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«Magister Giotto» alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia, una «mostra senza opere» in grado di raccontare l’arte e la vita del grande maestro toscano

La mostra Magister Giotto alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia

Venezia. «Magister Giotto», la mostra senza opere, ma in grado di raccontare con intenti didascalici e particolari attraverso l’aiuto di insigni storici dell’arte la vita del grande artista, ha aperto i battenti ieri, giovedì 13 luglio. La rassegna prosegue fino al 5 novembre presso la Scuola Grande della Misericordia. Qui i curatori, sotto la regia del direttore artistico Luca Mazzieri, hanno messo insieme uno «spettacolo» che racconta vita e opere di Giotto da Bondone (1267 ca. – 1337) attraverso alcune collaborazioni di eccellenza come Luca Zingaretti (voce narrante), Paolo Fresu (colonna sonora), un comitato scientifico composto da esperti giotteschi. Ne fanno parte Alessandro Tomei (curatore dell’esposizione) e Serena RomanoDobbiamo smetterla di parlare solo tra noi specialisti» ha detto in un applaudito intervento), specialista che nel 2015 a Palazzo Reale di Milano ha realizzato l’ultima mostra sul grande maestro toscano.
Oltre a loro Giuliano Pisani, filologo classico, Cesare Barbieri, professore emerito di astronomia dell’Università di Padova (l’evento si chiude con una emozionante sezione dedicata alla cometa di Halley, raffigurata da Giotto e oggetto, tra 13 e 14 marzo 1986, della Missione omonima che passò ad appena 600 chilometri dalla più celebre fra le comete che «sfiora» la terra ogni 75 anni da molti secoli) e l’esperta Stefania Paone. Tutte queste professionalità hanno dato vita a un percorso in sette tappe che racconta l’opera di Giotto, non derogando su nessun aspetto, citazione delle fonti e analisi filologica, proprie di uno studio scientifico. Sono stati utilizzati strumenti moderni, come video, luci, accorgimenti scenografici, che permettono di analizzare da vicino particolari di tavole e affreschi del maestro che altrimenti per il grande pubblico sarebbe impossibile osservare.
E per una volta non si spostano le delicatissime opere mobili di Giotto anche se, certo, a fianco dell’intento lodevole di trasmettere informazioni a chi esperto non è, sarebbe stato perfetto avere in questa esposizione anche alcuni pezzi fisici del magister. Attraverso il lavoro firmato dagli architetti Alessandra Costantini, Corrado Foglia e Raffaele Di Vaio si vedono dunque in scala 1:1 le principali figurazioni giottesche, abbinate a rarissimi filmati d’epoca (proiettati al piano terra della Misericordia) come l’arrivo del re d’Italia alla storica mostra giottesca del 1937 a Firenze.

«Non è un caso, spiegano Stefano Vegni e Renato Saporito, rispettivamente presidente-fondatore e amministratore delegato della società organizzatrice e finanziatrice Cose belle d’Italia, se questa esposizione dopo Venezia sia già stata richiesta da molte sedi tra Europa, America e Asia perché esiste anche fame di spiegazioni culturalmente accreditate, ma di accesso non specialistico. E stiamo già lavorando su altri due appuntamenti: «Magister Canova» per il 2018 e per «Magister Raffaello» per il 2019. Sono progetti certamente “speciali”, frutto di operazioni che richiedono il massimo delle professionalità, di un lungo lavoro di preparazione, di comitati scientifici di massimo calibro, insieme a registi, scenografi, illustratori, direttori della fotografia, squadre multidisciplinari di eccellenze che prevedono collaborazioni artistiche come quelle di Fresu e Zingaretti. ll nostro obiettivo è offrire, in questo settore nuovo, il meglio di quanto cultura, stile e tecnologia oggi consentono per dare nuovo impulso alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano anche attraverso aziende riconosciute come Utet Grandi Opere, Fmr, Amadeus che fanno parte del nostro Gruppo». «Magister Giotto» è anche associato a importanti iniziative dell’Unione europea quali «l’EU-China High-Level People-to-People Dialogue» nell’ambito del quale sarà protagonista al Forum B.creative cofinanziato dalla Commissione Europea (Shenzhen, Cina, 15-17 dicembre ‘17), e alle attività previste nel quadro dell’Anno europeo del patrimonio culturale e Anno UE-Cina sul turismo che ricorrono nel 2018.

di Stefano Luppi e Veronica Rodenigo, edizione online, 14 luglio 2017


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