Roma. A partire da quest'anno nella dichiarazione dei redditi sarà possibile destinare una quota pari al cinque per mille dell'Irpef anche all'arte e ai beni culturali e paesaggistici. A differenza dell'otto per mille (che non è alternativo al cinque per mille, ma vi si affianca. È possibile infatti devolvere entrambe le quote Ndr), quindi, il cinque per mille permette al contribuente che lo voglia di aiutare anche la salvaguardia del patrimonio culturale del Paese. L'uso della somma destinata a iniziative di carattere sociale è contemplato dalla prima delle manovre economiche varate la scorsa estate. Il Decreto legge 98 di luglio, convertito in legge n. 111/2011, con il comma 46 dell'articolo 23 ha previsto infatti che tra le finalità a cui destinare la quota del cinque per mille dell'Irpef vi siano anche il «finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici». Sarà un decreto del presidente del Consiglio, su proposta del Mibac, a chiarire quali organismi del settore potranno aspirare a quel contributo. La protezione del patrimonio artistico va ad aggiungersi quindi all'elenco di enti che già possono ricevere la quota del cinque per mille: tra questi, le Onlus, le fondazioni, le associazioni di promozione sociale, quelle dello sport dilettantistico e gli enti di ricerca.