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Archeologia


In un'epigrafe di quattro metri la storia di un princeps pompeiano

Scoperto negli scavi di Pompei il monumento funebre di un munifico personaggio

Archeologi ripuliscono l'epigrafe nel monumento funebre che si presume di Alleio Nigidio Maio

Pompei (Napoli). Con la sua epigrafe di quattro metri e sviluppata su sette righe, la più lunga mai rinvenuta a Pompei, il monumento funebre riemerso poco fuori Porta Stabia durante i lavori di ristrutturazione degli edifici demaniali, secondo Massimo Osanna, direttore generale del Parco Archeologico pompeiano, fa riscrivere un intero capitolo della storia della città distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C.
L’iscrizione è una sorta di riassunto della vita di un pompeiano, presumibilmente Alleio Nigidio Maio, individuato attraverso il termine «princeps» riportato nell’epigrafe, un personaggio pubblico all’epoca famoso, amico di Nerone, che inizia con il dare informazioni sulla sua vita raccontando che quando raggiunse la maggiore età e prese la toga virile, diede un grande banchetto per i suoi concittadini, allestendo 456 triclinii nei quali i pompeiani poterono apprezzare la sua munificenza. Non pago, allestì uno spettacolo con 416 gladiatori, un evento che se per Roma poteva essere un comune era invece straordinario per Pompei (in tutti gli spettacoli dati in questa città si è accertato che mai più di 30 coppie si sono esibite).

Tra le altre vicende, Alleio Nigidio Maio racconta anche che cosa successe nel 59 d.C. tra nocerini e pompeani, aggiungendo particolari che Tacito non aveva riferito: ovvero, che i magistrati pompeiani esiliati per non aver prevenuto la rissa vennero riportati a Pompei solo in virtù dei suoi buoni uffici e dei suoi buoni rapporti con Nerone.
Altro grande spettacolo, questa volta di venationes, venne offerto sempre da Nigidio Maio quando si sposò. E per questi motivi venne ricordato dai suoi concittadini con l’appellativo di princeps. La tomba è stata così messa in relazione con un bassorilievo, ritrovato un secolo e mezzo fa, attualmente al Mann di Napoli,  mai però collocato o messo in relazione con qualcuna delle tombe ritrovate nell’area.
Il rilievo, su tre registri,  lunghi quattro metri e mezzo per un’altezza di centocinquanta centimetri, riporta tre momenti dei giochi: apertura, sfilata e  suonatori di corno; gladiatori, di specialità differenti: traci, cavalieri, mirmilloni, impegnati nei combattimenti, nella sezione centrale. Nel registro di base, invece, sono proposti combattimenti tra uomini e animali, e di animali tra loro.

di Carlo Avvisati, edizione online, 26 luglio 2017


  • Particolare dell'epigrafe del monumento  funebre rinvenuto a Pompei
  • Rilievo con scene di munera e venationes conservato al Mann di Napoli: si stima provenga dalla tomba di Alleio Nigidio Maio trovata a Pompei

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