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Era il più importante collezionista d'arte d'Italia

Torino. È morto in una clinica torinese Federico Cerruti, uno dei più importanti e meno conosciuti collezionisti d'Europa, probabilmente il più importante d’Italia. Autodidatta ma con una capacità eccezionale di riconoscere la qualità sia nella pittura che nelle arti decorative, ha riempito la sua villa vicino a Torino con tesori che, in quei pochi che li hanno visti, suscitavano ammirazione e desiderio.
La sua fortuna derivava dalla legatoria industriale di sua proprietà che per decenni ha prodotto gli elenchi telefonici italiani. Non sposato, Cerruti aveva un tenore di vita assai austero, era dedito alla beneficenza, specialmente verso le persone anziane, e si dice perfino che dormisse su una branda nella fabbrica invece di abitare nella sua villa. Chi abbia avuto la fortuna di essere invitato a vedere la collezione cominciava il percorso con i fondi d'oro, che erano stati scelti per la loro bellezza e ottimo stato di conservazione.
La sala da pranzo aveva vari De Chirico metafisici di eccezionale qualità e datazione. Tra i mobili vi erano dei capolavori del menuisier piemontese Piffetti (il celebre doppio corpo). Libri e incunaboli rari in rilegature fastose, come un librino devozionale coperto in oro smaltato tempestato di smeraldi, giacevano sui tavoli. La collezione copriva tutti i secoli dal Medioevo al moderno, fino ai surrealisti e all’opera di Burri. Cerruti non aveva eredi e negli ultimi decenni della sua vita si tormentava con la questione del futuro della sua collezione, che voleva sopravvivesse integra a lui.
Gli spasimanti (tra cui la città di Torino e di Genova, il Fai-Fondo Ambiente Italiano), primarie Fondazioni di origine bancaria come la Compagnia di San Paolo sono stati molti, ma Cerruti è morto senza averne scelto uno.

edizione online, 16 luglio 2015


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