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Vernissage


Wakefield

Piombo, lattice e carne

Una sua provocatoria performance del 1974 continua a far discutere e lei, Lynda Benglis, a 73 anni continua a sperimentare tecniche e materiali alla ricerca della fisicità del corpo umano

Lynda Benglis con l’opera «Scarab» (1990) installata alla Hepworth Wakefield

Lynda Benglis raggiunse una folgorante e duratura notorietà con l’apparizione nell’edizione di novembre 1974 della rivista «Artforum», vestita soltanto di un paio di occhiali da sole e con un grande dildo tra le gambe. Due degli editor della rivista diedero le dimissioni e le due pagine incriminate diventarono una delle icone della storia dell’arte femminista. Oggi, la settantatreenne artista è meno provocatoria, ma continua a sondare i limiti dell’artisticamente accettabile e a sfidare l’ortodossia con i suoi materiali vari e spesso dai colori intensissimi: dal lattice pigmentato al poliuretano brillante, dalla cera d’api al glitter, dal piombo all’alluminio e al bronzo. L’opera della Benglis, nata in Louisiana e prima di cinque figli da un padre greco-americano di seconda generazione, proprietario di una ditta di forniture per l’edilizia, mentre sua madre era figlia di un sacerdote presbiteriano dell’Alabama, è esposta nei musei e viene venduta alle fiere d’arte di tutto il mondo. Dopo gli studi d’arte e filosofia, ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Louisa Buck, da Il Giornale dell'Arte numero 351, marzo 2015


  • Una veduta della mostra  con la Benglis accanto all’opera «The Graces» (2003-05)
  •  il famoso paginone centrale con Lynda Benglis pubblicato nel numero di novembre 1974 di Artforum.

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