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Lo sguardo nella ferita albanese di Enkelejd Zonja

Tirana (Albania). Nessun comunicato stampa per «Visit in the Wound» di Enkelejd Zonja, alla Zeta Art Center Gallery di Tirana fino al 6 aprile, l’argomento è troppo scottante. Pensata come una sola installazione, la mostra presenta infatti diversi elementi che sottendono all’ancora vivissimo tabù in Albania: il comunismo del suo recente passato.
Enkelejd Zonja (Fier, 1979; vive e lavora a Tirana) gioca con i maestri dell’arte come Caravaggio e la sua «Incredulità di san Tommaso», ne fa una versione ad hoc ribaltando la figura del Cristo risorto e sostituendolo con l’immagine dell’ex dittatore albanese Enver Hoxha. Con abilità ritrattistica, l’artista individua degli archetipi nei personaggi scettici a cui mostra il costato l’ex presidente del consiglio: con lui il comunismo è morto realmente?
L’altro elemento pittorico della mostra-installazione è una grande tela in cui lo stesso artista veste il ruolo di sacrificato. La citazione stavolta appartiene a un quadro degli Uffizi, «Il martirio di san Floriano» di Albrecht Altdorfer. La scena collettiva vede Enkelejd Zonja, inginocchiato, seminudo, con un fazzoletto rosso al collo, simbolo dell’appartenenza al partito comunista, circondato dalla propria famiglia. Mentre nel quadro del Cinquecento il santo doveva convertirsi al paganesimo per evitare il martirio, qui il pittore-protagonista sembra dover sottomettersi alle imposizioni dell’ideologia decaduta trasmesse, anche nella realtà, dall’ambiente in cui è cresciuto.
Completano l’opera una pila di camici ospedalieri, richiamo alla ferita metaforica del titolo della mostra, e un ferro da stiro, la pressione e la pesantezza delle regole subite dall’Albania in un determinato periodo. Enkelejd Zonja porta avanti da anni un lavoro dai molteplici linguaggi, dall’espressionismo al realismo ma attraverso i quali stende un filo rosso (colore non casuale) di un’analisi introspettiva e storicamente contestuale che sembra essere la voce di un’intera generazione albanese.

Graziella Melania Geraci, edizione online, 1 aprile 2014


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