
Bologna. Il 31 gennaio scadrà il contratto di Silvia Evangelisti quale responsabile artistica della manifestazione: entrata nello staff di Artefiera nel 1988, ne è divenuta direttrice nel 2004 e ora non è detto non sia in vista una futura collaborazione con l’Ente Fiera.
Lo lascia intendere lei stessa rispondendo a tre domande.
Quest’anno le gallerie sono state poco meno di 50 in meno rispetto al 2011, lei ha parlato di «scelta culturale».
Sì, perché tutte le maggiori fiere del mondo hanno agito come noi: in un momento di difficoltà economica una maggior selezione porta a un’offerta più concentrata e di qualità. Non nascondo il complicato momento delle gallerie, ma la scelta di passare a 150, e ho i verbali di discussione, è stata fatta nel 2009. Già nel 2011 dissi che dall’anno seguente avremmo ristretto il numero dei partecipanti. Utile anche la scelta di «mischiare» le giovani gallerie tra le altre: in questo modo aumenta la loro visibilità. I padiglioni che usavamo erano importanti, ma molto grandi, mentre quelli del 2012 sono lunghi e stretti con una bella luce naturale che ha permesso di realizzare un layout migliore. Non è dunque vero, come ho sentito dire da alcuni galleristi, che nel 2012 abbiamo ristretto perché eravamo in carenza di richieste. Abbiamo fatto uno sforzo utile per gli espositori, certo non facile per l’ente fieristico.
Qualche gallerista accusa: «Non ci sono venuti incontro con i prezzi degli stand».
È un’altra bugia perché negli ultimi 5 anni i prezzi degli stand di Artefiera sono cresciuti in tutto del 4%, ossia neppure dell’1% all’anno. Per non venire i galleristi possono trovare tutte le motivazioni che vogliono, ma non dire cose non vere. Artefiera è la fiera meno costosa d’Europa e le gallerie giovani pagano il 30% di sconto. Inoltre alle gallerie abbiamo concesso dilazioni di pagamento del 60% nei tre anni successivi. E i servizi non sono certo calati. Ai galleristi «furbetti» che invece mi hanno detto: io non vengo ad Artefiera, faccio un evento in galleria e voi me lo promuovete, ho risposto ovviamente di no. Ma i problemi non si risolvono in questo modo, il mercato italiano è importante e occorre discuterne. Ora al Governo ci sono tecnici in grado di capire le problematiche.
Il suo contratto scadrà il 31 gennaio.
Con il 2012 finisce il mio lavoro di responsabile e ora ho tanti progetti di lavoro, anche collegabili ad Artefiera. Qui lavoro da quando ero una studentessa e vi ho investito tante energie. La considero non una figlia, ma una creatura importante questo sì. Sicuramente quanto farò in futuro non sarà dunque mai a danno della manifestazione. Quindi dico no ad altre fiere.