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Antiquari

La prevalenza dell'antico

A Firenze al via la XXVIII Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Palazzo Corsini

L’autoritratto di Alessandro Tiarini da Savelli (Bologna)

Firenze. Vi sono molti dipinti e sculture, ma anche arredi e oggetti preziosi alla XXVIII edizione della Biennale Internazionale dell’antiquariato di Palazzo Corsini (5-13 ottobre), scelte prestigiose che confermano l’unicità e l’alto livello qualitativo, pur in tempi di crisi, di una mostra che attira ancora antiquari stranieri come Trinity Fine Art, De Jonckheere o Sperone (cfr. lo scorso numero, p. 41). Tra i dipinti esposti è importante il Crocifisso dipinto del maestro del Crocifisso Corsi, tempera su tavola risalente al primo quarto del XIV secolo presentata da Moretti (Firenze, Londra, New York). Notevoli le tempere su vetro di Jacopo Ligozzi, proposte da Antichità dei Bardi (Firenze), corredate dallo studio di Mina Gregori e risalenti al primo ventennio del Seicento, mentre da Alberto Di Castro (Roma) troviamo una «Sacra Famiglia con san Giovannino» di Santi di Tito
e da Savelli (Bologna) un bell’autoritratto di Alessandro Tiarini. Tra le scelte di Robilant+Voena (Londra, Milano) la «Morte di Cleopatra», olio su tela di Niccolò Tornioli, 1645-46, acquistato a Roma presso l’artista da Cristiana Duglioli Angelelli e dal 1687 nella collezione Sforza Cesarini. Tra le opere di Grassi Studio (New York) si annota il «San Giovanni Battista» di Matthias Stomer e da Cesare Lampronti (Roma, Londra) la tela raffigurante «Le celebrazioni in occasione del matrimonio del Delfino di Francia con l’infanta Maria Teresa di Spagna presso l’Ambasciata di Francia a Venezia nel 1745», di Giovan Battista Cimaroli. Il «Suonatore di flauto» di Gaspare Traversi, esposto da Enrico Frascione (nella cui galleria di Palazzo Ricasoli-Firidolfi si tiene dal 4 ottobre fino al 21 dicembre la mostra «Fra la natione fiorentina e veneziana») è corredato dallo studio critico di Nicola Spinosa. Per il Settecento si segnala da Carlo Virgilio (Roma) una «Colazione di campagna» di Francesco Celebrano del 1770-80 ca, mentre agli inizi dell’Ottocento risale la tempera raffigurante i «Giocatori di biliardo» di Giuseppe Bernardino Bison da Francesca Antonacci-Damiano Lapiccirella (Roma). La Società di Belle Arti (Viareggio, Lu) presenta un’opera di Telemaco Signorini, la «Ragazza col vezzo rosso», olio su cartone col monogramma TS, proveniente dalla collezione Checcucci, datata 1890 ca.
Infine per il Novecento si segnala lo stand di Gomiero (Milano) dove, tra gli altri, è la bella «Annunciazione» di Adolfo Wildt, in bronzo su base in marmo, firmata, pubblicata già nel ’31 da Giorgio Nicodemi. Tra le scelte di Carlo Orsi (Milano), oltre al bel dipinto «Ritratto di giovane» di Livio Mehus, anche «La morte di san Giuseppe» di Massimiliano Soldani Benzi, in terra cruda entro cornice fiorentina in legno intagliato, modello per il bronzo ora al Bargello che si ritiene commissionato al Soldani nel 1729 da Orazio Sansedoni per conto del Balivo Fra’ Joaquín Fernández de Portocarrero, marchese di Almenara: l’opera è corredata da uno studio critico di Dimitrios Zikos. Per la scultura da Botticelli (Firenze) si nota soprattutto la «Madonna con Bambino in trono» del Maestro della santa Caterina Gualino, attivo nella prima metà del XIV secolo tra Umbria meridionale e Abruzzo, datata intorno al 1340 ca, proveniente dalla collezione di Carlo De Carlo. Ma anche, da Longari Arte (Milano), il notevole «Busto di giovane gentildonna», formella in terracotta datata 1465-70 ca, il cui spessore fa supporre una destinazione architettonica; il volto della ragazza, ritratto di tipo ideale, e la verve decorativa dell’abito indirizzano verso la Lombardia sforzesca, come indicato nello studio critico di Aldo Galli. Due raffinati avori francesi, «Maria» e «San Giovanni», opera di Pierre Simon Jaillot e datati 1670 ca, sono esposti da Alessandro Cesati (Milano). All’inizio del Settecento risale il bel «Ritratto di uomo», marmo statuario di uno scultore attivo a Roma esposto da Giovanni Pratesi (Firenze), mentre Walter Padovani presenta due raffinati busti in marmo firmati da Adamo Tadolini, che ritraggono il conte Nicola Demidov e la contessa Demidov nata Stroganova. Gallori Turchi propone quattro «Marine» di Ignazio Hugford, una serie di pannelli in scagliola policroma.
Tra gli arredi figura una coppia di console di manifattura romana in legno intagliato, dorato e dipinto con piani di alabastro, risalenti al terzo quarto del XVIII secolo, presentate da W. Apolloni (Roma). Alla seconda metà del XVIII secolo si riferisce anche la coppia di tavoli da parete di Antonio Landucci esposti dalla Galleria Silva (Milano). Da Piva (Milano), troviamo un bureau con alzata della prima metà del ’700, mentre da Surprise di Paola Cuoghi (Modena) una coppia di angoliere datate 1730-6 di manifattura veneziana. Caiati e Gallo (Milano) espongono una specchiera con bronzi applicati di manifattura romana del XVII secolo. Dall’appartamento neoclassico della famiglia Papafava dei Carraresi a Padova, realizzato dal 1807 al 1817, provengono invece il tavolo a vela con sei sedie di Copercini & Giuseppin (Arquà Petrarca, Pd) progettato da Alessandro Papafava e disegnato da Gaetano Manzoni, poi eseguito da Carnera; ma da ricordare anche, presso Guido Bartolozzi (Firenze), le due librerie in cipresso e noce opera di Giovan Battista Carboni, su disegno di Agostino Fantastici, nel 1842. Alessandra di Castro (Roma), oltre al tripode a zampe leonine, recante gli emblemi di casa Barberini datato 1625 ca, ha anche una «Ninfa» di Luigi Pichler (Roma, 1800 ca), raffinato intaglio in corniola. Dalla manifattura di Doccia proviene infine la bella tazza con piattino esposta da Caviglia (Lugano) datata al 1740-45, ai primi anni della manifattura, al tempo di Carlo Ginori, sulla base di analogie con servizi da colazione stemmati di questo periodo. Catalogo Allemandi

