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Archeologia


Napoli

Non solo Egizi

L’8 ottobre al Mann riaprono la collezione egizia e quella epigrafica

Monumento di Amenemone  Granito nero, h 48,5 cm, largh. 81,5 cm, spess. 36,8 cm XIX dinastia (1295-1186 a.C.) Tebe ovest Collezione Borgia.

Napoli. L’8 ottobre riapre la raccolta egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) che per ricchezza di reperti è una delle maggiori d’Italia e che, essendosi costituita nel 1821, può essere considerata la più antica d’Europa. L’evento costituisce l’ultima tappa di un progetto, al quale hanno partecipato anche il Museo Egizio di Torino e il sito archeologico di Pompei, che aveva come obiettivo l’indagine del rapporto tra la terra del Nilo e la regione campana. In quest’ambito, lo scorso 28 giugno, sempre al Mann, era stata inaugurata la sala dedicata ai culti orientali.

La raccolta egizia partenopea è rimasta chiusa al pubblico per sei anni nel corso dei quali l’allestimento della fine degli anni Ottanta è stato sottoposto a un radicale riammodernamento grazie a un progetto studiato dalla direzione del Mann in collaborazione con l’Istituto Orientale di Napoli. Gli interventi di maggiore rilievo hanno riguardato il controllo microclimatico e l’illuminotecnica. La nuova esposizione si sviluppa nel seminterrato del museo e prevede uno percorso tematico che prende le mosse da falsi settecenteschi, elementi di mobilio in stile egittizzante e calchi eseguiti dall’egittologo milanese Luigi Vassalli intorno al 1870 che documentano lo sviluppo del collezionismo egittologico a Napoli e in Italia. Le successive sezioni sono dedicate agli aspetti che più caratterizzano la civiltà dell’antico Egitto nell’immaginario collettivo: il sovrano, la tomba, la mummificazione, la religione, la magia e la scrittura. Maggiore originalità possiede la sezione dedicata ai rapporti con il Mediterraneo che trae spunto dal prezioso patrimonio di antichità egizie ritrovate in contesti archeologici campani. Il cospicuo nucleo di monumenti proveniente dai siti campani completa il quadro relativo al fenomeno dell’egittomania nel mondo romano che ha nella decorazione pittorica dell’Iseo di Pompei, sempre esposta negli ambienti del Mann, la più splendida rappresentazione.

In contemporanea con le sale egizie riapre anche la sezione epigrafica in un nuovo allestimento progettato dal dipartimento di Studi umanistici dell’Università Federico II di Napoli. Il Mann possiede una delle maggiori e più prestigiose collezioni di iscrizioni greco-romane esistenti al mondo con caratteristiche che la rendono unica nel suo genere. Testimonianze relative alla vita di tutti i giorni (manifesti elettorali, annunci di giochi gladiatori, graffiti su intonaco talvolta corredati da rozze figurazioni) come doveva svolgersi nei centri abitati distrutti dall’eruzione del Vesuvio nel 79, sono infatti esposti accanto a una cospicua raccolta di documenti in lingue preromane dell’Italia centromeridionale (osco, sabellico, vestino e volsco). Di notevole valore documentario sono anche le «Laminette orfiche di Thurii», ritrovate in due sepolture del IV secolo a.C., in oro e con iscrizioni in greco relative a culti misterici di natura orfico-pitagorica. Il nuovo allestimento prevede l’utilizzo di supporti esplicativi multimediali e una nuova guida per la sezione egizia edita da Electa. Per quest’ultima è stato anche realizzato un album a fumetti, dal titolo Nico e l’indissolubile problema… egizio, rivolto ai bambini il cui autore è Blasco Pisapia, architetto e fumettista napoletano noto per le sue collaborazioni con la Disney.

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di Francesco Tiradritti, da Il Giornale dell'Arte numero 368, ottobre 2016


  • Cassetta porta-ushabti di Mutemuia, cantatrice di Amon  Legno stuccato e dipinto, h 40,7 cm, lungh. 42,5 cm, largh. 18 cm Fine XX - inizio XXI dinastia (1100-1000 a.C. ca) Collezione Picchianti.
  • Sarcofago interno, cartonnage e mummia di Ankhhapy.  Sarcofago: lungh. 184 cm, largh. max. 50 cm ca., prof. 12 cm ca. Inizio epoca tolemaica (332-200 a.C. ca.), Akhmim Collezione Emilio Stevens.
  • Tavole di Eraclea, Lastra rinvenuta nella località Acinapura presso Eraclea nell’attuale Basilicata. Le iscrizioni si datano tra la fine del IV e l’inizio del III sec. a.C. (310 – 290 a.C.)
  • Gruppo statuario dei coniugi Paendua e Nescia.  Basalto nero, h 24 cm, largh. 14,5 cm, spess. 7,8 cm XIX dinastia (1295-1186 a.C.) Tebe ovest (?) Collezione Borgia.
  • Statua magica-teca centrale.  Basalto h 26 cm, largh. 20,5 cm, spess. 19,5 cm Epoca tarda (?) (664-332 a.C. ca) Collezione Borgia.
  • _ Stele di Amenhotep detto Huy, scriba della tavola e direttore della festa di Osiride  Calcare dipinto, h 81,5 cm, largh. 47 cm, spess. 9 cm ca. Nuovo Regno, intorno al regno di Seti I (1292-1279 a.C.) Menfi (?) Dono del Re delle Due Sicilie, fra il 1817 e il 1824.
  • Lamina orfica. La laminetta in oro, databile al IV sec. a.C., rinvenuta nella necropoli di Thurii
  • Sarcofago interno del tipo «yellow coffin». Legno sicomoro (?), stucco e pittura, lungh. 190 cm ca, largh. max 53 cm ca, h 30 cm ca. Fine XXI - inizi XXII dinastia (959-924 a.C. ca), Tebe Collezione Picchianti.
  • Statua naoforo di Uahibramerineit. Basalto, h 97,5 cm, largh. (della base) 27,5 cm, lungh. (della base) 56,6 cm XXVI dinastia (664-525 a.C.) Collezione Farnese
  • Studio di scultore, XXX dinastia - inizio epoca tolemaica (332-30 a.C.) Collezione Borgia.

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