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Mostre


La Cini nel 2018: disegni, i vetri di Scarpa e l'homo faber europeo

La produzione vetraria di Carlo Scarpa per Cappellin sarà al centro della mostra curata da Marino Barovier per Le Stanze del Vetro

Venezia. Nella fitta programmazione culturale della Fondazione Cini per il 2018 decisa dal consiglio di amministrazione presieduto da Giovanni Bazoli e presentato ieri a Venezia figurano anche cinque appuntamenti espositivi.   

La sede di Palazzo Cini a San Vio, aperta stagionalmente  dal 20 aprile al 15 novembre grazie alla partnership con Assicurazioni Generali, ospita due mostre dedicate al disegno. Si comincia in primavera con «Idea e progetto. Disegni dalle raccolte grafiche della Fondazione Giorgio Cini» con una sessantina di opere tra le più belle e significative della fondazione veneziana (dal 20 aprile fino a luglio). In autunno sarà invece esposto il corpus di disegni autografi di due protagonisti dell’arte bolognese della seconda metà del Settecento, i pittori e incisori bolognesi Ubaldo e Gaetano Gandolfi. Accanto ai fogli, saranno allestiti anche alcuni dipinti.

Un altro filone ormai consolidato della programmazione della Cini è quello del vetro. Nell'ambito di Le stanze del vetro, l'iniziativa per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria veneziana del Novecento nata dalla collaborazione tra Fondazione Cini e Pentagram Stiftung, si rivisiterà la produzione del Cirva di Marsiglia in una mostra a cura di Isabelle Reiher, direttrice del centro marsigliese («Una fornace a Marsiglia-Centro Internazionale di Ricerca sul Vetro e le Arti plastiche /CIRVA», dal 9 aprile al 29 luglio). Una parte della rassegna sarà ospitata dalla Fondazione Querini Stampalia e qui Chiara Bertola, responsabile per l'arte contemporanea dell'istituzione, si affiancherà alla Reiher nella curatela.

Dopo «Vittorio Zecchin: i vetri trasparenti per Cappellin e Venini», ancora in corso (fino all'8 gennaio), Marino Barovier indagherà l’attività della vetreria Cappellin in relazione ai progetti del giovane Carlo Scarpa  («La vetreria Cappellin e il giovane Carlo Scarpa», dal 9 settembre al 6 gennaio 2019). È in prparazione anche il catalogo ragionato della produzione vetraria dell'architetto e designer veneziano. 

Ma è la «titanica» e inedita mostra dedicata ai mestieri d’arte in Europa, «Homo Faber», l’evento principale nell’ambito della programmazione per il 2018 decisa dal consiglio di amministrazione della Fondazione Cini di Venezia, presieduto da Giovanni Bazoli. In programma dal 14 al 30 settembre negli spazi della stessa Fondazione, nell'Isola di San Giorgio, e realizzata in collaborazione con la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, la rassegna ha l'obiettivo di dare rilievo mondiale all’eccellenza artigiana, promuovendo la conoscenza e la visibilità dei maestri d’arte.

Un variegato campionario di oggetti realizzati con tecniche artigianali, dai gioielli alle biciclette su misura, con la possibilità di assistere dal vivo alla loro creazione grazie alla presenza degli artigiani, occuperà una superficie di 4mila metri quadrati, facendo di «Homo Faber» la più grande mostra mai realizzata presso la Fondazione Giorgio Cini.

Il tradizionale convegno di studi storici quest'anno è incentrato su «Luoghi per la cultura; cultura per i luoghi» (7-9 maggio). Si segnala poi  quello su «PIETRO pictore ARETINO. Una parola complice per l’arte del Rinascimento» (17-19 ottobre).

Infine, il restauro dell’antico squero trasformato in auditorium ha vinto il Premio Torta, assegnato ogni due anni dall’Ateneo Veneto. A inaugurare la stagione, il 24 febbraio, un concerto di Mario Brunello.

di Lidia Panzeri , edizione online, 5 dicembre 2017


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