fondo della corte è stato ricostruito, nella configurazione data da Ettore Gabrici, il frontone del tempio C di Selinunte con al centro del timpano il grande Gorgoneion, mentre lo spazio centrale gradinato su due lati potrà essere utilizzato per iniziative di vario genere».

Per l’allestimento del primo e secondo piano del museo non sono ancora disponibili le somme del «Patto per il Sud» (1,8 milioni). Il completamento del più antico museo pubblico di Sicilia sconta l’assenza di un cronoprogramma da parte dell’Assessorato Bbccis, la stessa che negli anni passati ha costretto ad annunci puntualmente disattesi, come la mostra con prestiti del British prevista a settembre 2016, ma aperta solo da qualche mese (cfr. lo scorso numero p. 32), o la stessa terza corte che doveva essere presentata nel marzo 2017 con la mostra della collezione Merz, non più fatta. 

MUSEO ARCHEOLOGICO SALINAS


di Silvia Mazza, da Il Giornale dell'Arte numero 384, marzo 2018


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