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Mostre

Maragliano & discepoli

A Palazzo Reale lo scultore e imprenditore ligure maestro del legno

Il viso di un san Michele Arcangelo, particolare di un'opera conservata a Celle Ligure (Sv)

Rinomato autore di sculture lignee e una tra le più rappresentative figure della cultura artistica genovese del Sei e Settecento, Anton Maria Maragliano, grazie all’innovazione linguistica delle sue opere e alla sua abilità imprenditoriale, ha legato la sua fama a una produzione plastica ricca e articolata dal punto di vista stilistico e iconografico. La diffusione della sua statuaria in tutto il territorio della Repubblica Genovese fu determinata anche dal fondamentale contributo dei suoi collaboratori e allievi che, proseguendone l’opera oltre la fine del Settecento, hanno peraltro creato non pochi problemi di attribuzione agli storici.

Con l’esposizione «Anton Maria Maragliano 1664-1739» a Palazzo Reale, Teatro del Falcone, dal 10 novembre al 10 marzo, che sarà accompagnata da una giornata di studi focalizzata su recenti interventi conservativi sulla sua opera, Daniele Sanguineti (curatore della mostra e del catalogo scientifico edito da Sagep) proporrà per la prima volta al pubblico, dopo un ventennale lavoro di ricerca, un’analisi a tutto campo sulla sua attività artistica.

L’evento espositivo documenterà infatti la ramificata attività imprenditoriale cui Maragliano diede vita nella bottega di Strada Giulia dove, come ricordato dal biografo Carlo Giuseppe Ratti, «v’aprì studio, e ammise Discepoli», ma anche il ruolo svolto dai suoi collaboratori, ai quali lo scultore ricorse sin dagli esordi per accelerare i tempi di esecuzione e per affrontare più commissioni in contemporanea.

La variegata esperienza artistica di Maragliano sarà dunque esaminata attraverso un percorso cronologico e tematico. Da un lato si ricostruirà la sua formazione, influenzata da artisti come Giovanni Battista Agnesi, scultore di figura piuttosto tradizionale, Giuseppe Arata, attivo nella decorazione di galee e nella realizzazione di sculture di gusto arcaico, o Giovanni Battista Bissoni, autore di un Crocifisso per la Chiesa di Santo Spirito che rappresentò per Maragliano un fondamentale modello di riferimento. Dall’altro, si testimonieranno attraverso documenti, incisioni e acquerelli il suo periodo di tirocinio e i suoi ambienti di lavoro.

L’esposizione proporrà quindi approfondimenti su temi connessi alla sua ricerca plastica: ad esempio le fasi progettuali, caratterizzate dai vincoli dei modelli concordati con la committenza, come nel caso del «San Michele Arcangelo» di Celle Ligure (1694) o del «San Sebastiano» per i Disciplinanti di Rapallo (1700); ma anche la sua collaborazione con i pittori, in particolare con l’ambito famigliare della bottega di Domenico Piola, con il quale Maragliano strinse una salda amicizia.

A conferma della diffusione dei suoi modelli espressivi e dello sviluppo dell’eredità maraglianesca, la mostra proporrà dunque una documentazione di opere di impianto spettacolare o di piccolo formato (i Crocifissi, le Madonne in trono, le teatrali casse processionali e la statuaria presepiale) e un collegamento di visita con i tesori conservati nelle chiese genovesi e con la Pinacoteca dell’Accademia Ligustica, dove sarà allestito un presepe con le statuine delle collezioni civiche.

Matteo Fochessati, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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