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Verona

Vari oggetti smarriti

Se un tempo la vita dell’uomo era costellata dalla presenza stabile e funzionale di oggetti, oggi la tecnologia lo ha spinto verso l’usa e getta che non lascia traccia alcuna nel nostro ricordo. Questo è il tema della mostra «Il destino delle cose», aperta fino al 28 febbraio presso La Giarina Arte Contemporanea. Si tratta di una collettiva che, curata da Luigi Meneghelli, riunisce opere di Arman, Bianconi, Borghi, Cargnelli, César, Favelli, Fischli & Weiss, Fogarolli, Girardi, Kantor, Schwitters e Spoerri. Se per Schwitters i suoi «brandelli di vita quotidiana» diventano frammenti di memoria e per Kantor gli «Ombrelli» si caricano di energia e movimento in attesa forse di risvegliarsi dal loro logoro torpore, per gli artisti più giovani la filosofia cambia, come si volesse costruire un mondo di oggetti che sconvolga quello conosciuto. In «Blackout», Christian Fogarolli raccoglie pezzi di vita personale (una vecchia cassapanca, una foto, un armadio sgangherato) che diventano tutt’uno con chi ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

D.V., da Il Giornale dell'Arte numero 349, gennaio 2015


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