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Restauro


Pistoia

Visitare la «Visitazione»

Gli interni affrescati di San Leone riaprono dopo il restauro con un ospite d’onore

Particolare delle pitture murali a San Leone

Pistoia. Col suo ricco calendario di eventi, incontri e mostre, Pistoia capitale della cultura 2017 nelle intenzioni del sindaco Samuele Bertinelli e del comitato scientifico (composto da Giulia Cogoli, Virgilio Sieni e Carlo Sisi) propone eventi che non mirano a «conseguimenti effimeri, ma stabili» con l’obiettivo di valorizzare anche negli anni a venire una città colta e ricca di testimonianze illustri dell’antico e contemporanee, dalla collezione Gori alla Fattoria di Celle al padiglione dell’emodialisi dell’Ospedale.
Tra gli interventi di rigenerazione urbana, oltre all’Ospedale del Ceppo col fregio di Santi Buglioni, importante è stato il restauro dell’apparato decorativo della Chiesa di San Leone, promosso dalla Diocesi di Pistoia, dalla Chiesa Cattedrale di San Zeno e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, e cofinanziato da Conad del Tirreno e Fondazione Cassa di Risparmio Pistoia e Pescia. Già Chiesa dello Spirito Santo di proprietà della Chiesa Cattedrale di Pistoia, San Leone si trova alla spalle della Cattedrale stessa ma è sconosciuta agli stessi pistoiesi perché chiusa da anni. Risale al XIV secolo con successivi interventi nel XVII e soprattutto nel XVIII che ne fanno uno degli edifici più importanti del Settecento pistoiese. La decorazione pittorica delle pareti, del soffitto e del catino absidale è infatti un’antologia della cultura figurativa del Settecento, con opere di Vincenzo Meucci e Giuseppe Del Moro, al quale subentrò Mauro Tesi che decorò la parte centrale della volta. Il restauro ha riguardato anche le decorazioni in stucco, pietra e finti marmi.
A suggello del recupero, fino al 7 gennaio nella chiesa è esposta, a cura di Maria Cristina Masdea, la «Visitazione» di Luca della Robbia. Il gruppo, scolpito nel 1445 ca per l’altare della Confratenita di sant’Elisabetta nella chiesa pistoiese di San Giovanni Fuorcivitas, è stato di recente sottoposto a indagini diagnostiche, restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure ed esposto nella rassegna «Della Robbia: Sculpting in Color in Renaissance Florence» al Museum of Fine Arts di Boston e alla National Gallery di Washington. L’opera rivela la profonda sensibilità dell’artista nel rendere, tramite la tecnica della terracotta invetriata di cui era l’inventore, il mistero e la potenza dell’incontro tra le due donne. Tali aspetti sono esaltati dall’allestimento e dal gioco di luci scelte che lasciano il gruppo un poco in penombra, in sintonia con l’intimità di quell’incontro. Un video documenta gli interventi sugli affreschi e sul gruppo robbiano. Le travagliate vicende durante la seconda guerra mondiale della «Visitazione» e di altre opere del patrimonio artistico pistoiese messe in salvo da uomini incuranti dei bombardamenti sono inoltre raccontate nella mostra fotografica «Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione». Allestita dall’8 al 20 settembre nel Chiostro di San Lorenzo dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia e dalla Fondazione Cdse, l’esposizione fa parte del progetto «Resistere per l’arte. Guerra e patrimonio artistico in Toscana» promosso dalla Regione Toscana, che ha finanziato le ricerche e la pubblicazione di un omonimo volume di Alessia Cecconi.

di Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 378, settembre 2017


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