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Santander, quattro mostre per inaugurare il Centro Botín disegnato da Renzo Piano

Apertura il 23 giugno con le rassegne dedicate a Goya, Carsten Höller, Julie Mehretu e i capolavori della sua collezione

Un particolare del rivestimento esterno del Centro Botín, composto da 270mila dischi di ceramica.  Foto di Gerardo Vela © Fundación Botín.

Santander (Spagna). Con tre anni di ritardo sulla data prevista per la sua inaugurazione, il 23 giugno apre al pubblico il Centro Botín, il primo progetto spagnolo di Renzo Piano. L’edificio si affaccia sul golfo, dove una volta approdava il traghetto, come un Ufo appena atterrato nella cornice cantabrica. Costato circa 80 milioni di euro, il Centro Botín ha una superficie costruita di oltre 10mila metri quadrati, 2.500 dei quali riservati alle esposizioni; il rivestimento esterno, composto di 270mila piastrelle rotonde di ceramica, riflette il mare e il cielo, dando un aspetto cangiante ai due volumi connessi della costruzione, circondata dagli storici Jardines de Pereda.

La Fundación Botín, presente nel mondo dell’arte contemporanea spagnola dai primi anni Ottanta, inaugurerà la nuova sede con quattro mostre, che mirano ad attirare pubblici diversi. La più attesa è «Y» di Carsten Höller che Vicente Todolí porta per la prima volta in Spagna con diverse nuove opere, oltre ai lavori storici presentati anche a Milano nel 2016, come l’installazione che dà titolo alla mostra o «Elevator bed», che permetterà ad alcuni fortunati di dormire nella sala d’esposizione in un letto che può sollevarsi più di 3 metri e mezzo. Höller è anche intervenuto nei giardini, manipolando la programmazione dei lampioni del parco in modo che emettano tre minuti di luce lampeggiante ogni ora.
Nei giardini ha lavorato anche Cristina Iglesias, vedova del compianto Juan Muñoz, che con acqua, pietra e acciaio ha creato quattro pozzi e uno stagno che evocano un misterioso giardino subacqueo. L’artista sta anche preparando una mostra prevista per la prossima stagione.

Il programma inaugurale continua con «Palinsesto», la più grande antologica mai realizzata di Julie Mehretu con più di 30 dipinti e 40 disegni che ripercorrono l'evoluzione della 47enne artista (statunitense, ma nata in Etiopia nel 1970), dalle sperimentazioni dei primi anni fino ai grandi formati di oggi.
L’obiettivo della neonata istituzione spagnola è ritagliarsi uno spazio tra i centri più importanti del circuito internazionale e diventare il motore del definitivo decollo turistico della zona. Così per gli amanti dei classici, Benjamin Weil, direttore artistico del Centro Botín, ha preparato «Leggerezza e audacia», una mostra di disegni di Goya, curata da José Manuel Matilla e Manuela Mena, due degli specialisti più reputati del Museo del Prado, che presterà un gran numero di opere. Le due istituzioni lavoreranno insieme anche al progetto del Catalogo ragionato dei disegni di Goya, in cinque volumi, il primo dei quali uscirà entro l'anno.
Uno spazio permanente sarà dedicato all’importante collezione Botín, che verrà proposta in rassegne a tema, a partire da una selezione delle opere acquistate dalla Fundación Botín negli ultimi dieci anni.

Grazie alle grandi vetrate, l’edificio disegnato da Renzo Piano offre diversi scorci e prospettive; a questi si aggiungono il panorama a 360º che si ammira dalla terrazza sul tetto e la vista sul golfo della taverna marinara, diretta dallo chef Jesús Sánchez, due stelle Michelin.

di Roberta Bosco, edizione online, 10 maggio 2017


  • Un'immagine del Centro Botín. Foto di Belén de Benito © Fundación Botín
  • Un'immagine del Centro Botín. Foto di Belén de Benito © Fundación Botín

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