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Prado, adiós Zugaza

Il direttore del museo madrileno lascia l'incarico dopo 15 anni per ritornare al Museo de Bellas Artes di Bilbao

Miguel Zugaza ha diretto il Museo del Prado negli ultimi 15 anni

Madrid. Miguel Zugaza (Durango, Biscaglia, 1964), il direttore più giovane che abbia mai avuto il Prado e quello che più a lungo ha conservato la carica, ha informato ieri la commissione permanente del Patronato che lascerà il museo dopo quasi 15 anni. Zugaza ha anche annunciato la sua intenzione di tornare al Museo de Bellas Artes di Bilbao, lasciato nel 2001 quando vinse il concorso per dirigere la più importante pinacoteca spagnola.

Zugaza ha ringraziato per il sostegno ricevuto in questi anni e ha assicurato che «gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti». «Per il Museo del Prado ora si apre una nuova fase, gravida di aspettative, con l'obiettivo puntato sul bicentenario [nel 2019, Ndr] e sulla conclusione del Campus del Museo con il nuovo edificio del Salón de Reinos che ristrutturerà Norman Foster», ha affermato Zugaza, uno dei direttori più amati della storia del Prado, uomo di grande consenso, capace di importanti e cruciali decisioni, così come di mantenersi indipendente e per quanto possibile estraneo alle strategie mediatiche e ai giochi di potere.

L’uomo che ha guidato il destino del Prado nel nuovo millennio e ha diretto il primo grande ampliamento del museo realizzato da Rafael Moneo, ha ammesso di sentirsi molto fortunato per la possibilità di ritornare, con tutta l’esperienza acquisita in questi anni, al Museo de Bellas Artes di Bilbao, del quale è stato direttore dal 1995 al 2001.
Iñigo Méndez de Vigo, ministro dell'Educazione, Cultura e Sport, ha ringraziato personalmente il direttore per i servizi prestati all’istituzione e gli ha chiesto di continuare a collaborare con il progetto per la celebrazione del bicentenario del Museo. Unai Rementería, deputato della Biscaglia e presidente del patronato del museo di Bilbao, non ha nascosto la soddisfazione per il ritorno di Zugaza, che senza dubbio darà nuovo impulso al museo, diretto in questi anni da Javier Viar Olloqui, in procinto di andare in pensione.

I due musei hanno deciso di restare in contatto per favorire la transizione, ma comunque Zugaza continuerà in carica a pieno ritmo fino al momento di passare le consegne al suo successore. Intanto, il ministro ha richiesto l’immediata creazione di una commissione specifica, in seno al Patronato, affinché proceda, così come prescrivono gli statuti, ad avviare la procedura per selezionare il nuovo direttore, che sarà poi nominato dal Consiglio dei Ministri.

Da parte sua José Pedro Pérez-Llorca, presidente del Real Patronato del Museo, ha sottolineato che «il Prado non potrà mai ringraziare abbastanza Miguel Zugaza per l’intelligenza, la sapienza, l’immaginazione e la tenacia con cui ha diretto un’istituzione complessa e con molteplici esigenze». «Il frutto del suo lavoro, cioè il grande successo internazionale del Prado, è evidente e conclamato», ha concluso Pérez-Llorca.

Arrivato trentasettenne al Prado, Zugaza sarà ricordato per avere varato numerosi provvedimenti volti a modernizzare l’istituzione. Uno dei suoi maggiori successi è stato ottenere la Legge del Prado, approvata nel 2003, che assegna al museo un’autonomia economica e programmatica molto maggiore. Pur non essendo passato indenne attraverso i peggiori anni della crisi (nel 2012 ha sestuplicato le perdite), il Prado chiuderà la gestione 2016 con il record assoluto di visitatori della sua storia, grazie alla mostra dedicata a Bosch. La pinacoteca, che con Zugaza ha raggiunto una percentuale di autofinanziamento pari al 72%, riceve una dotazione pubblica di 45 milioni di euro e possiede oltre 27mila opere, delle quali oltre 7.800 sono dipinti; 1.150 fanno parte dell’esposizione permanente.

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