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Ferrara

Sorolla in stile Monet

A Palazzo dei Diamanti la prima grande retrospettiva in Italia sul pittore spagnolo dell’Ottocento

Joaquín Sorolla, «María vestita da contadina valenciana», (part.), 1906, collezione privata

Ferrara. Dal 17 marzo al 17 giugno, Palazzo dei Diamanti organizza «Sorolla. Giardini di luce», la prima occasione per vedere nel nostro Paese una completa rassegna sul pittore spagnolo (1863-1923), a cura di Tomàs Llorens, Blanca Pons-Sorolla, María López Fernández e Boye Llorens, che poi sarà allestita anche a Granada (Museo de Bellas Artes, Alhambra, 29 giugno - 14 ottobre) e Madrid (Museo Sorolla, 29 ottobre- 5 maggio 2013). L’appuntamento ferrarese mette al centro della vicenda, attraverso 60 dipinti e un piccolo nucleo di disegni e documenti, gli anni della maturità di Joaquín Sorolla, l’interprete iberico delle poetiche impressioniste simboliste che fecero di lui, tra l’altro, un apprezzato ritrattista al pari di John Singer Sargent e Giovanni Boldini. Dopo una formazione locale, nei primi anni Ottanta del XIX secolo il valenciano si recò prima a Roma e poi, nel 1885, a Parigi prima di tornare nel 1889 a Madrid dove iniziò ad affermarsi e di nuovo a Parigi dove nel 1900 vinse il Gran Prix. Sorolla viaggiò poi molto tra Inghilterra, Francia, Italia e America dove nel 1911 espose al City Art Museum di St. Louis e all’Art Institute di Chicago e nel 1913-19 realizzò 14 giganteschi murales nelle sale della Hispanic Society of America di New York.
La mostra a Palazzo dei Diamanti, organizzata da Ferrara Arte, analizza in particolare le opere legate al tema del giardino, del paesaggio e della fascinazione per l’Andalusia. Sono opere caratterizzate da una costante riflessione sul senso intimista e sul silenzio, una produzione che sconta influssi simbolisti molto evidenti, ma pure un’attenta analisi introspettiva che lo porta a una raffigurazione essenziale e raffinata. Non mancano alcune «vicinanze» con il ferrarese Boldini, tanto che l’allestimento si apre con una serie di ritratti della famiglia Sorolla ripresi in un paesaggio quotidiano, con alcuni cenni al Simbolismo che poi sarà molto più evidente nei quadri del periodo andaluso e degli anni madrileni. In Andalusia il pittore soggiorna per un decennio dal 1908 e la mostra ricostruisce le tappe dell’incontro con quella terra, attraverso le visioni pittoriche della Sierra Nevada e dei giardini islamici dell’Alhambra e dell’Alcázar di Siviglia. La sezione dedicata agli anni finali, trascorsi perlopiù a Madrid dove Sorolla concepisce un luogo in «stile» Monet a Giverny, portando nel proprio giardino una serie di piante andaluse insieme a fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali.

© Riproduzione riservata

di Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 318, marzo 2012


  • Joaquín Sorolla, «Il giardino di casa Sorolla», 1920. Madrid, Museo Sorolla

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