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La classifica mondiale dei visitatori dei musei nel 2012

Nel 2012 9 milioni 720mila visitatori: un milione in più. Tutti i dati del 2012 sui visitatori dei musei in Italia e nel mondo nella classifica annuale di «Il Giornale dell'Arte» e di «The Art Newspaper»

Londra e Torino. L’arte di oggi potrà eclissare l’arte del passato nelle sale d’asta e nelle aule universitarie, ma non nei musei internazionali, e tantomeno in quelli italiani. I musei d’arte antica e quelli «universali» (Louvre, Metropolitan, Ermitage, i musei nazionali di Taipei e Seul...) richiamano milioni di visitatori (il museo parigino è sempre più al primo posto, e punta dritto ai 10 milioni di biglietti staccati), ben più di quelli di arte contemporanea (anche se la Tate Modern di Londra fa un gran balzo, subito a ridosso del podio, con +500mila visitatori). In Italia, il primo museo della nostra classifica relativa al 2012, ancora la Galleria degli Uffizi, ha richiamato un pubblico sei volte più numeroso del primo museo d’arte contemporanea, il Macro di Roma.

Nel mondo
La classifica internazionale e la posizione dei dieci musei più visitati nel 2012 hanno mostrato pochi cambiamenti rispetto all’anno precedente.
Il Louvre di Parigi, che il 22 settembre ha aperto un’ala dedicata all’arte islamica (cfr. n. 323, set. ’12, p. 13), ha accolto quasi un milione di visitatori in più, consolidandosi alla testa della classifica. L’apertura al Metropolitan Museum of Art di New York delle sue gallerie islamiche, oltre a quelle dedicate all’arte americana, ha favorito l’incremento dei visitatori (6,1 milioni di visitatori rispetto ai 6 milioni del 2011, sebbene la cifra 2012 comprenda i Cloisters).
Nel 2012 l’eccellente annata della Tate Modern è stata tanto più significativa in quanto Londra ospitava un’attrazione potenzialmente concorrente, i Giochi olimpici. La Tate Modern è risalita in quarta posizione, davanti alla National Gallery. Circa 5,3 milioni di visitatori si sono recati al museo del Bankside (in crescita dai 4,8 milioni del 2011), dei quali 2.912 al giorno sono andati a vedere la retrospettiva di Damien Hirst e quasi due milioni hanno sperimentato le performance, i video e le installazioni inaugurali nello spazio dei Tanks. La grande crescita della capitale britannica arride anche al Victoria & Albert Museum (+450mila visitatori circa e 12ma posizione, contro la 16ma dello scorso anno). I Musei Vaticani scendono dalla quinta alla settima posizione mondiale, e per- dono in numeri assoluti 25mila visitatori circa. Restano comunque di gran lunga il primo museo della «città eterna»: vaticani, appunto, e non italiani.
Tra i nuovi musei che hanno fatto registrare cifre di affluenza impressionanti compaiono il Crystal Bridges Museum of American Art di Bentonville, nell’Arkansas, che gode di un ingresso gratuito grazie alla sponsorizzazione di Walmart (cfr. n. 315, dic. ’11, p. 42). La sede da 317 milioni di dollari, progettata dall’architetto Moshe Safdie, ospita una collezione in rapida crescita finanziata dall’erede dell’impero Walmart, Alice Walton. Il museo ha attratto 565.448 visitatori nel 2012, più del doppio rispetto alle attese. 
Un altro nuovo museo privato, anch’esso a ingresso libero, si è dimostrato popolare anche se non ha riscosso un immediato successo di critica. Il Museo Soumaya, ospitato in una scintillante torre alla periferia di Città del Messico (cfr. n. 308, apr. ’11, p. 48), ha attratto 833.196 visitatori nel suo primo anno di vita. Il museo è stato costruito, e la sua collezione in rapida espansione assemblata, dall’uomo più ricco del mondo, il magnate delle telecomunicazioni Carlos Slim Helú. Madrid mantiene il suo ruolo di grande capitale dell’arte (con il Prado che supera i 3 milioni di ingressi, il Reina Sofía e il Thysen-Bornemisza). Dall’Estremo Oriente, sale Taipei, con il National Palace Museum, scendono Seul e Tokyo con i musei nazionali.