Laura Lombardi , da Il Giornale dell'Arte numero 335, ottobre 2013


  • Le tempere su vetro di Jacopo Ligozzi (primo ventennio del Seicento) proposte da Antichità dei Bardi
  • È della seconda metà del XVIII secolo la coppia di tavoli da parete di Antonio Landucci esposta dalla Galleria Silva
  • Da Carlo Orsi (Milano) «Ritratto di giovane» di Livio Mehus
  • Da Surprise di Paola Cuoghi (Modena) una coppia di angoliere datate 1730-6 di manifattura veneziana
  • «Sacra Famiglia con san Giovannino» di Santi di Tito. Nello stand di Alberto Di Castro (Roma)
  • Risale all’inizio del Settecento questo «Ritratto di uomo» di uno scultore attivo a Roma esposto da Giovanni Pratesi
  •  L'«Annunciazione» di Adolfo Wildt nello stand di Gomiero (Milano)
  • Due raffinati avori francesi, «Maria» e «San Giovanni», opera di Pierre Simon Jaillot e datati 1670 ca, sono esposti da Alessandro Cesati (Milano)
  • la «Madonna con Bambino in trono» del Maestro della santa Caterina Gualino, da Botticelli (Firenze)
  • Una coppia di console di manifattura romana in legno intagliato, dorato e dipinto con piani di alabastro, risalenti al terzo quarto del XVIII secolo, presentate da W. Apolloni (
  • Il «Suonatore di flauto» di Gaspare Traversi, esposto da Enrico Frascione
  • Robilant+Voena (Londra, Milano) la «Morte di Cleopatra», olio su tela di Niccolò Tornioli, 1645-46,
  • Il raffinato busto in marmo della contessa Demidov nata Stroganova firmato da Adamo Tadolini. Da Walter Padovani
  •  «Giocatori di biliardo» di Giuseppe Bernardino Bison 9 da Francesca Antonacci-Damiano Lapiccirella (Roma)
  • Da Cesare Lampronti (Roma, Londra) la tela raffigurante «Le celebrazioni in occasione del matrimonio del Delfino di Francia con l’infanta Maria Teresa di Spagna presso l’Ambasciata di Francia a Venezia nel 1745», di Giovan Battista Cimaroli
  • Telemaco Signorini, la «Ragazza col vezzo rosso», olio su cartone col monogramma TS, proveniente dalla collezione Checcucci, datata 1890 ca. È presentata da Società di Belle Arti (Viareggio
  • Crocifisso dipinto del maestro del Crocifisso Corsi, primo quarto del XIV secolo. Presentato da Moretti
  • Carlo Virgilio (Roma) una «Colazione di campagna» di Francesco Celebrano del 1770-80 ca
  • Gallori Turchi propone quattro «Marine» di Ignazio Hugford, una serie di pannelli in scagliola policroma.
  • Da Piva (Milano), un bureau con alzata della prima metà del ’700
  • Da Longari Arte (Milano) il notevole «Busto di giovane gentildonna», formella in terracotta datata 1465-70 ca

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