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Dietrofront sul «Bando periferie»

Il Governo gialloverde ha stoppato il decreto dei precedenti governi Renzi-Gentiloni

Le ex Officine Meccaniche Reggiane a Reggio Emilia

Tutti sconcertati e l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sul piede di guerra quando, con il decreto Milleproroghe convertito in legge il 20 settembre, il Governo gialloverde ha stoppato il decreto periferie dei precedenti governi Renzi-Gentiloni: 2,1 i miliardi di euro e 120 progetti presentati da Comuni e Città metropolitane, le prime 24 convenzioni firmate a marzo 2017 (500mila euro) salvate, le altre 96 firmate a fine 2017 (altri 1,6 milioni) congelate fino al 2020. «Il Bando periferie è stato il cardine attorno a cui enti, istituzioni, associazioni, ordini professionali, università, imprenditori, giovani e volontari hanno ripensato intere aree abbandonate delle città: interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing», si legge sul sito dell’Anci, che conta la sospensione per un totale di 1.625 interventi in 326 Comuni italiani, di cui un terzo in Sicilia.

Per non parlare della fuga dei privati, cofinanziatori dei progetti per 1,1 miliardi, e, sempre secondo l’Anci, «una perdita reale di 42mila posti di lavoro ed effetti diretti e indiretti su 9,5 miliardi di euro, considerando l’indotto». Il 18 ottobre poi la svolta che ha premiato la rivolta e la tenacia dei sindaci d’Italia, con la marcia indietro del Governo: «Abbiamo vinto una battaglia, una battaglia condotta non soltanto dai sindaci ma da milioni di cittadini, quelli che vivono nelle periferie, ai quali avevamo promesso un’operazione di ricucitura urbanistica e sociale che forse non avevano mai avuto. La compattezza dei sindaci, insieme al sostegno delle Regioni e delle forze parlamentari, ha avuto ragione del Governo», ha dichiarato il presidente dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari, annunciando l’accordo che sarà recepito nella legge di bilancio.

Le risorse verranno rimodulate, ma nessun cantiere si interromperà: «Da oggi riparte un grande progetto di riqualificazione, ha aggiunto il vicepresidente vicario Anci Roberto Pella, che ha un valore strategico per le città e i territori». Roma e Torino riavranno 40 milioni a testa, Napoli i soldi per riqualificare Scampia, Venezia gli oltre 50 milioni per l’ex Manifattura Tabacchi, e così via (nella foto, le ex Officine Meccaniche Reggiane a Reggio Emilia). Intanto la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del Mibac assegna 50mila euro a Iaqos, avatar digitale di quartiere (sarà attivato per la prima volta a Torpignattara a Roma), progetto vincitore del concorso «Periferia intelligente» teso a unire rigenerazione urbana, innovazione e creatività.

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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