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Dal pubblico al mercato

L'Arsenale asburgico di Verona

Verona. Da alcuni anni l’Amministrazione comunale di Verona ha avviato un’ampia campagna di modifica dell’assetto proprietario (e conseguentemente degli usi) di alcuni immobili e aree inseriti nel centro storico di Verona. Dopo la vendita da parte del Comune di Palazzo del Capitanio, Forti e Gobetti alla Fondazione Cariverona, dopo l’impegno a costituire il Museo di storia naturale a Castel San Pietro, anch’esso adesso di proprietà della medesima fondazione di origini bancarie, dopo aver passato a un privato (Agec) la gestione di eventi e mostre, dopo aver ottenuto la possibilità di spalmare circa 240mila metri cubi di credito edilizio su Verona Sud e dopo aver promosso il faraonico progetto delle ex cartiere con costruzioni per 15mila metri quadrati e due torri di 100 metri che modificheranno in maniera definitiva il panorama della città, adesso l’attenzione del Comune si rivolge verso l’Arsenale asburgico (nella foto). L’Arsenale, nel quartiere di Borgo Trento, fu costruito tra 1854 e 1861, su modello di quello viennese, con almeno una decina di corpi di fabbrica e un’estensione di 62mila metri quadrati.
Negli anni Novanta era stato organizzato un concorso internazionale, vinto da David Chipperfield, ma poi bloccato dalla giunta Tosi. Dopo alcuni anni di silenzio, il crollo di 3mila metri quadrati di coperture dell’Arsenale, i nuovi strumenti finanziari messi a disposizione dalla «finanza creativa» e le riduzioni degli stanziamenti centrali hanno spinto a cercare nuove strade per fare cassa e riutilizzare il complesso. Così nel corso del 2012 un’Associazione temporanea d’impresa (Ati), Rizzani de Eccher spa e Contec-Consorzio Arsenale, ha presentato una proposta di project financing: a fronte di un esborso del Comune di 12 milioni di euro, l’Ati si impegna a recuperare strutturalmente il complesso. In cambio ottiene i diritti di superficie su due terzi dell’Arsenale per 99 anni e la gestione di alcuni spazi per 15 anni. Solo un terzo del complesso, una volta restaurato, rimarrebbe in mano pubblica. Per contrastare questo progetto si è costituito il Comitato Arsenale di Verona, che accusa il Comune di «svendere» il patrimonio, contesta le nuove destinazioni d’uso previste (commercio e direzionale) e preme affinché l’Amministrazione, utilizzando le risorse economiche già a disposizione, intervenga subito per salvaguardare le strutture da un ulteriore degrado. Il recente passaggio a titolo non oneroso di mura magistrali e forti dal Demanio al medesimo Comune può suggerire analoghe soluzioni anche per questi beni, adesso in disponibilità alla giunta Tosi?

di Denise La Monica, da Il Giornale dell'Arte numero 329, marzo 2013


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