In Italia
I visitatori nei musei statali italiani sono stati 10.052.267 nel 2012 (18.120.413 compresi i circuiti museali, che però comprendono anche aree archeologiche e monumenti dello Stato), contro i 10.724.359 (18.802.000 con i circuiti) dell’anno precedente. Un generalizzato calo dell’intero sistema, che si ripropone nei singoli musei, statali e non. Cambiano, seppur lievemente, le posizioni in classifica, soprattutto nella top ten. Firenze piazza due gallerie sul podio, gli Uffizi e l’Accademia: i primi in lieve crescita in numeri assoluti (+5mila visitatori), le seconde in calo (-25mila). In seconda posizione Venezia, con Palazzo Ducale (-75mila). Fuori dal podio Roma e «medaglia di legno» a Castel Sant’Angelo (-75mila). I Musei Vaticani godono da anni di un successo crescente, esito di una politica di sviluppo che si deve all’impegno del direttore, Antonio Paolucci, e del Paese proprietario, la Città del Vaticano. Una storia virtuosa e non italiana: compaiono quindi nella sola classifica internazionale, al settimo posto (in calo di due posizioni rispetto al 2011). Tiene Torino, in ascesa con Venaria Reale (il cui allestimento permanente è stato rinnovato a marzo 2013), stabile con il Museo nazionale del Cinema in ottava posizione (ma -40mila visitatori), in calo con il Museo Egizio, in parte penalizzato dalla parziale chiusura per i lavori di raddoppio della superficie espositiva (-75mila).
Sul fronte dei «sistemi», è assai significativo il dato degli undici musei che fanno capo alla Fondazione Musei Civici di Venezia (da Palazzo Ducale al Correr a Ca’ Pesaro al Museo del Vetro): 2.314.048 (comprende musei e mostre con biglietto dedicato) è il totale dei visitatori nel 2012, in crescita del 5,4% sul 2011. Dati in calo, invece, nei quattro musei della Fondazione Torino Musei (Gam, Palazzo Madama, Mao e Borgo medievale): 296.499 biglietti staccati (e 1.089.475 persone coinvolte nelle diverse attività, anche gratuite) contro i 432.409 del 2011 (e 1.272.066 ingressi): ma quello era l’anno delle grandi celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia.

Soffre il contemporaneo (in Italia, non nel mondo)
La classifica è dominarta dall’arte antica, che con ogni probabilità costituisce il maggior attrattore anche dei grandi musei «universali» e/o nazionali, dal Louvre al Metropolitan, fino all’Ermitage. Sul fronte opposto, quello dei musei d’arte contemporanea, nonostante l’ulteriore crescita del primo al mondo, la Tate Modern di Londra, la situazione mostra non poche criticità. In Italia più che altrove. Sono stabili a Parigi il Beaubourg (decimo assoluto) e a New York il MoMA e il Guggenheim (che stacca la sede di Bilbao di più di 150mila visitatori). Cresce a Mosca la Tret’jakov (dentro i primi 30), con le nuove sezione dedicate agli anni recenti, e la Saatchi Gallery a Londra (+15 posizioni in un anno). Ottimo risultato per lo spagnolo Ivam di Valencia, con quasi 1,3 milioni di visitatori. Dati non confrontabili con quelli dei musei nostrani: in Italia è crisi (anche) per il contemporaneo.
Il 2012 ha segnato un calo pressoché generalizzato di visitatori, oltre che di finanziamenti (inascoltato è rimasto l’appello al ministro Ornaghi, lanciato dall’Amaci, l’Associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani presieduta da Beatrice Merz, il direttore dimesso e ancora «pro-tempore» del Castello di Rivoli). Proprio il museo piemontese, già faro delle istituzioni del contemporaneo italiane, langue in attesa di una nuova guida (annunciata per giugno), oltre che di rinnovati consensi e finanziamenti pubblici e privati: con 107mila visitatori è 64mo in Italia (era 39mo nel 2008). Primo nella cassifica di settore (e 24mo in quella generale italiana), si piazza quindi il Macro (300mila visitatori circa, grazie soprattutto alle numerose attività ed eventi, anche nella sede del Mattatoio; ma -50mila biglietti staccati rispetto al 2011) seguito, ancora a Roma, dal MaXXI (36mo, era 16mo: il calo di 250mila visitatori circa è anche dovuto al blocco della attività durante la discussa fase del commissariamento, conclusasi con la nomina della Melandri lo scorso ottobre) e, a Venezia, dalla Fondazione Pinault con le due sedi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana (200mila visitatori, rilevato per la prima volta in questa calssifica). Il Pecci di Prato sopravvive anche grazie alla sede distaccata a Milano (89mo, era 69mo), in attesa della nuova sede, pronta soltanto nel 2014. Il Madre di Napoli, protagonista di lunghi mesi assai difficili, non rientra tra i primi 100 musei italiani: nel 2012 ha fatto registrare 22mila visitatori (erano stati 76mila nel 2010). Neanche ai «musei d’arte moderna e contemporanea» va tanto meglio: stabile la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, prima nel settore e 19ma tra i musei italiani (ma -20mila visitatori), crollano nel secondo anno di vita il Museo del 900 di Milano, inaugurato a fine 2010 (dalla 13ma alla 29ma posizione, -260mila visitatori, dimezzati) e il Mart di Rovereto (da 26mo a 43mo), «sopravvivono» oltre la 70ma posizione Gam di Milano e di Torino, MAMbo di Bologna e Ca’ Pesaro di Venezia. Piccolo «boom» grazie alla nuova sezione del ’900 per le Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano.

Ricerca condotta da Raffaella Roddolo e Toby Skeggs (con l’assistenza di Pac Pobric, Laurie Rojas, Vanessa Saraceno e Victoria Stapley-Brown)

di Alessandro Martini con Javier Pes ed Emily Sharpe , da Il Giornale dell'Arte numero 331, maggio 2013



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