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Mostre

Anche i russi si scoprono poveri

Aleksandr Brodskij, «Il penultimo giorno di Pompei», 1997-2008

Milano. Nell’anno dello scambio culturale Italia-Russia, il Pac presenta dall’8 luglio all’11 settembre «Materia Prima-Russkoe Bednoe-l’“arte povera” in Russia», organizzata dall’Associazione Italia Russia e dal Museo d’arte contemporanea di Perm’. È una delle più importanti collettive degli ultimi anni di arte russa del nostro tempo, che riunisce 116 opere di 26 autori la cui fama si è da tempo diffusa fuori dai confini del loro Paese: tra gli altri, Aleksandr Brodskij (nella foto, «Il penultimo giorno di Pompei», 1997-2008), Blue Noses, Olga&Aleksandr Florenskij, Dmitry Gutov,Vladimir Kozin, Irina Korina, Valery Koshlyakov, MyloGroup, Resycle, Leonid Sokov e Sergey Volkov. Tema portante della mostra è la scelta, comune a tutti («sebbene non formalizzata da alcun manifesto, come invece accadde in Italia con l’Arte povera», spiega il curatore Marat Guelman, direttore del Museo di Perm’), di servirsi nei loro lavori delle risorse naturali della Russia, dal petrolio al legno, dal ferro al carbone. Materie prime, con cui questi artisti, in un Paese caratterizzato da spazi sconfinati e dall’abbondanza di risorse naturali, intendono riconnettersi a elementi primari, infrangendo il confine tra naturale e artificiale. Già premiata nel 2009 nella Terza Biennale d’Arte contemporanea di Mosca, questa rassegna è stata parzialmente esposta nell’estate 2010 al Grand Palais di Parigi, e dopo Milano si trasferirà al PS1 di New York.

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 311, luglio 2011


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