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La zampata di Dario: «ArtBonus» e altre novità

Roma. Il decreto legge approvato il 22 maggio dal Consiglio dei ministri, ampio e complesso, fino all’ultimo giorno è stato chiamato «decreto cultura» prima di prendere il nome, con una buona azione di marketing, di «ArtBonus». Renzi ha anche preannunciato per le prossime settimane un disegno di legge delega di riforma del settore. In assenza del testo, al momento di andare in stampa, segnaliamo in sintesi i temi trattati:
qMisure per favorire il mecenatismo culturale, ovvero un credito di imposta del 65% nel 2014 e 2015, e del 50% nel 2016 a favore delle erogazioni liberali per interventi a tutela dei beni culturali pubblici. Inoltre: trasparenza sulle donazioni (obbligo di comunicare l’ammontare ricevuto e l’utilizzo); crowdfunding e fundraising (organizzazione al Mibact, a costo zero, di apposite strutture per incentivare donazioni).
q Semplificazione delle procedure per il Grande Progetto Pompei.
qTutela e valorizzazione della Reggia di Caserta.
q Riorganizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche.
q Tax credit per il cinema.
q Piano strategico Grandi Progetti Beni culturali e misure per il finanziamento: entro il 31 dicembre di ogni anno verrà adottato un piano strategico per i grandi progetti, che individuerà beni o siti che richiedono interventi.
q Eliminazione del limite dei 100 milioni per investimenti in favore dei beni culturali e ripristino del 3% delle risorse aggiuntive previste per le infrastrutture.
q Di questo 3%, 3 milioni di euro annui sono destinati, nel 2013-16, ad attività culturali promosse dagli Enti locali nelle periferie urbane.
q Rifinanziamento con 1,5 milioni di euro (sia per il 2015 sia per il 2016) del fondo per l’occupazione giovanile in ambito culturale.
q Misure a favore del turismo (tra cui i requisiti delle guide turistiche e la semplificazione delle procedure).
q Parziale liberalizzazione della riproduzione fotografica dei beni culturali.
q Facilitazione della consultazione degli archivi.
q Manager museale: si avvia la possibilità di creare Soprintendenze autonome, senza maggiori oneri, per i beni e i siti culturali di eccezionale valore (qui e nei Poli museali è prevista la figura dell’amministratore unico, da affiancare al soprintendente, con specifiche competenze gestionali e amministrative).
q Task force calamità naturali che il Mibact può attivare, per non più di 5 anni.

di M.R. , da Il Giornale dell'Arte numero 343, giugno 2014


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